Yoji Tokuyoshi

Foto Brambilla-Serrani

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Tokuyoshi

via San Calocero, 3
20123 - Milano
+39 02 84254626
info@ristorantetokuyoshi.com

Italia e Giappone sono distanti 10mila km, eppure qualcosa li unisce: l’importanza della materia prima in cucina. Per questo il dialogo tra i due mondi gastronomici è così fecondo. Per questo alcuni chef nipponici che fan esperienza nel nostro Paese, vi rimangono così affascinati da non volersene più andare. È il caso di Yoji Tokuyoshi. Classe 1977, ha lavorato per quasi un decennio all’Osteria Francescana, divenendone sous chef. Dal febbraio 2015 si è messo in proprio: è chef-proprietario del ristorante che porta il suo nome, a Milano.

Quando gli avevamo chiesto il perché di questa sfida – quella di un giapponese che cucina tricolore sotto la Madonnina – ci aveva risposto così: «Per me sempre fatto provare cose». L’azzardo è stato fecondo, stella Michelin dal 2016. Un bel traguardo, se si considera come si sia dipanata la sua avventura. Racconta: «A 18 anni ho litigato coi genitori e me ne sono andato da Tottori», la città dove era nato, a 150 km da Osaka. Obiettivo: affrontare Tokyo abbandonando i progetti che lo avrebbero voluto farmacista come mamma e papà, come il fratello, come la cognata.

Nel suo destino era scritta una sola professione: cuoco. Frequenta l'alberghiero; trova impiego in alcuni ristoranti italiani della capitale giapponese. A 27 anni prende l’aereo: una settimana a cercare lavoro nelle cucine del Belpaese, respinto una quarantina di volte. Quando il biglietto del ritorno in patria è già emesso, la telefonata dall’Osteria Francescana, dove aveva mandato un curriculum: «Ok, vieni domani». Vi rimane nove anni, prima di affrontare Milano.

Qui impiatta la sua idea di tavola contaminata: «Cucino italiano col 100% dei prodotti locali. Però le tecniche di cottura e la filosofia sono le mie». Yoji si libra tra due culture gastronomiche vicine e distantissime, trovando un equilibrio. A inizio 2019 ha anche aperto un secondo indirizzo, a Tokyo. Si chiama Alter Ego, e fa cucina italiana.

Relatore a Identità Milano 2019.

Ha partecipato a

Identità Milano


a cura di

Carlo Passera

classe 1974, milanese orgoglioso di esserlo, giornalista professionista dal 1999, ossia un millennio fa, si è a lungo occupato di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta su viaggi e buona tavola. Coordinatore della redazione di identitagolose.it
Instagram: carlopassera