23-04-2026

Nel segno dell'unicità: la gioielleria Chantecler incontra i sapori di Gennaro Esposito

In occasione della presentazione di "Tu sei un'isola", la nuova collezione Chantecler in collaborazione con Roberto di Alicudi, presentata negli spazi incantevoli di Palazzo Nani Mocenigo, a Venezia, la cucina dello chef della Torre del Saracino sposa la primavera della Serenissima, in un menu vegetale da ricordare 

Carciofo alla veneta con spuma di pecorino e zaffe

Carciofo alla veneta con spuma di pecorino e zafferano, dal menu de La Bauta, guidato dallo chef Raffaele Iasevoli con la supervisione di Gennaro Esposito, chef del ristorante La Torre del Saracino a Vico Equense (Napoli)

C’è una filo sottile che lega Capri a Venezia, spingendoci fino all’arcipelago delle Eolie, in Sicilia: una distesa blu, le isole. Sì, perché dopotutto anche la laguna forma dei piccoli universi a sé stanti, e la Serenissima non solo è circondata dal mare ma da esso è anche attraversata.

Isole solitarie, eppure collegate; spazi geografici conclusi, delimitati, eppure spalancati al mondo; isole, chiuse, eppure così libere. Isole, come esseri umani: ciascuna caratterizzata da una sua unicità. Ed è proprio questo concetto chiave a ispirare Tu sei un’isola, la collezione firmata Chantecler, maison storica di gioielleria che nasce, non a caso, su un’isola, Capri; simbolo leggendario del brand è una Campanella, un ciondolo prezioso che affonda le sue radici nel mito della Campana di San Michele, offerta come segno di pace al presidente Roosevelt.

Dell’isola, Chantecler accoglie i riflessi, la luminosità, gli stessi che attraverso sfumature diverse raccoglie nelle sue opere Roberto Di Alicudi, artista che ha collaborato nella realizzazione di questa capsule collection. Il suo è un lavoro tanto semplice quanto complesso da spiegare: per esprimersi lavora principalmente sul vetro, ma lo fa “al contrario” che poi è la maniera in cui Roberto ama agire nella vita. Parte dal dettaglio e poi si muove a ritroso, accollandosi il rischio di scoprire l’effetto finale solo una volta conclusa l’opera, anche a costo di perdere tutto il suo lavoro.


È proprio un suo ricordo a ispirare il nome della collezione, rievocando la eco di quella dichiarazione che un personaggio mitologico dell’isola, Silvio, un pescatore, gli rivela dinanzi a un’alba meravigliosa, in quel tempo denso in cui si ritirano le nasse dall’acqua con le Eolie spalmate negli occhi: «Anche noi siamo isole­», e continua Silvio, «ed è nostro compito difendere le peculiarità che ci appartengono, senza dimenticare di abbracciare tutto ciò che vive intorno a noi».

Da sinistra Cesare Cunaccia, giornalista, professore universitario e curatore, Maria Elena Aprea, direttore creativo di Chantecler e a destra l'artista Roberto di Alicudi

Da sinistra Cesare Cunaccia, giornalista, professore universitario e curatore, Maria Elena Aprea, direttore creativo di Chantecler e a destra l'artista Roberto di Alicudi

È forte il legame anche tra Roberto e Capri, che qui trascorre le sue vacanze sin da piccolo, ragion per cui viene a crearsi un “cortocircuito del destino”, con Chantecler e soprattutto con la creatività di Maria Elena Aprea, direttore creativo del brand: insieme creano una collezione che è reinvenzione fantastica dell’isola e del mare, con i suoi colori, e i suoi riflessi, dove ogni elemento è un invito a immaginare, superando la percezione concreta della forma, un mondo sospeso tra realtà e sogno. Il tutto realizzato con tecniche antichissime che però dialogano e si alternato ad altre estremamente moderne, per cui il classico si reiventa e diviene unico. In perfetto stile Tu sei un’isola.

Dall’iconica campanella, fino a topazi, coralli, smeraldi e rubini, ma anche oro, argento; luce, soprattutto luce, in tagli e forme che esaltano l’artigianalità. Nella gioielleria d’autore, come pure nell’alta cucina, in grado di proseguire questa narrazione multisensoriale del concetto di isola e di unicità, volgendo lo sguardo verso il luogo che ha accolto la presentazione stessa della collezione.

Ci troviamo all’interno di Palazzo Nani Mocenigo a Venezia, dimora quattrocentesca nel sestiere di Dorsoduro, un autentico capitolo della storia della Serenissima restituito alla città grazie alla visione di Paolo e Barbara Caffi.

Lo chef Gennaro Esposito con la brigata di sala e cucina del ristorante La Bauta, all'interno di Palazzo Nani Mocenigo a Venezia

Lo chef Gennaro Esposito con la brigata di sala e cucina del ristorante La Bauta, all'interno di Palazzo Nani Mocenigo a Venezia

Al suo interno vive il ristorante La Bauta (la tradizionale maschera veneziana), che porta la firma di Gennaro Esposito, chef del ristorante La Torre del Saracino, con la cura quotidiana del resident chef Raffaele Iasevoli.

Freschezza, unicità, riconoscibilità delle idee – efficaci, dirette – ma anche della materia prima, connessa al momento, e soprattutto al luogo: il menu proposto per l’occasione è, infatti, una celebrazione vivace della primavera veneziana.

Il drink che si ispira a uno dei pezzi della nuova collezione Chantecler

Il drink che si ispira a uno dei pezzi della nuova collezione Chantecler

Ecco le isole, ma anche la terra che le plasma, in un menu completamente vegetale: si esordisce con una serie di assaggi a passaggio – un Crostino con sarde in saor, la Polpettina di faraona con gel di agrumi – brindando con il drink creato per l’occasione che unisce i profumi capresi di agrumi alle spezie, il pepe in particolare, gioiello della Serenissima.

Tartelletta salata con vignarola ed erbe spontanee

Tartelletta salata con vignarola ed erbe spontanee

Asparagi verdi scottati dolcemente con bruscandoli e salsa olandese

Asparagi verdi scottati dolcemente con bruscandoli e salsa olandese

A tavola si prosegue con una Tartelletta al grano saraceno ripiena di vignarola, un tripudio di fave, piselli come gemme, cipollotto grigliato, carciofo in crema e a spicchi, erbe che esplodono sul palato variegando il boccone con toni più balsamici, altri più sapidi e amari, fino a raggiungere le note tostate del cestino al grano saraceno; poi Asparagi appena croccanti, scottati dolcemente serviti con una setosa salsa olandese.

Risotto con asparagi bianchi, salsa d'arancia e mandorle

Risotto con asparagi bianchi, salsa d'arancia e mandorle

Il Risotto avanza sulle note dell’asparago, ma questa volta è quello bianco a comparire, sollevato dal citrico degli agrumi e ritmato da mandorle tostate. Chiude la parte salata un Carciofo alla veneta cotto con precisione dall’esterno fino al cuore, che accoglie una deliziosa fonduta al pecorino profumato allo zafferano.

Stupore, bellezza, profondità ovunque, perché l’unicità - che è bellezza - salverà il mondo.


Assaggi

di

Marialuisa Iannuzzi

Classe 1991. Irpina. Si laurea in Lingue e poi in Studi Internazionali, ma segue il cuore e nella New Forest (Regno Unito) nasce il suo amore per l'hospitality. Quello per il cibo era acceso da sempre. Dopo aver curato l'accoglienza di Identità Golose Milano, dal 2021 è redattore per Identità Golose. Isa viaggia, assaggia. Tiene vive le sue sensazioni attraverso le parole.