Cresce sempre di più la nostra Guida di Identità Golose alle Pizzerie e Cocktail Bar d'autore. Presentata il primo dicembre scorso, viene sempre aggiornata con nuove recensioni e ulteriori indirizzi dove potersi godere un'ottima pizza e/o un meraviglioso drink, in tutto lo Stivale. Questo aggiornamento riguarda però solo il mondo-pizza, e un territorio specifico, il Casertano. Sono lì, tra capoluogo e provincia, che si trovano tre locali che meritano di essere annoverati tra i nostri preferiti. Così diventano ben 67 le pizzerie campane recensite sulla nostra Guida (secondo posto assoluto, sempre più vicina la Lombardia con 79), 15 delle quali nel Casertano. Buona lettura!
VINO E BIGA – Alife (Caserta)
I giovani Luigi Santagata e Marco Pece sono amici da sempre, hanno frequentato le stesse scuole. Già diciottenni si divertivano a impastare, a ingegnarsi per preparare la pizza agli amici. A un certo punto, quando il primo lavorava nel negozio dei genitori, il secondo nell’azienda di famiglia, hanno deciso di mollare tutto, si sono dati appuntamento nella vecchia casa della nonna di Luigi e vi hanno costruito un forno a legna. Così è nata l’idea di Vino e biga, inaugurata poi nel 2020.
Il locale ha circa 80 posti, è moderno, giovanile ed accogliente. La corte interna ospita i tavoli estivi, all’aperto, ma c’è anche un dehors in piazza, vista Cattedrale. La pizza è contemporanea: strizza l’occhio alla napoletana, niente cornicioni troppo gonfi, pre-impasto con biga, ovviamente. C’è la ruota di carro con 33 cm di diametro, le pizze a doppia cottura (fritta e forno) e il padellino (qui chiamato rutiello).
Vino e biga è un indirizzo di successo. Nel menu c’è tanto territorio, da queste parti esiste un’agricoltura diffusa e specializzata, come pure una pastorizia che regala formaggi eccellenti. Rinomata è la cultura dell’olio evo e dei legumi. Si gustano, insomma, le eccellenze locali. La pizza Alta Campania prevede culatello artigianale del Matese, cipolla alifana fresca, provolone del Matese a cubetti, fiordilatte, in uscita cipolla essiccata e croccante, ciuffetti di maionese alla cipolla, origano e olio evo del Matese. Sempre disponibili almeno 3 o 4 pizze vegetariane e vegane.
Qui l’intera recensione, di Marina Alaimo

Una pizza di La Bolla a Caserta
LA BOLLA – Caserta
Siamo a Caserta, in un'area prossima al centro ma che riesce a prenderne le distanze. Qui sorge
La Bolla, pizzeria e ristorante, all'interno di
Villa Maria Cristina, hotel immerso nel verde. Il contesto è parte integrante dell'esperienza, col giardino, la piscina e gli spazi che costruiscono una dimensione non solo fisica, ma anche mentale.
La Bolla nasce infatti dall'idea di rifugio e sospensione, come racconta
Pasquale Di Matteo, titolare e figura chiave insieme al pizzaiolo
Simone De Gregorio. La pizzeria rappresenta il centro del progetto: il banco è a vista, animato da una brigata numerosa ma coordinata, dove
De Gregorio è il riferimento creativo e tecnico. Lui la gavetta l'ha fatta davvero, con diversi anni di banco alle spalle: un percorso che gli ha permesso di definire un'identità riconoscibile. Le sue pizze nascono dalla tradizione e dalla cucina familiare, ma non temono incursioni più lontane. Le preparazioni sono curate, i sapori leggibili, pensati per essere accoglienti prima che sorprendenti.
Accanto ai grandi classici, la sua interpretazione della
Marinara, anche in doppia cottura, ne lavora consistenze e profondità di gusto senza tradirne l’essenza. Tra le pizze signature,
Il capriccio di Simone rappresenta al meglio la sua visione.
Se la pizza salata resta il fulcro, è però il capitolo delle pizze dolci a segnare il tratto più identitario de
La Bolla. In menu si chiamano
pastry pizza e sono 6; non esercizio di stile, ma una parte integrante dell’esperienza.
Qui l’intera recensione, di
Fosca Tortorelli

Una pizza di Lombardi a (Maddaloni) Caserta
LOMBARDI – Maddaloni (Caserta)
Alessandro Mango, il resident pizzaiolo di
Lombardi a Maddaloni (Caserta) nonché genero del fondatore
Aniello Di Caprio è, prima che pizzaiolo, pasticciere pluripremiato e noto. Con
Gianluca Tedesco in cucina e
Francesco Tedesco sommelier e al management, porta avanti un progetto assolutamente innovativo sia per forma che per sostanza: la pizza in pasticceria, ma potremmo anche dire la pasticceria in pizzeria.
Una stretta interazione tra le tecniche più evolute di pizzeria e quella di pasticceria rende la quarta generazione di
Lombardi dal 1948 una delle realtà più interessanti da attenzionare nel mondo pizza oggi. Il concept centrale che è quello che ruota attorno alla trasformazione della materia dandole forma assolutamente nuova. Così nasce la pizza sfogliata e la pasticceria salata, espressioni di qualcosa che in pizzeria è assolutamente complesso e difficile replicare.
Il menu parte con i dolci e non tradisce questa commistione stilistica con la
Pala dolce a fermentazione spontanea con ricotta e pera o la
Margherita sfogliata. Il salato - che negli antipasti vedrà la scomparsa dei fritti - mantiene vive le promesse con il
Pain suisse alla genovese e il
Pain du patissier, oltre ad altre proposte assolutamente da fine dining.
Le pizze, divise tra classiche, sfogliate, doppia cottura e in pala a fermentazione spontanea, non appaiono mai banali e richiedono più visite per comprendere il messaggio complessivo. Ottima drink list anche alcohol free. Cantina fornita e centrata.
Qui l’intera recensione, di
Giustino Fortunato