Si rinnova il consueto appuntamento di Elle Decor a Palazzo Bovara per la Milano Design Week 2026, che per questa edizione ospita la mostra-installazione di Piero Lissoni, celebrata anche attraverso la grande cucina di Alma nel suo Temporary restaurant
Quella di Elle Decor a Palazzo Bovara è una mostra-installazione che resta sempre nel cuore di chi l’attraversa, perché a differenza di molte altre in cui si percepisce un po’ l’effetto show-room, la possibilità di vivere e penetrare un’interpretazione degli spazi domestici, restituita ogni anno da un designer diverso, affascina sempre. Per questa edizione 2026 la scelta di Elle è ricaduta su Piero Lissoni, che celebra i suoi 40 anni di attività con Sensory Landscape, un’esperienza immersiva che invita tutti i sensi a partecipare e avanzare negli spazi di Palazzo Bovara a Milano.
Avevamo appena lasciato lo sguardo sulle linee morbide, esuberanti, vivaci di Patricia Urquiola, protagonista con la sua Alchemica nel 2025, pienamente accolta nel Palazzo, la cui bellezza è stata preservata, lasciata ben visibile a occhio nudo. Ma è l’unicità, la diversità ad affascinarci ed è per questo che, ritrovarsi nel mondo di Lissoni, trasporta in una dimensione totalmente differente: il Palazzo scompare, diventa un contenitore di suoni, fragranze, interni preziosi, volti all’essenzialità e alla nettezza cromatica. Il verde smeraldo, un bianco radioso, il nero, intensi, raggiungono gli occhi in un colpo.
Linee pulite, ma anche visioni fascinose: un bagno pensato come una spa con una fonte al centro, una grande sala lettura nero pece, e la luce che si posa sui libri e sulle sedute.

Il bagno, concepito come una spa
In questa casa, poi, fanno capolino anche opere di rilievo – una serigrafia di Warhol, Picasso con le sue
Deux femmes, o la
Madonna del soccorso di
Tommaso De Vigilia -, pitture, tele, ma anche rappresentazioni digitali che celebrano la natura. E poi corridoi, che ci trasportano nel mezzo di campi, luce che muta, cieli che si addensano di nuvole e in sottofondo, suoni, musica curati da
Thomas Umbaca, e le fragranze ammalianti di
Giovanna Zucconi.
In questo spazio, poi, vive un luogo ulteriore, che nasce da una collaborazione solida ormai tra Elle Decor e Alma - la Scuola internazionale di cucina italiana, supportata da Caffè Scala a Milano, che, per questa edizione, è stata affiancata anche da Sagna, importatore ufficiale di Champagne Louis Roederer, la cui briosità, vivace, elegante, e così versatile per annate e uvaggi, ha accompagnato un pranzo sontuoso, arricchito dal racconto della giornalista ed esperta Erika Mantovan. Senza necessità di tecnicismi, perché la grandiosità di questa Maison si celebra nella sua storia, nell’incontro olfattivo che ogni calice introduce prima ancora di raggiungere il palato, in perfetto equilibrio con il menu firmato da Federico Vigilante, chef di ALMA: un lavoro che verte sulla cromaticità, ma soprattutto sul gusto, perché come sottolinea giustamente Roberta Battocchio, Managing Director Hearst Italia, «In un contesto dominato dalla forma, occorre anche proporre sostanza».

Pasta alla pasta, in pairing con Champagne Louis Roederer Blanc de Blancs 2017
Ancora una volta, sono i sensi a guidare il percorso: un cibo che si tocca, che si lascia guardare, che si ascolta (anche perché i cuochi di ALMA hanno anche individuato una playlist ad accompagnare ciascun piatto), che allieta le narici e che, soprattutto, si lascia conoscere attraverso consistenze e sfumature di gusto centrate dall’inizio alla fine. Memorabile l’intensità del del grano di
Pasta alla pasta, esercizio di fermentazione e memoria mediterranea, con acqua di pasta fermentata, con note dolci e agrumate di limone fermentati e la forza iodata della colatura di alici, sorretti dalla grassezza del burro.
Ma anche il
Bianco e il Nero, un
chawanmushi realizzato con latte di mandorla e capra con un cuore di capasanta al nero. Il mare segna l’ingresso, i sentori erborinati chiudono in un assaggio di estrema eleganza.

Il bagno, concepito come una spa
Poi il finale supremo di
Andrea Tortora, nell’Olimpio italiano della pasticceria, che sigilla questo pranzo meraviglioso con la sua
Torta Bella, una interpretazione personalissima, eterea della torta di rose: fuori sfogliato come un croissant, dentro una sofficità impalbabile, ma così ben espressa dalla vaniglia piena e una scioglievolezza che incanta.