La pizza è una passione che unisce tutti: ognuno di noi ha un indirizzo su cui contare, un posto in cui fermarsi per godere di spicchi beati, tra creazioni contemporanee, dischi tradizionali, ma anche tranci golosi, con topping di ogni sorta. Ma dove amano godersi un'ottima pizza i giovani chef del Buon Paese?
Abbiamo domandato agli astri in ascesa della cucina italiana quale sia la loro pizzeria preferita, dal Nord al Sud Italia. Perchè queste insegne fanno battere loro il cuore, lo scopriamo nelle recensioni scritte di loro pugno e raccolte nella Guida di Identità Golose alle Pizzerie e Cocktail Bar d'autore (puoi scaricare l'app su App Store o Google Play). Scopriamole insieme
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ANDREA ANTONINI, chef del ristorante
Imàgo dell'Hotel Hassler di Roma, racconta la pizzeria
Seu Pizza Illuminati a Roma
"Il mio assaggio del cuore è Origini perché sa di casa, sa di Roma e, anche se ho provato da loro moltissime varianti, questa è il mio comfort food: puntarelle alla romana, stracciatella, porchetta e riduzione di mirto che lascia in bocca un sapore gradevole e pulito. Da provare".
ALESSANDRO BILLI, chef dell'Osteria Billis a Tortona (Alessandria), racconta Locanda Costa dei Vigneti a Costa Vescovato (Alessandria)
"La pizza è veramente buona, una delle migliori che io conosca: topping mai banali, attenzione alla materia prima e ottima selezione di prodotti locali, senza chiudersi al mondo. In più, c’è anche una cucina di livello, realizzata da un cuoco che si capisce come abbia voglia di spingersi oltre, di viaggiare con la testa".
NICOLA BONORA, chef del ristorante Motelombroso a Milano, racconta la pizzeria Focus a Cabras (Oristano)
"A leggere il menu, c’è solo l’imbarazzo della scelta: si può ordinare una semplice Margherita e si sa già che non si resterà delusi. A me piace però osare: ecco la Sax, con pomodoro, fiordilatte, melanzane e salsiccia piccante; la Montiferru, con pomodoro, fiordilatte, salsiccia fresca e caciotta; e la Bottarga a fette, ovviamente con gustosissime fette di bottarga locale (su base Margherita). L’impasto è leggero, sottile, digeribilissimo".
ANISIA CAFIERO e PASQUALE DE BIASE, del ristorante Ausa a Isernia, raccontano la pizzeria Bas & co a Matera
"Qui l'’impasto è il cuore del lavoro. La scelta consapevole di materie prime locali e di grani antichi molisani completa il cerchio, rendendo le pizze riconoscibili al primo morso".
SIMONE CANTAFIO, chef del ristorante La Stüa de Michil dell'Hotel La Perla a Corvara (Bolzano), racconta la pizzeria Turonda a Ortisei (Bolzano)
"In questo angolo tra natura e bontà, la pizza diventa un’emozione sincera, un ponte tra le mie radici mediterranee e l’incanto delle montagne. Un’esperienza che ogni vero goloso dovrebbe vivere".
DAVIDE CARANCHINI, chef del ristorante Materia a Cernobbio (Como), racconta la pizzeria Onda a Cernobbio (Como)
"La pizza dell’Onda è diventata subito la mia preferita in provincia. È come piace a me: napoletana, con cottura al millimetro e materie prime degne di nota".
CATERINA CERAUDO, chef del ristorante Dattilo a Strongoli (Crotone), racconta le pizzerie Campana Pizza in Teglia a Corigliano-Rossano (Cosenza), Quasi Margherita a Crotone e Storie Dipinte a Crotone
"Da Storie Dipinte è possibile vivere l’esperienza della degustazione in condivisione: un modo per scoprire, insieme, la varietà di impasti e pizze crunch o al vapore che raccontano la profondità di un’arte che continua a evolversi".
LEONARDO D’INGEO, chef del progetto Dielle, racconta la pizzeria Quattroquarti a Molfetta (Bari)
"Quattro Quarti a Molfetta è la mia pizzeria preferita. Il motivo? Intanto, Mirko Pepe è riuscito a creare un ambiente confortevole, dai toni caldi e armoniosi, dove si sta davvero bene. Poi, nella proposta gastronomica sa esaltare la materia prima con tecnica ed esperienza".
