Il nuovo locale, nato in partnership con l'ex Inter Marcelo Brozović, propone i suoi classici, alcune creazioni inedite, una cucina attiva a pranzo e una cantina con oltre cento etichette
Fate spazio a Sasà Martucci: Milano si conferma una piazza di massima attrattiva per i migliori pizzaioli italiani, che qui trovano un pubblico curioso, appassionato, tanto esigente quanto pronto a tributare il giusto successo a chi se lo merita.
Dallo scorso venerdì 30 gennaio è arrivato anche il casertano, con una nuova pizzeria meneghina in via Gessi 12, a due passi da via Washington. Un progetto nato in un edificio di nuova costruzione, quindi in locali pensati su misura per questa prima sede milanese di Sasà Martucci, fratello di Francesco, e già noto per il lavoro svolto con I Masanielli - Sasà Martucci a Caserta: una pizzeria che negli anni si è affermata come punto di riferimento per chi cerca nella pizza un linguaggio contemporaneo fatto di ricerca, territorio e sostenibilità.
L'operazione milanese nasce da una società che vede coinvolti, accanto a Martucci,
Marcelo Brozović — già capitano dell'Inter, oggi all'Al Nassr — e
Guido d'Agostino, nel ruolo di manager del locale. Novanta i coperti, distribuiti in una sala dove ebano, maioliche verdi e bianche e ceramiche scure compongono un ambiente elegante e funzionale, con quattro forni a vista: due a legna, uno elettrico per le preparazioni senza glutine, uno a nastro per le pizze in tre cotture.
L'offerta non si limita alla pizza. A pranzo è attiva anche una cucina affidata a Mimmo Di Raffaele, chef con un passato al Trussardi alla Scala e al Belmond Caruso di Ravello, che propone piatti principalmente di matrice campana. La carta dei vini, curata dalla sommelier Giovanna Orciuoli, conta oltre cento etichette con una prevalenza di referenze dalla Campania.
Tra le pizze assaggiate nella nostra prima volta da
Sasà Martucci, due meritano una menzione. L'
Ammiraglia è una rivisitazione della marinara costruita su crema di pomodorino giallo con il pizzo, olive caiazzane, San Marzano DOP arrostito, capperi, alici di Cetara, aglio orsino e origano di montagna. Una pizza aromaticamente intensa ma leggera nei condimenti, in cui anche per questo si apprezza nel modo migliore la qualità dell'impasto: leggero, morbido, alveolato, equilibrato nel gusto. Una costante riscontrata in tutte le prove, segno che forni e pizzaioli sono già perfettamente a regime.
La
Milano Why Not è invece una creazione pensata specificamente per l'apertura meneghina. Qui
Martucci porta le tecniche di cucina sue e del suo team direttamente sul disco lievitato: un brasato di ossobuco, crema di riso allo zafferano, una rielaborazione della gremolata a base di crema all'aglio, prezzemolo e limone. Nonostante la ricchezza dei topping, il risultato è armonico e immediato, per una ricetta che mantiene intatta quella golosità semplice, non cerebrale, che dovrebbe, almeno per chi scrive, essere il tratto distintivo di ogni buona pizza.
A pochi giorni dall'inaugurazione, il locale registra già un buon afflusso di pubblico, giustamente invogliato dall'esordio in città di un top player della pizza italiana.