Non si può immaginare nulla di più lussuoso della combinazione tra Alain Ducasse, il simbolico Hotel de Paris e l’ambientazione sulla place du Casino di Monte Carlo, tra Patio dei Gioellieri, Opéra Garnier, le Thermes Marins e lo stesso Casino. Tutto è marmo, oro, lampadari scintillanti, auto di lusso e suite bianche intitolate a Grace Kelly, alias Principessa Grace. Una questa cornice che ci aspetteremmo riempita di una cucina francese molto classica e invece, ci sbagliamo di grosso.
I piatti del Louis XV sono serviti in una sala da pranzo follemente opulenta, da una squadra di sala che funziona come un corpo di ballo e che comunica attraverso la lingua dei segni: i camerieri sono all’avanguardia, sorprendenti, audaci. Alain Ducasse da Castel-Sarrazin detta le tendenze, non le segue. Ha iniziato a comporre piatti vegetali prima che diventassero mainstream.
Il menu è ideato dal maggio 2022 dallo chef Emmanuel Pilon, un signore di di 38 anni con una conoscenza prodonfa delle sfaccettature del Mediterraneo, coerente in cucina alla alla formula di François Blanc, fondatore della Société des Bains de Mer, la stessa resa celebre dal “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “Cambiare tutto perché nulla cambi”.

Alain Ducasse ed Emmanuel Pilon

Il direttore di sala Giovanni Pitton e la sommelière Florine Huby
Il nostro menu non prevedeva carne, ma c’era un piatto ricco di spugnole e ostriche che ingannavano il palato facendo credere che stessimo gustando dello stufato di maiale. Il carciofo fritto con anemone di mare e caviale era talmente complesso che ogni boccone svelava nuove sfumature. Grandi cialde erano preparate con fiori di zucchina pressati e il trancio lucente di rombo perfettamente cotto era immerso in una versione decadente di salsa pil pil.
I petit four erano serviti sulla terrazza: semplici agrumi canditi amari e dolci provenienti dal mercato di Nizza e champagne con vista sugli scommetitori che entrano nel Casinò di Monte Carlo.
Louis XV è il luogo per comprendere il genio di Alain Ducasse e il motivo per cui, a 69 anni, il suo insegnamento è più attuale che mai. Un'approccio d’avanguardia, quasi minimalista, all’alta cucina in un contesto tutto fuorché minimal. Non lasciatevi ingannare dal glamour, dietro il Louis XV c’è molta sostanza.

Bietole, caponata, sanpietro e Fichi, Barbera d'Alba e Pepe Kampot, dessert del pasticciere Sandro Micheli
Le Louis XV-Alain Ducasse à l'Hôtel de Paris
place du Casino, Monaco
prenotazioni
online, +37798068864 oppure
adhp@sbm.mc
piatti 110/155 euro, dessert 45 euro
menu degustazione 290 e 420 euro
chiuso domenica e lunedì, a pranzo aperto solo venerdì e sabato