A Milano il nuovo gusto Why Nut? rilancia il progetto firmato da Charles Leclerc, Federico Grom, Guido Martinetti e Nicolas Todt: meno calorie e molta ambizione. Ma com’è davvero al cucchiaino? La nostra degustazione
C’è qualcosa di inevitabilmente curioso in un evento in cui compare Charles Leclerc e il tema non è la Formula 1, ma il gelato. E in fondo è proprio lì che il progetto LEC prova a giocarsi la sua credibilità. A Milano il brand (che vede impegnati come soci, oltre a Leclerc, anche Federico Grom, Guido Martinetti e Nicolas Todt, figlio di Jean) ha presentato Why Nut?, nuovo gusto nocciola e cacao disponibile da metà aprile, che si aggiunge ai già presenti Pistachi-oh, Vanillove, Peanut Caramel e Chocolate Crunch. L’obiettivo è fare un gelato che resti goloso pur alleggerendo il carico calorico. Il punto non è soltanto togliere, ma evitare che il risultato sappia di rinuncia.
La parte più interessante della presentazione non è stata tanto la promessa di leggerezza, ormai quasi obbligatoria in una parte del food contemporaneo, quanto il modo in cui i fondatori hanno raccontato il lavoro dietro il prodotto.
Federico Grom ha insistito soprattutto sulla dimensione imprenditoriale dell’operazione commentando quanto sia difficile entrare in un mondo complicato come quello della grande distribuzione, dove lo spazio è poco, la concorrenza è forte e ogni scelta va calibrata con attenzione.
Nicolas Todt ha restituito bene questa logica di crescita per gradi: prima l’Italia, poi la Francia, quindi i passi in Regno Unito e Svizzera. Una strategia più prudente, che punta a consolidare un mercato prima di aprirne un altro.

Nicolas Todt, Guido Martinetti, Charles Leclerc, Federico Grom
Poi c’è
Guido Martinetti, che resta il vero snodo tecnico del progetto. È lui che riporta il discorso nella struttura del gelato, nella texture, nell’equilibrio tra ingredienti, nella cremosità da ottenere pur lavorando con meno grassi e meno zuccheri rispetto ai gelati in vaschetta più diffusi. Il cuore della questione, insomma, non è dire che il prodotto ha meno calorie, ma riuscire a non farlo percepire come un compromesso. In questo senso
LEC sembra voler occupare lo spazio del consumo domestico contemporaneo, da divano e da fine serata. Anche la scelta di dichiarare le calorie per barattolo intero va in questa direzione.
Why Nut? si attesta a 398 kcal per vaschetta. Sul piano nutrizionale la ricetta lavora soprattutto sulla riduzione dei grassi e sul contenimento degli zuccheri, con un apporto importante di fibre. Entrano qui in gioco eritritolo e stevia, ingredienti utili ad abbassare il carico calorico ma da gestire con equilibrio, perché il rischio è lasciare al palato code aromatiche troppo evidenti.
Resta allora la domanda più semplice: com’è davvero al cucchiaino? Nel complesso, la risposta è positiva. Il gelato risulta cremoso, con una dolcezza presente ma non invadente, e restituisce un’impressione piacevole, lontana dall’idea del prodotto light punitivo. In alcuni gusti affiora una lieve nota retronasale di liquirizia, tipica della stevia, ma senza diventare davvero fastidiosa. In fondo, la scommessa di LEC è dimostrare che leggerezza e piacere, almeno ogni tanto, possono stare dalla stessa parte.