Mondo pizza

16-01-2026

Arriva il World Pizza Day 2026: ecco le pizze speciali da non perdere

Un giro d'Italia tra le creazioni dei maestri pizzaioli, che sabato 17 gennaio celebreranno con impasti e topping la giornata mondiale dedicata a sua maestà la pizza

Domani, sabato 17 gennaio, si celebra il World Pizza Day, ricorrenza istituita nel 2017 dall'Associazione Verace Pizza Napoletana in concomitanza con il riconoscimento dell'Arte del Pizzaiuolo Napoletano come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO. La data coincide con la festa di Sant'Antonio Abate, protettore del fuoco e quindi dei fornai: a Napoli era tradizione che i pizzaioli lavorassero solo mezza giornata per ritrovarsi nel pomeriggio a Capodimonte, dove si accendevano i falò con la legna raccolta dai ragazzi del quartiere a partire dall'Epifania.

A quasi un decennio da quel riconoscimento, il mondo della pizza italiana vive una fase di maturità creativa senza precedenti: la ricerca sulle farine e sugli impasti si intreccia con le tecniche dell'alta cucina, ridefinendo il concetto stesso di condimento. Il World Pizza Day diventa così l'occasione per pizzaioli e chef di tutta la penisola di presentare le loro creazioni più audaci. Eccole raccolte tutte quante, da Nord a Sud.


10 DIEGO VITAGLIANO
Napoli, Roma

Diego Vitagliano, titolare delle pizzerie 10 Diego Vitagliano (con sedi a Napoli, Pozzuoli, Bagnoli e Roma), si conferma uno dei protagonisti più attenti alla codifica della memoria gastronomica partenopea. Per il World Pizza Day 2026, la sua proposta si intitola La Rinforzata, un omaggio esplicito all'insalata di rinforzo, piatto cardine della tradizione natalizia napoletana. L'operazione condotta da Vitagliano è di natura filologica: trasferire un contorno complesso e strutturato sulla base della pizza, mantenendone l'identità ma modificandone la texture per adattarla all'impasto. Il cavolfiore non viene semplicemente bollito, ma marinato e successivamente gratinato. L'uso della soia e della senape introduce una modernità che dialoga con la tradizione della colatura di alici, il discendente diretto del garum romano, tipico di Cetara. Le acciughe rafforzano la spinta marina, mentre la grattugiata di mandorle tostate offre quel contrasto croccante (il cosiddetto "crunch") essenziale in una pizza morbida napoletana. Il tocco finale di tartufo nero e cacioricotta cilentano eleva e conclude il piatto.
diegovitagliano.it


BRO
Napoli

Nel panorama napoletano, i fratelli Ciro e Antonio Tutino della pizzeria Bro si distinguono per un approccio irriverente che mira a scardinare i dogmi dall'interno. La loro proposta per il 17 gennaio 2026, battezzata Non è una pizza per napoletani, è una dichiarazione d'intenti già nel nome. Questa pizza affronta di petto l'ingrediente più divisivo della storia recente: l'ananas. Tuttavia, la declinazione proposta dai fratelli Tutino è lontana dalla banalità della versione "hawaiana". L'ananas viene trasformato in una composta di ananas piccante, un trattamento che ne modifica la struttura e ne esalta l'acidità, bilanciandola con la capsicina. L'abbinamento prevede salame piccante e fior di latte, ma è l'elemento finale a concludere il piatto: la fonduta di Provolone del Monaco DOP. Questo formaggio così ricco e intenso, funge da contrappeso perfetto alla dolcezza del frutto, creando un equilibrio gustativo.
bropizzeria.it


I BORBONI
Pontecagnano Faiano (Salerno)

