A Copenaghen in questi giorni fa freddo ma non freddissimo, le temperature sono sempre attorno allo zero, giorno e notte. Comunque, a riscaldare l’atmosfera ci penserà Convergence, evento attesissimo che per cinque giorni trasformerà la capitale danese in quello che è stato definito “l’epicentro della comunità gastronomica mondiale”.
È una delle nuove iniziative più ambiziose nel mondo del fine dining da tempo a questa parte: dentro un ex capannone a Refshalevej – lì dove la città ha imparato a riconvertire i suoi spigoli industriali in avanguardia culturale –, ossia presso la sede di Alchemist, dal 29 gennaio al 2 febbraio 2026 si raduneranno chef provenienti da oltre 60 ristoranti del pianeta, tra i più influenti in assoluto. L’idea dichiarata è quella di celebrare, nel ristorante di Rasmus Munk, una comunità culinaria capace di “andare oltre polarizzazione e separazione”, facendo convergere in un unico luogo tecniche, sapori e visioni.
Non sarà una jam session tra amici né la classica “four hands”: qui la dimensione è da vero e proprio summit. I partecipanti a Convergence fan tutti parte della The World’s 50 Best Restaurants e provengono da 26 Paesi e sei continenti.
Ogni sera, una cena irripetibile sarà apparecchiata ai fortunati commensali: ogni volta 12 ristoranti ospiti – come detto, tra i maggiori indirizzi del mondo - presenteranno i loro piatti signature più iconici, offrendo un’opportunità straordinaria per vivere sapori, tecniche e filosofie da ogni angolo del pianeta. Queste creazioni saranno servite nell’universo immersivo di
Alchemist, intrecciate con le creazioni di
Rasmus Munk. E non solo il cibo sarà straordinario: il pairing di queste serate sarà curato da grandi cocktail bar del pianeta, i maggiori della
World’s Best Bars, con un elenco che – già nella presentazione – mette in fila realtà come
Bar Leone (Hong Kong) di
Lorenzo Antinori, il
Paradiso (Barcellona) di
Giacomo Giannotti,
La Sala de Laura (Bogotá) di
Laura Hernández Espinosa, il
Sips (Barcelona) di
Marc Alvarez e
Simone Caporale, il
Connaught Bar (Londra) di
Agostino Perrone e Giorgio Bargiani.
«Vedo tanta creatività, competenza e resilienza tra i miei colleghi del mondo culinario, e poterla condividere con gli ospiti di Alchemist e con un pubblico più ampio a Copenaghen è un sogno che si realizza. Spero che l’evento risuoni e abbia un impatto significativo sia qui in Danimarca sia nel resto del mondo», dice Rasmus Munk, fondatore e head chef di Alchemist e ideatore di Convergence.

Alcuni dei protagonisti di Convergence
Gli chef coinvolti sono uno spaccato della massima cucina mondiale. Ne indichiamo solo alcuni:
Ángel León (
Aponiente),
Nicolai Nørregaard (
Kadeau),
Santiago Lastra (
Kol),
Mitsuharu “Micha” Tsumura (
Maido),
Mohamad Orfali (
Orfali Bros),
Rodolfo Guzmán (
Boragó),
Rafa Costa e Silva (
Lasai),
Jorge Vallejo (
Quintonil),
Isaac McHale (
The Clove Club),
Eric Vildgaard (
Jordnær),
Pía León (
Kjolle),
Leonor Espinosa (
Leo),
Andoni Luis Aduriz (
Mugaritz),
Joshua Niland (
Saint Peter),
Rasmus Kofoed (
Geranium),
Dominique Crenn (
Atelier Crenn),
Albert Adrià (
Enigma),
Bruno Verjus (
Table by Bruno Verjus),
René Frank (
Coda),
Javier & Sergio Torres (
Cocina Hermanos Torres),
Álvaro Clavijo (
El Chato),
Hiroyasu Kawate (
Florilège),
Maksut Aşkar (
Neolokal),
Quique Dacosta (
Quique Dacosta),
Andreas Caminada (
Schloss Schauenstein) e tanti altri.
Gli ospiti italiani: dall’alta cucina alla pizza (senza gerarchie)

Massimiliano Alajmo, Norbert Niederkofler, Franco Pepe, Jessica Rosval, Mauro Uliassi
Nel “parterre” di
Convergence la presenza italiana sarà tutt’altro che simbolica. Oltre ai bartender che vi abbiamo già elencato, tra gli chef confermati ci sono
Massimiliano Alajmo (
Le Calandre),
Mauro Uliassi (
Uliassi),
Jessica Rosval (
Al Gatto Verde a Casa Maria Luigia) e
Norbert Niederkofler (
Atelier Moessmer). Ci sarà anche
Franco Pepe (
Pepe in Grani), “Guest of Honour” venerdì 30 gennaio.

I quattro bartender italiani protagonisti a Convergence: Lorenzo Antinori (Bar Leone, Hong Kong), Simone Caporale (Sips, Barcellona), Giacomo Giannotti (Paradiso, Barcellona) e Agostino Perrone (Connaught Bar, Londra)
Biglietti e prezzi: quanto costa “assaggiare il mondo”
I biglietti per Convergence sono andati sold out in pochi giorni. Ma, per capire la portata dell’evento, basti pensare che un posto a tavola costava da un minimo di 16.000 corone danesi (circa 2.150 euro) alle 24.000 corone (3.215 euro) del pacchetto Convergence menu and exclusive beverage pairing, che prevede un abbinamento particolarmente ricercato.
Non solo cene: il Convergence Symposium al DR Koncerthuset
Convergence uscirà anche dalla sala e andrà “a teatro”, per davvero: il 30 gennaio 2026 è previsto un Symposium al DR Concert Hall (DR Koncerthuset), dalle 9 ale 15, sul tema “Gastronomy as Artistic Expression”. L’evento è pensato come un ciclo di talk e conversazioni su come il cibo incroci arte, cultura, innovazione, sostenibilità, ingredienti, comunità e diversità; i biglietti per parteciparvi partono da 200 corone (circa 27 euro), e tra i nomi annunciati compaiono Josh Niland, Vicky Cheng e lo stesso Rasmus Munk.