Ci si chiede a volte: cosa può davvero stupire la Michelin? Ossia: cosa può attirare l’attenzione degli ispettori della Guida Rossa, tanto da diventare elemento di valutazione positiva che va a caratterizzare piacevolmente il ristorante (o l’hotel)? Ci si orienta perlopiù a suon d’ipotesi, suggestioni o semplici dicerie, provando a indovinare criteri che, per quanto annunciati a grandi linee, risultano in realtà assai sfuggenti, tanto da apparire quasi aleatori.
Per una volta, però, è stata la stessa Michelin a venire in soccorso. In un articolo senza firma apparso qualche giorno fa sul suo sito ufficiale internazionale, e intitolato What Surprised Michelin Inspectors This Year (ossia “Cosa ha sorpreso gli ispettori Michelin quest'anno”, si era ancora nel 2025 ovviamente) ha elencato dieci particolari annotati sui taccuini della Rossa e che hanno colpito favorevolmente i suoi autori. Già il sottotitolo fornisce qualche dettaglio in più: “Dai dessert trompe l'oeil alle lettere manoscritte firmate da Luigi XIV, ecco cosa ha scioccato e deliziato gli ispettori della Guida Michelin nel 2025”.
Si tratta, come detto, di dieci peculiarità, in nove locali diversi di tutto il mondo (un indirizzo ha colpito due volte, per cose diverse, altrettanti ispettori). In un caso, si tratta di un indirizzo italiano, un hotel a Matera. Ma ecco cosa ha sorpreso la Michelin.
Un dessert trompe l'oeil a forma di cane, al Teible di Dubai

Il dessert Pug al Teible di Dubai
Il
Teible è un ristorante/bakery contemporaneo dentro il
Jameel Arts Centre, sul Jaddaf Waterfront, a Dubai. Propone una cucina moderna “farm-to-table”: menu stagionali costruiti quasi solo con ingredienti locali degli Emirati (dicono 90–95% di prodotti locali); è anche micro-panetteria artigianale. La Michelin è rimasta però sorpresa da un dessert: si chiama
Pug. “Quando arrivò, rimasi scioccato nello scoprire che era esattamente come descritto: una piccola scultura dettagliata di un cane, completa di dettagli in pelliccia, adagiata a pancia in giù sul mio piatto, con due piccoli ossi accanto come dolcetti. Era un'illusione ottica sapientemente realizzata, con il carlino fatto di una ricca mousse al cioccolato pressata in uno stampo”. Pare che la mousse fosse molto buona.
Il ristorante in Irlanda all’interno di due vagoni dell'Orient Express

Cenare nell'Orient Express in Irlanda
Il
Glenlo Abbey Hotel & Estate, vicino a Galway, in Irlanda, ospita
The Pullman, un ristorante particolare. “Ospita” non è in effetti la parola esatta: il ristorante fine dining si trova dentro due autentiche carrozze storiche dell’
Orient Express (la Leona del 1927 e la Linda del 1954), restaurate e posizionate sui binari nel parco dell’hotel, con vista sul campo da golf. Propone dunque un’esperienza culinaria in un ambiente da lusso anni Venti, tra interni in legno, lampade in ottone originali, atmosfera molto teatrale. “Nulla avrebbe potuto prepararmi allo splendore assoluto di questo locale – scrive l’ispettore Michelin - La cucina era all'altezza dell'ambiente, con prodotti eccezionali e un'esecuzione impeccabile”.
Una cena immersiva a Versailles (e le lettere di Luigi XIV)

Cena del XVIII secolo a Versailles
L’impero di
Alain Ducasse comprende anche
Le Grand Contrôle, ristorante gastronomico nell’hotel di lusso
Airelles Château de Versailles, all'interno del parco della Reggia di Versailles. Vi si serve una haute cuisine francese contemporanea ispirata ai banchetti di
Luigi XIV e alle tradizioni del Grand Siècle: “La mia cena è stata un'esperienza deliziosamente sorprendente – annota l’ispettore Michelin - Mi sono immerso nell'opulenza, grazie a camerieri in costumi d'epoca che hanno ricreato l'atmosfera delle feste di un tempo, con una cerimonia ben coreografata e una messa in scena attentamente studiata”.
Le Grand Contrôle ha avuto persino un’ulteriore menzione: “Mentre camminavo lungo un corridoio, ho scoperto due lettere originali incorniciate e firmate da
Luigi XIV. Erano esposte in un piccolo salotto con un paio di divani”, spiega un secondo ispettore”.
Una superba anatra alla pechinese, a Parigi

L'Anatra alla pechinese dell’Imperial Treasure
Non si può prescindere da un assaggio di
Anatra alla pechinese se si cena all’
Imperial Treasure a Parigi, ristorante cinese di alta gamma a due passi dagli Champs-Élysées, e che fa parte del gruppo internazionale
Imperial Treasure, specializzato in fine dining del Celeste Impero. Eppure l’ispettore Michelin è rimasto ugualmente sorpreso: “Piatto capolavoro: un'intera anatra alla pechinese di circa 1,3 kg, ottenuta dall'incrocio di due razze, la Silver Hill irlandese, spesso chiamata la "wagyu delle anatre", e una razza cinese allevata in Irlanda, leggermente meno grassa delle anatre europee. La pelle era squisita, caramellata, perfettamente croccante. Poi i petti d'anatra sono stati tagliati a fettine sottili: carne tenera, grasso profumato, pelle croccante. Il resto dell'anatra è stato cotto in un wok e fritto con sale e pepe”.
Un piatto inquietante e poi geniale, al Disfrutar di Barcellona