Il duo de I Borboni, Valerio Iessi e Daniele Ferrara, sfrutta il palcoscenico del 17 gennaio per lanciare una provocazione tecnica: la linea I Capovolti. Ispirandosi all'errore felice delle sorelle Tatin, i due pizzaioli propongono dei padellini cotti al contrario e girati solo prima del servizio. La pizza bandiera è la Partenope al Fumo, un omaggio alla tradizione campana riletta in chiave moderna. Il ripieno classico della pizza di scarole (scarola saltata, olive nere, capperi) viene arricchito da un trito di noci per la consistenza e dalla provola di Agerola per la nota affumicata filante. La cottura capovolta permette agli ingredienti di caramellare a contatto con la teglia.
iborbonipizzeria.com


I VESUVIANI
Casoria (Napoli), Castello di Cisterna (Napoli)

I fratelli Federico e Francesco De Maria portano avanti il progetto I Vesuviani, definendosi orgogliosamente pizzaioli da zero generazioni. Per il World Pizza Day 2026, la loro proposta è un manifesto di identità campana: Salsiccia e friarielli. La pizza è presentata nel formato classico a ruota di carro, sottile ed estesa oltre il bordo del piatto, simbolo della generosità partenopea antica. Il topping è un classico intramontabile nobilitato dalla selezione delle materie prime. I friarielli sono preparati secondo la ricetta napoletana, abbinati alla salsiccia di suino umbro, scelta per la sua particolare grana e speziatura. A legare il tutto, la filante provola affumicata e una spolverata finale di Pecorino Bagnolese, un formaggio ovino locale che conferisce una piccantezza sapida e persistente.
pizzeriaivesuviani.it


SEU PIZZA ILLUMINATI e T.A.C. - Thin and Crunchy
Roma

Pier Daniele Seu, patron di Seu Pizza Illuminati e di T.A.C., si presenta all'appuntamento del 17 gennaio con una proposta duale che riflette le due anime della sua ricerca gastronomica: il comfort food della memoria e l'avanguardia tecnica vegetale. Valeria da nonna, creazione pensata per Seu Pizza Illuminati, è un viaggio sentimentale nella memoria domestica italiana. Gli ingredienti sono quelli del pranzo domenicale, trasposti sul disco di pasta: polpette al sugo, pomodoro arrosto, fonduta di parmigiano e pecorino, battuto mediterraneo.

Da T.A.C., dedicato alla pizza romana sottile, troveremo invece L'assoluto di crucifere: una proposta totalmente vegana, dimostrando che l'assenza di proteine animali non implica rinuncia al gusto. La complessità è data dalle texture e dalle lavorazioni delle crucifere: crema di cavolfiore giallo, broccolo romanesco arrosto, cavolfiore viola in soluzione citrica, crema di broccolo verde e senape, chips di cavolo nero e nocciole.
seupizza.com


PIZZARIUM
Roma

Gabriele Bonci, l'artigiano che ha rivoluzionato il mondo della teglia romana, propone per il 2026 una creazione che celebra la visceralità della cucina romana e la biodiversità dell'Appennino: Animelle, lenticchie e cipolla. L'uso del quinto quarto è un marchio di fabbrica della cucina romana testaccina. Bonci le nobilitata sulla pizza, offrendo una consistenza burrosa e un sapore delicato ma persistente. Poi troviamo un hummus di lenticchie di Rascino, che portano terrose e minerali. Infine, una cipolla fritta al miele: elemento che fornisce dolcezza e croccantezza.
bonci.it/pizzarium


FRUMENTARIO
Roma

Alessandro Santilli propone una pizza audace sotto il profilo tecnico: Funghi e crema pasticcera salata. La base di questa pizza scardina le aspettative, con una crema pasticcera salata al provolone affumicato. Su questo letto vengono adagiati funghi pleurotus ripassati classicamente (aglio, olio, prezzemolo) e una demi-glace con senape in grani, che aggiunge profondità e piccantezza. Nota di merito: Santilli omaggia la tradizione offrendo un assaggio della sua Margherita signature a chi ordina questa pizza speciale, creando un ponte tra innovazione e classicità.
Instagram