CARLOTTA DELICATO, chef del ristorante Delicato a Contigliano (Rieti) racconta, la pizzeria Gino Sorbillo Antica Pizzeria a Napoli
"Qui ritrovo un impasto leggero e ben maturato, un cornicione soffice, una mozzarella di bufala di qualità e un pomodoro equilibrato, capace di restare protagonista senza coprire nulla".
DAVID FIORDIGIGLIO, chef del ristorante Mano dell'Hotel Flaminia racconta, le pizzerie Maiori a Cagliari e Gorizia 1916 a Napoli
"Ricordo bene quando, anni fa, ho varcato per la prima volta le porte di Maiori: tutto mi aspettavo tranne di mangiare la pizza più buona della mia vita!"
"Pizzeria Gorizia è una chicca per pochi. Mi spiego meglio: avete presente quando ti chiedono quale sia la migliore pizzeria di Napoli? Solitamente le risposte si rifanno a insegne pur valide ma molto commerciali, o a nomi famosi (famosi con merito, intendiamoci). Ecco, io a questa domanda rispondo: «Pizzeria Gorizia»".
VANIA GHEDINI, chef del ristorante Oro all'Hotel Cipriani, A Belmond Hotel (Venezia), racconta la pizzeria Da Spid a Portomaggiore (Ferrara)
"La pizza di Da Spid è unica: un impasto sottile, tirato all’estremo, croccante come nessun altro. È rimasta sempre uguale negli anni, quindi fedele a sé stessa, come il locale, passato di padre in figlio".
DAVIDE GUIDARA, chef del ristorante I Tenerumi del Therasia Resort (Vulcano, Messina), racconta la pizzeria I Masanielli a Caserta
"Ci sono pizzerie che restano luoghi della memoria, altre che viviamo come certezze. Poi ci sono quelle che aprono un varco: un nuovo capitolo, una direzione possibile. I Masanielli di Francesco Martucci appartiene a quest’ultima categoria".
MATTHIAS KIRCHLER, chef del ristorante Alpes del Bad Schörgau a Sarentino (Bolzano), racconta la pizzeria Der Keller a Brunico (Bolzano)
"Qui si lavora invece con grande attenzione alla qualità: impasti leggeri, prodotti selezionati con cura, ingredienti italiani eccellenti e un risultato finale che non lascia sete per tutta la notte – segno di una pizza ben fatta e digeribile".
MARTIN LAZAROV, chef del ristorante Principe di Belludia del San Corrado a Noto (Siracusa), racconta la pizzeria FuocoFarina ad Alba (Cuneo)

Espressioni stagionali a tutta zucca da FuocoFarina
"Io amo particolarmente una pizza che richiama il territorio, denominata Grissinopoli, impanata con grissini sbriciolati e condita con stracciatella e tre pomodori".
MICHELE LAZZARINI, chef del ristorante Contrada Bricconi ad Oltressenda Alta (Bergamo), racconta la pizzeria La Lanterna a Castione della Presolana (Bergamo)
"La Lanterna è un luogo che sento vicino, non solo perché è a pochi passi da casa, ma perché rappresenta la semplicità e la profondità di una grande pizza fatta con passione e cura artigianale".
ALESSANDRO LUCASSINO, chef del ristorante Alain Ducasse al Romeo a Napoli, racconta la pizzeria 10 Diego Vitagliano a Napoli
"La grandezza di Diego Vitagliano sta nella capacità di coniugare tecnica e istinto, innovazione e rispetto. L’impasto è uno degli elementi centrali del suo lavoro: leggero, digeribile, con una lievitazione che si sente senza dominare".
MARCO MASSAIA, chef del ristorante Gagini a Palermo, racconta la pizzeria Cecchi a Torino
"Negli anni ’50 del secolo scorso alcune famiglie toscane, tra cui i Cecchi, portarono in città la pizza al padellino e la farinata di farina di ceci; Cecchi nacque allora e, di generazione in generazione, ha portato avanti questa nuova tradizione".
TINA MARCELLI, chef del ristorante Johanns agli Amonti Chalets a Campo Tures (Bolzano), racconta la pizzeria Agorà 21 a Bressanone (Bolzano)
"La salsa di pomodoro è semplicemente deliziosa, e tutti gli ingredienti sono di altissima qualità, sempre freschi e stagionali. Tra l’ampia scelta del menu, la mia preferenza va sempre a quella con mozzarella di bufala e prosciutto crudo — un abbinamento perfetto!"
DAVIDE MARZULLO, chef del ristorante Trattoria Contemporanea a Lomazzo (Como), racconta la pizzeria Giolina a Milano
"Mi ricordo che una sera ero da Giolina con una quindicina di amici, dopo un evento. Mangiai da solo due pizze più una fetta ulteriore, senza sentire alcuna pesantezza. Strepitoso".