Il trio del Disfrutar e, nel riquadro, il piatto El Miedo
È difficile non sorprendersi al
Disfrutar di Barcellona, uno dei più celebrati ristoranti del mondo, dove i tre chef
Oriol Castro, Eduard Xatruch e Mateu Casañas, dopo aver rivestito ruoli chiave a
El Bulli, proseguono nella loro opera di ricerca e di sperimentazione costante, facendo vivere ai fortunati clienti un'esperienza straordinaria. L’ispettore della Michelin è rimasto sorpreso in particolare da un piatto,
El Miedo, ovvero "la paura": “È stato puro spettacolo. Il cameriere mi ha presentato una scatola affumicata e mi ha invitato a infilare la mano, alla cieca, attraverso il vapore freddo. Dentro, ho trovato un gambero di Palamós cotto alla perfezione, succoso e semplice. Hanno completato il piatto con un cucchiaio di crema di pollo e gamberi dal sapore intenso, ricco e intenso. All'inizio era inquietante, un tuffo nell'ignoto, ma poi è stato geniale”.
In Italia, dormire in una grotta (di lusso) a Matera

Dormire al Sextantio Le Grotte della Civita, Matera
Gli ispettori della Michelin hanno elencato esperienze sorprendenti non solo in ristoranti, ma anche in hotel. Una di queste, in Italia, al
Sextantio Le Grotte della Civita, un albergo diffuso di lusso ricavato in un gruppo di antiche grotte nei Sassi di Matera, nella parte più antica chiamata Civita, affacciata sulla Gravina e sul Parco della Murgia. È composto da 18 grotte (più alcune camere in un palazzo settecentesco), restaurate con un recupero conservativo molto rigoroso, usando materiali e tecniche tradizionali, lasciando il più possibile intatti volumi, pietra e segni del passato. “Ho trovato l'esperienza di dormire in una grotta – soprattutto da claustrofobico, astigmatico e con una pessima vista notturna – tra le più vivide della mia vita. Mi sono svegliato ben riposato, anche se un po' emozionato di tornare alla luce del sole”.
A Budapest, nell’hotel tutto dedicato alla musica

L'hotel della musica a Budapest
L’
Aria Hotel Budapest è un boutique hotel di lusso a 5 stelle nel centro della capitale ungherese, a pochi passi dalla Basilica di Santo Stefano. Si caratterizza perché è un hotel a tema musica: le quattro ali sono dedicate a Classica, Opera, Jazz e Contemporanea, con camere ispirate a singoli musicisti (da
Bach a
Billie Holiday); vanta anche un celebre rooftop bar, l’
High Note SkyBar, con vista a 360° sulla città, e il ristorante-café
Liszt Café, spesso con musica dal vivo. “Sono stato felice di scoprire come ogni ala catturasse lo spirito della propria musica. Persino i quattro ascensori riproducono musica in linea con le rispettive ali. Aspettatevi
Beethoven mentre vi dirigete verso una suite barocca e
Miles Davis mentre vi dirigete verso una sala jazz”.
George Clooney ti guarda, a Bruges, mentre prepari il caffè

Un'immagine dell'Hotel Heritage a Bruges
A Bruges (o Brugge che dir si voglia), in Belgio, chi vuole dormire in un ambiente raffinato sceglie l’
Hotel Heritage, piccolo cinque stelle di charme, membro di
Relais & Châteaux, nel cuore del centro storico. Si trova a pochi metri dalla Markt (circa 50 m dalla Piazza del Mercato), in un elegante edificio ottocentesco restaurato. L’ispettore Michelin è rimasto colpito da un dettaglio apparentemente dissonante: “Sono rimasto sorpreso nello scoprire il volto di
George Clooney stampato, plastificato e orgogliosamente esposto in un hotel così lussuoso – persino esilarante. Se avete difficoltà a usare la macchina del caffè, l'hotel fornisce istruzioni molto precise – e
George Clooney è lì, a sorvegliarvi in silenzio. Forse non sarà la cosa più stravagante, ma mi ha risollevato il morale in una giornata nuvolosa”.
Un tuffo nel passato degli emigranti norvegesi verso l’America

La Vista Heritage Room dell'Amerikalinjen
Nel 2019 la sede storica della
Norwegian America Line (compagnia che portava gli emigranti norvegesi in America) nel centro di Oslo, proprio davanti alla stazione e costruita esattamente un secolo prima, è stata completamente ristrutturata e trasformata in boutique hotel di design, chiamato
Amerikalinjen. Gli interni sono in stile scandinavo contemporaneo ma caratterizzati da una profusione di richiami alla storia marittima e all’epoca del jazz e dei grandi transatlantici. Annota l’ispettore: “Lo avuto il piacere di esplorare la
Vista Heritage Room dell'
Amerikalinjen. Si tratta di una sala comune al primo piano dell'hotel, una vera e propria capsula del tempo. Ricostruita come una cabina da crociera, la stanza ospita i bagagli originali e altri cimeli di viaggio. È un luogo dove fermarsi, riflettere e immergersi nei viaggi del passato”.