PIZZA & BOLLE
Roma

Pizza & Bolle, un brand recentemente rinnovato con tre diversi locali romani, celebra l'entroterra laziale con la pizza Faccio un salto ai Castelli, la trasposizione gastronomica della tipica gita fuori porta romana verso Ariccia. Vi troviamo una crema di patate arrosto e patate sauté, che creano una base su cui trionfa la porchetta, salume iconico dei Castelli. Per bilanciare la grassezza della porchetta, vengono utilizzati una riduzione al balsamico e una salsa tzatziki. Coerentemente con il nome del locale, l'abbinamento suggerito è uno Champagne De Venoge Extra Brut, le cui bollicine e acidità sono funzionali alla pulizia del palato.
pizzaebolle.it


AVENIDA CALO'
Roma

Francesco Calò, maestro pizzaiolo pugliese alla guida di Avenida Calò, interpreta il World Pizza Day 2026 con una creazione dal forte potere evocativo: Canto di Bruma. Questa pizza rappresenta la sintesi della filosofia del locale, dove l'impasto diventa supporto per una vera e propria cucina stagionale. Un blend di farine semi-integrali lavorato con metodo indiretto e idratato al 78%, per garantire scioglievolezza e struttura. Sopra questa base, un omaggio all'inverno e ai sapori di terra. Il protagonista è il cervo brasato al ginepro, una preparazione di alta cucina che porta nel piatto note selvatiche e profonde. La carne viene bilanciata dalla purea di pastinaca e patata affumicata, che richiama il calore del focolare, e da una spuma di noce e burro nocciola che dona morbidezza e rotondità. Il tartufo nero e i fiocchi di sale Maldon completano l'opera, esaltando l'umami senza coprire la delicatezza della selvaggina.
avenidacalo.it


FERMENTA
Chieti

Luca Cornacchia di Fermenta Pizzeria realizza un esercizio di antropologia gastronomica con la pizza Transumanza. Alla base un padellino a tripla lievitazione, cotto 100% al vapore. Questa tecnica conferisce una sofficità estrema, simile a quella di un bao orientale. Il ripieno è la pecora alla callara sfilacciata. Questo è un piatto iconico della tradizione pastorale abruzzese (carne di pecora stufata per ore con erbe aromatiche), che racconta la storia millenaria dei pastori transumanti. Il tutto è sigillato con caciocavallo podolico, formaggio nobile del Sud.   
fermentapizzeria.it
 

KILO
Imperia

Jacopo Chieppa, nel suo locale Kilo firma la proposta forse più concettuale: la pizza Tiramisù di mare. Chieppa gioca creando una pizza salata che assomiglia visivamente al dolce più famoso e amato d'Italia. Alla base una pizza contadina con il 30% di farina multicereali, stesa su semi di girasole per un effetto crunch potenziato, poi baccalà cotto a bassa temperatura in olio al caffè tostato. Questa tecnica geniale infonde al pesce l'aroma del caffè, richiamando l'inzuppo dei savoiardi. Una salsa all'aglio nero di Vessalico fermentato, dolce e balsamico, una crema di patate e del cacao amaro.
kilolievitati.it


BIGA 
Milano

Il brand fondato da Gennaro Esposito, con Simone Nicolosi alla guida di forni e impasti, per questa giornata speciale lancia il Padellino Tricolore. L'impasto è una biga al 70% multicereale con l'aggiunta insolita di cacao amaro e caffè nell'impasto stesso, che conferisce colore scuro e aroma tostato. Il topping è un inno all'Italia: Pomodoro San Marzano DOP, stracciatella, pomodorini confit e pesto di basilico liofilizzato.
bigamilano.it


ULTRA
Milano

Ultra ridefinisce il concetto di pizzeria urbana trasformando il disco di pasta in un terreno di sperimentazione tecnica e culturale. Per il World Pizza Day 2026, presenta una delle signature più audaci della scena milanese: la Pizza al Limone. Questa creazione è un manifesto di freschezza che lavora sulla stratificazione aromatica dell'agrume: limone marinato, per l'acidità brillante - limone candito, per la nota dolce e persistente - limone nero, per la profondità fermentata e le note di umami. Il tutto è bilanciato da fior di latte, pepe e basilico, creando un'esplosione olfattiva che ridisegna i confini della pizza contemporanea. Sul fronte della memoria, la proposta Ultra Napoli rilegge la tradizione aggiungendo complessità alla base di Bufala DOP e alici di Cetara attraverso l'uso di una salsa verde e di capperi fritti, che donano una texture inaspettata e una spinta sapida decisa.
ultramilano.com