MATTIA PECIS, chef del ristorante Cracco Portofino a Portofino (Genova), racconta le pizzerie Confine a Milano e Just do Eat Riva di Solto (Bergamo)
"Andare a mangiare una pizza viene spesso interpretato come gesto banale, da Just do Eat è diverso, perché ti offre qualcosa appunto di differente dai soliti locali".
JUAN CAMILO QUINTERO, chef del ristorante Viride all'Hotel Corinthia a Roma, racconta la pizzeria Bedussi a Brescia
"Tra le proposte, spicca la W l’Italia, una margherita con burrata che, dietro un’apparente semplicità, rivela equilibrio e precisione gustativa. Più audace la Mi hanno fatto a pezzi, con tartare di manzo, che sorprende per intensità e complessità aromatica".
GIANLUCA RENZI, chef del ristorante Cannavacciuolo - Le Cattedrali ad Asti, racconta la pizzeria Le Due Scimmie ad Asti
"La pizza che io preferisco mangiare è la Mariuzzo, con fiordilatte di Agerola, provola affumicata, crema di peperoni, ‘nduja calabrese, miele piccante e tarallo napoletano; la ordino spesso perché la trovo davvero bilanciata oltre che gustosissima!"
VALENTINA RIZZO, chef del ristorante Famarcia dei Sani a Ruffano (Lecce), racconta Non solo pizza a Ruffano (Lecce)
"Questa pizza è l’esempio perfetto di come, quando una cosa è fatta bene e con costanza, senza inseguire le mode, può diventare un legame generazionale per un intero paese".
FEDERICO ROVACCHI, chef del ristorante 1224 Restaurant Cortina a Cortina d'Ampezzo (Belluno), racconta Osteria della Pizza a Motta di Livenza (Treviso)
"La Parmigiana è una pizza simbolica qui, la firma di casa di Michele: profuma di tradizione con melanzane fritte al momento, pomodorini al forno e parmigiano".
CIRO SCAMARDELLA, chef del ristorante Pipero a Roma, racconta le pizzerie Pepe in Grani a Caiazzo (Caserta) e Confine a Milano

La mitica Margherita sbagliata di Franco Pepe
"Franco Pepe è una persona che ha sempre alimentato quel bambino che è in lui e che lo spinge a essere sempre curioso, a continuare a farsi domande".
"Parlare della pizza di Confine è facile: semplicemente eccellente. E allora voglio mettere in luce un altro aspetto di questo locale. A me Confine piace tantissimo perché lì vanno oltre il solito modello di pizzeria, avvicinandosi a quello di un ristorante".
FRANCESCO SODANO, chef del ristorante Famiglia Rana a Oppeano (Verona), racconta la pizzeria Maestri pizzaioli a Napoli
"Rimane una pizzeria vecchia scuola, dove c'è ancora il pizzaiolo di una volta, davanti al forno, vestito di bianco, con lo scollino. È il fascino di un locale storico".
JACOPO TICCHI, chef del ristorante Da Lucio a Rimini, racconta Pizzarium a Roma
"La pizza di Gabriele Bonci non è solo buona: è cultura, è ricerca, è rispetto per la materia prima e per chi la produce".
LORENZO VECCHIA, chef del ristorante Ahimè, a Bologna, racconta la pizzeria La vecchia scuola a Montese (Modena)
"Entrare a La Vecchia Scuola significa immergersi in un’esperienza che va oltre la pizza: è un vero e proprio viaggio tra i sapori autentici dell’Appennino Modenese".
FRANCESCO VITALE, chef del ristorante Arieddas a Sanluri (Sud Sardegna), racconta la pizzeria Re | Mi a Sassari
"Nella tipologia Pan crock, con base di grano e segale, poi farcita, l’equilibrio tra friabilità della crosta e scioglievolezza della mollica è invidiabile: tagliata a metà, viene condita con la melanzana fritta, sugo e casizolu, diventando un omaggio alla sua Sassari".
TOMMASO ZOBOLI, chef del ristorante Patrizia a Modena, racconta le pizzerie Sancho a Fiumicino (Roma) e Ooh Pasillo a Rubiera (Reggio Emilia)
"Sancho per me è la pizzeria del cuore soprattutto perché è la fotografia di un periodo della mia vita nel quale vivevo a Fiumicino, quindi lontano da casa. Era una sorta di safe place. Innanzitutto per la qualità, per la materia che servivano, e poi per le persone che c'erano dentro".