18-02-2026

Wine Paris 2026: come è andata al più grande palcoscenico del vino al mondo

La capitale francese si conferma baricentro internazionale del vino, un successo raggiunto grazie alla sua capacità di essere sistema. Nell'ultima edizione dell'evento registrate oltre 63.000 presenze con ben 1.350 cantine italiane all'appello

 

Si è appena chiuso il sipario su Wine Paris 2026, e i numeri raccontano una storia molto chiara: oltre 6.500 cantine presenti di cui 1.350 italiane. Una coralità imponente, un’energia diffusa che ha attraversato padiglioni, lingue, stili e visioni. La sensazione - sempre più condivisa tra gli addetti ai lavori - è che Parigi stia assumendo un ruolo centrale, quasi naturale, come nuovo baricentro internazionale del vino, insidiando il primato storico di ProWein, mentre Vinitaly resta, con coerenza, il grande palcoscenico identitario del vino italiano.

 

Parigi, del resto, non è soltanto una città: è un sistema. Tre aeroporti che la connettono al mondo, trasporti fluidi, un’ospitalità rodata che non si lascia travolgere dai picchi fieristici. Hotel e ristoranti non si trasformano in fortini inaccessibili, e l’atmosfera resta quella di sempre, elegante e funzionale. Parigi è Parigi - e non è solo una formula.  Una Francia ben rappresentata nel padiglione 7 e un clima di business misto a pubbliche relazioni dove esserci è fondamentale.

 

Ma oltre la superficie seducente dell’organizzazione e dei numeri, resta la domanda che interessa davvero alle aziende: cosa si porta a casa? Parlando con diversi produttori - anche quelli del padiglione 5 dove primeggiava l’Italia e una collettiva dell’ ICE diretto da Luigi Ferelli, delegato proprio a Parigi che ha elevato il valore delle relazioni. Il servizio di matching ha funzionato discretamente.

È finita l’epoca dell’incontro fortuito che cambia le sorti di una cantina. Aspettare il contatto “per caso” è una strategia romantica, non commerciale. Oggi serve preparazione, analisi, una regia precisa. E soprattutto serve uno sguardo lucido sui mercati. Le aree mature - come gli Stati Uniti - restano imprescindibili, ma sempre più complesse. Accanto a esse, si aprono territori meno saturi, forse meno immediati, ma capaci di offrire spazi di crescita e collaborazioni più sostenibili come l’India, per esempio.

Lo chef Yannick Alléno ha curato magistralmente la cena di gala degli Awards V d’ Or

Lo chef Yannick Alléno ha curato magistralmente la cena di gala degli Awards V d’ Or

Non a caso nella meravigliosa serata del V d’ Or sono arrivati i premi straordinari che hanno consacrato la modalità internazionale di Wine Paris: una su tutte Sonal C. Holland, l'unica Master of Wine dell'India, che noi di Bollicine del mondo premiammo lo scorso anno con il premio Comunicatore 2025.

Sonal C. Holland, Master of Wine dell'India, ha ricevuto l’Awards V d’ Or “Best Education & Trasmission Wine"

Sonal C. Holland, Master of Wine dell'India, ha ricevuto l’Awards V d’ Or “Best Education & Trasmission Wine"

Ha ricevuto l’Awards V d’ Or “Best Education & Trasmission Wine" con la sua Sonal Holland Academy X Wine & Spirit Education. Con grande emozione sul palco ha detto una frase meravigliosa:«Col vino si può cambiare il mondo, dobbiamo farlo e mai come in questo momento storico».

La pop star internazionale Kylie Minogue

La pop star internazionale Kylie Minogue

In effetti, essere in fiera ci ha permesso di esplorare il mondo del no alcool con curiosità, un tema attuale sul quale sarebbe meglio comprendere il futuro del consumatore. Intervistando molti produttori stranieri, espositori di vini rossi, bianchi, rosati e bollicine zero alcool, il risultato è questo: non è una moda, ma una nicchia di mercato in crescita. Le generazioni più giovani bevono meno vino dei propri genitori. Le persone in generale sono più attente al proprio corpo, alla guida consapevole ma i prodotti in degustazione non ci hanno convinto, specie le varietà a bacca rossa, troppo dolci e con seri problemi di abbinamento con il cibo. Resta un mercato di nicchia da osservare. Non ci resta che attendere il 2027 quando Parigi dal 15 al 17 febbraio tornerà ad essere la capitale mondiale del vino e non solo.


Dal Mondo

Recensioni, segnalazioni e tendenze dai quattro angoli del pianeta, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Cinzia Benzi

di

Cinzia Benzi

laureata in psicologia, è stata rapita dalla galassia di Identità Golose. Se lo studio del vino è la sua vita, la vocazione di buongustaia è una scoperta in evoluzione

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