SESTOGUSTO
Torino

Massimiliano Prete, lievitista e fondatore di Sestogusto (Torino) e Matre (Saluzzo), utilizza la pizza come "tela" per dipingere l'identità piemontese. La sua creazione per il 2026 è la pizza Vitello Tonnato. La scelta della farina d'orzo per la base è un tocco particolare. Questo cereale, storicamente povero e diffuso nelle valli piemontesi, conferisce all'impasto un colore ambrato e note tostate che richiamano la panificazione rurale, mentre sulla pizza troviamo la ricostruzione fedele dell'antipasto piemontese per antonomasia, realizzata con girello di Fassona La Granda e una salsa tonnata "alla vecchia maniera" (tuorli sodi, non maionese), arricchita da un'emulsione di olio al prezzemolo. Rapa marinata e capperi di Pantelleria si uniscono alla fine per spezzare la rotondità della carne e della salsa.
massimilianoprete.it


CIBRARIO
Torino

Nella storica Via Cibrario, Jacopo Pistone celebra il World Pizza Day nobilitando il concetto di pizza da passeggio. Il suo approccio nel Cibrario Forno Contemporaneo garantisce una struttura croccante e leggera. La proposta per il 17 gennaio è la Pizza ai Formaggi 2.0, una creazione che supera la classica quattro formaggi lavorando sulle texture e sulle intensità lattiche. La base è un mpasto ad alta idratazione, alveolato e friabile. Su cui troviamo una sinfonia di eccellenze casearie che include Gorgonzola in due consistenze, per giocare tra cremosità e piccantezza, crema di Caprino per una nota acidula fresca, Raschera (omaggio al territorio piemontese) e Grana Padano per la spinta sapida finale.
cibrariotorino.it


SITARI
Agrigento

La famiglia Sorce presenta La nostra Sud. Una pizza complessa che gioca sulle sfumature marine e agrumate dell'isola. Vi troviamo la bresaola di tonno, un salume di mare pregiato, magro e sapido; il datterino giallo semi-secco, per una dolcezza concentrata; la scorza di limone, tocco aromatico essenziale che rinfresca il palato; infine la cipolla marinata, per l'acidità e la croccantezza.   
sitari.it

 

CARMELINA
Brescia

In occasione del World Pizza Day, al Carmelina di Brescia arriva la nuova Margherita da Endrit. La proposta è firmata da Endrit Rustemi, pizzaiolo nato a Fier in Albania, cresciuto in Italia in casa famiglia a Brescia, che ha trovato il suo riscatto sociale nella pizza, leggi qui. Rustemi porta avanti un’idea di pizza napoletana classica dal cornicione croccante. Margherita da Endrit prevede un impasto di tre farine; la pizza è completata da una salsa ai quattro pomodori (datterino giallo, datterino rosso, pomodoro ramato e pomodoro verde) e provola. Fuori dal forno viene aggiunta una grattugiata di pecorino romano Dop, olio extravergine di oliva e basilico.
carmelinabs.it

 

ANIMA CONCEPT
Roseto degli Abruzzi (Teramo)

La prima pizza con impasto al cacao firmata Anima Concept Pizza nasce per il World Pizza Day. Sabato 17 gennaio il locale di Roseto degli Abruzzi propone una pizza al padellino realizzata con biga e idratazione all’80%, utilizzando la nuova miscela del Molino Dallagiovanna. Il topping segue una lettura stagionale: crema di topinambur e rosmarino, fungo cardoncello spadellato, lardo di Colonnata e prezzemolo riccio. Una creazione che si inserisce nel lavoro sugli impasti portato avanti da Luca Valle, pizza chef classe 1992.
animaconceptpizza.it


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