A dicembre, le coste sudafricane sono perfette per celebrare le feste. Se da noi le temperature crollano, il Sudafrica si tinge dei colori dell’estate australe, tra metropoli dinamiche e natura selvaggia. Da Durban a Cape Town questo paese mostra la sua anima più bella: paesaggi e cultura si alternano in un viaggio ricco di emozioni e panorami mozzafiato. Per un week end lungo - non ci sono fusi orari - o una settimana nell’Africa meridionale, vi segnaliamo alcuni posti, ristoranti e hotel per chi vuole viverla in tutta la sua varietà e bellezza senza rinunciare al comfort e al fascino delle città.
Durban è una città costiera sull’Oceano Indiano dove si può provare a fare surf, passeggiare tra le bancarelle del mercato di Victoria Street per acquistare spezie e provare lo street food oppure andare a KwaMashu, una borgata riservata ai sudafricani neri durante il regime dell’Apartheid, oggi quartiere ricco di vita comunitaria con una forte identità zulu e mangiare da Mkhize’s Rooftop per assaggiare la cucina tipica.
SUMMERHILL


Johannes e Johanna Richter
Fiore all’occhiello di questa ridente cittadina è il
Summerhill Guest Estate, un boutique hotel immerso nel verde, a conduzione familiare, situata a Cowies Hill, nel Kwa-Zulu Natal, al cui interno si trova il ristorante fine-dining
The LivingRoom. A gestirlo troviamo la famiglia
Richter:
Christine, atletica e simpaticissima signora bionda sempre molto disponibile a raccontare aneddoti e testimonianze della vita sudafricana prima e dopo l’Apartheid; suo figlio
Johannes, nato in Germania e cresciuto in Sudafrica, abile chef appassionato di
braai, il tradizionale barbecue locale, e sua moglie
Johanna, esperta sommelier e responsabile di sala. Johannes ebbe il privilegio, durante l’infanzia, di viaggiare molto e questo lo ha portato a conoscere prodotti e coltivazioni di ogni tipo anche grazie al rapporto stretto con i suoi nonni che possedevano una piccola tenuta in Ungheria con un orto rigoglioso, un frutteto e un piccolo vigneto. Inoltre, grazie alla formazione maturata in alcuni tra i migliori ristoranti Michelin, Richter ha sviluppato una conoscenza e un’esperienza culinaria profonda che emerge con chiarezza nei piatti che prepara. Alla sua formazione classica, francese, e a una precisione di ispirazione orientale, unisce la passione per la terra che lo ha accolto dando vita a una cucina raffinata, stagionale e profondamente radicata nella sostenibilità e nei prodotti locali.
«Con mia mamma e Johanna ci siamo impegnati per rendere la nostra struttura e la cucina il più sostenibile possibile. Crediamo che il rispetto per gli ingredienti passi anche — e soprattutto — dall’utilizzare ciò che ci offre il nostro giardino - banane, fiori, bacche, germogli, erbe, foglie - e dal lavorare con i nostri amici agricoltori, produttori di carne e pescatori della provincia per valorizzare davvero ciò che la natura ci offre. Con un po’ di abilità, curiosità e creatività, siamo convinti che si possano trasformare in piatti straordinari, capaci di sorprendere e deliziare. Abbiamo uno staff giovane che stiamo formando, e non è facile perché qui non ci sono tanti ristoranti di livello dove imparare, ma con il tempo stiamo avendo buoni risultati», ci spiega lo chef. All’inizio infatti erano una perla rara a Durban ma la loro dedizione alla qualità e alla costanza nell’utilizzare fornitori affidabili e rispettosi dell’ambiente ha confermato loro di essere sulla strada giusta rafforzandone la credibilità e ottenendo importanti riconoscimenti nazionali tra cui il titolo di “Ristorante dell’anno in Sudafrica”.
Fermarsi dalla famiglia Richter significa entrare nel salotto di una casa coloniale, in un ambiente elegante ma accogliente, rilassato e curato, con oggetti e dettagli che ti riportano indietro nel tempo e gli spazi esterni, immersi nel verde con alberi e uccelli, che creano un piacevole contrasto con la frenetica vita cittadina.
Da Durban a Cape Town si può andare in aereo o percorrere la Garden Route tra foreste, laghi, scogliere e spiagge incontaminate. Cape Town ti accoglie con la maestosa Table Mountain, che domina l’intera città con la sua caratteristica cima piatta, i quartieri colorati di Bo-Kaap, il vivace V&A Waterfront ma anche, a pochi chilometri, il Capo di Buona Speranza, uno dei punti più iconici del Sudafrica, e Boulders Beach dove fare un incontro con i buffi pinguini africani.
ELLERMAN HOUSE E MOUNT NELSON
Sono due gli hotel in cui consigliamo di soggiornare. Il primo è l’
Ellerman House, un boutique hotel situato nella zona residenziale di Bantry Bay, arroccata sulle pendici del monte Lion's Head e con vista spettacolare sull’oceano Atlantico e la costa, soprattutto al tramonto. Nato come dimora famigliare in stile edoardiano nel 1906, oggi l’edificio principale ha 13 camere con balconi o terrazze con vista sull’oceano e due ville private dotate di ogni comfort. All’interno si trova una vasta e preziosa collezione di arte sudafricana — con opere che spaziano tra pittura, scultura e design — esposta in salotti, corridoi e in una vera e propria galleria d’arte privata. Inoltre dispone di un ristorante,
Curate, e un bar che propongono piatti e sapori ispirati alla cucina sudafricana contemporanea e una cantina di design con centinaia di etichette locali di vini sudafricani.
Per chi invece vuole andare in uno degli hotel più famosi e amati di Città del Capo, il
Mount Nelson, A Belmond Hotel fa al caso vostro. Qui si respira la storia: ha ospitato reali, capi di Stato, artisti internazionali e celebrità e continua a essere un riferimento di eleganza, cultura e ospitalità, un’istituzione che evolve con i tempi senza perdere la propria identità. Situato tra la vegetazione lussureggiante dei suoi giardini, offre un’atmosfera rilassata tra palme, prati, rose e alberi secolari, pur restando molto vicino al centro cittadino e sotto lo sguardo maestoso della Table Mountain. Gli interni mescolano eleganza classica e comfort contemporanei: pavimenti in legno, arredi raffinati, bagni in marmo e dettagli di lusso che evocano il fascino senza tempo del passato.
FYN
Per mangiare in città le proposte sono molte e variegate. Cominciamo da
FYN, ristorante contemporaneo di alto livello, nato nel 2018 nel cuore di Cape Town. Il locale, ospitato in un edificio storico riconvertito, si trova al quinto piano del palazzo “Speakers Corner” e ha un impatto visivo molto forte sin dall’entrata: si viene accolti in un ampio spazio dal design industriale con cucina a vista, arredato con legno, metallo e pelle, grandi vetrate che di giorno offrono una vista incredibile su Cape Town e verso le montagne e uno scenografico soffitto con installazione artistica in legno e illuminazione dorata che, soprattutto la sera, creano un’atmosfera soffusa e raccolta.
La cucina è affidata allo chef Peter Tempelhoff che propone un menu degustazione combinando ingredienti sudafricani con tecniche giapponesi. La sua proposta è audace e originale con piatti raffinati che giocano su texture, profumi e contrasti. Insieme allo chef Ashley Moss, Tempelhoff firma menu realizzati con materie prime stagionali provenienti dal territorio e coltivate secondo pratiche sostenibili. Il fatto di essere il primo ristorante in Africa a ricevere la tre-stelle secondo lo standard “Food Made Good” della Sustainable Restaurant Association lo pone come riferimento per la ristorazione sostenibile sul continente, un modello da seguire per chi vuole unire alta cucina e responsabilità. Questa forte identità gastronomica si esprime anche nelle versioni pescetariane, vegetariane e vegane. Ad affiancare la cucina, e valore aggiunto del posto, è la sommelier francese Jennifer Hugé, un vulcano di idee e proposte beverage che, grazie al background europeo e alla passione per vino e cucina sudafricani, riesce a creare un ponte tra culture gastronomiche e a offrire esperienze innovative, senza perdere le radici locali. Non a caso recentemente è stata nominata “Relais & Châteaux Woman of the Year”, un premio di prestigio che riconosce donne con talento, leadership e contributo eccezionale nell’ospitalità. La cura dei dettagli nella selezione di etichette, anche di vecchissime annate, cocktail, opzioni diverse e non alcoliche insieme a un servizio di sala curato ma frizzante e all’ atmosfera che si respira contribuisce a un’esperienza gastronomica complessiva divertente, curata e raffinata.
RAMENHEAD
Per gli amanti del ramen, Città del Capo nasconde un indirizzo che è diventato rapidamente un punto di riferimento.
Ramenhead è il luogo ideale per chi cerca noodles freschi e setosi, un brodo ricco di umami cotto a fuoco lento per giorni e un’atmosfera vivace in cui condividere bicchieri di sake. Qui la passione per la tradizione giapponese si intreccia con un approccio moderno e audace, dando vita a un’esperienza che non ha eguali in Africa. Uno degli elementi che rendono Ramenhead davvero unico è l’investimento in tecnologia e qualità: il locale ospita infatti l’unica macchina per noodles Yamato presente nel continente, una garanzia di autenticità per noodles a bassa idratazione, preparati artigianalmente in loco e lasciati maturare per almeno due giorni prima di essere serviti fumanti in ciotole colme di brodo intenso. Il ristorante si ispira ai celebri
ramen-ya giapponesi, non solo nella selezione degli ingredienti e nella cura estrema dedicata alle preparazioni, ma anche nell’ambiente informale e dinamico. Di giorno il posto pulsa di energia, mentre la sera diventa un rifugio urbano con un’atmosfera magnetica.
BUITENVERWACHTING
Per una gita fuori porta e per gli amanti del vino consigliamo una visita alla tenuta vinicola
Buitenverwachting Wine Estate, a Constantia, non lontano dal centro città, una tenuta con radici profonde che vanno dal XVIII secolo fino ai giorni nostri. Non solo vigneti e cantina però perché, oltre alle degustazioni nella storica sede e a un caffè interno, per chi cerca un’esperienza gastronomica più curata, c’è il ristorante
Beyond. Qui l’esperienza è “senza fronzoli”, completa e con l’obiettivo di valorizzare ingredienti locali – hanno un bellissimo orto - stagionali e di piccoli produttori in linea la loro filosofia di sostenibilità e tracciabilità. L’idea qui è di far parlare gli ingredienti per sé, piuttosto che puntare su tecniche e decorazioni elaborate. È il luogo ideale per un’immersione totale e rilassante nel verde delle vigne dove trovare sobria eleganza, legno, vetro e arredi minimal.