10-02-2026
Radicchio, carote e cannella: Dino Como e una delle cucine più identitarie d’Italia
Note sullo chef: 37 anni ancora da compiere e averne passati quasi la metà al fianco d'una delle toque più importanti dell’ultimo decennio, Niko Romito. Assaggi dal Sextantio, in Abruzzo. Che ti fan pensare quanto possa essere sottile il confine tra chi dei due abbia fatto bene di più all’altro
Dino Como, chef del nuovo ristorante Sextantio a Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila), in Abruzzo
La riflessione da 1.250 metri sul livello del mare è questa: quanto la capacità gastronomica di Dino Como ha influito sui menu stellari di Niko Romito e quanto la visione di quest’ultimo ha influito nel potenziale espressivo di quella capacità? Una domanda irricevibile, direbbero loro nel rispetto di quanto si sono donati in quindici anni di lavoro insieme al ristorante Reale di Castel di Sangro. Ma una risposta ci sarebbe e sarà quella che il tempo darà a chi si prenderà la briga di volerla.
Così, a Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila), Sextantio Cucina (leggi anche Sextantio, la nuova casa di Dino Como in un magnifico borgo sperduto d'Abruzzo, di Gabriele Zanatta) supera le velleità romantiche sulla conservazione delle tradizioni ed elimina l’ostentazione, a favore di un’autenticità povera che Como porta a tavola con carattere. Qui, il ruvido delle mura annerite e della cultura agro-pastorale abruzzese sono caratteristica di forza, un messaggio che arriva dritto soprattutto in un piatto: Radicchio, carote e cannella.

Radicchio, carote e cannella
Il vegetale viene brasato e poi cotto per circa un’ora, in osmosi con un fondo denso e ridotto che contiene anche carote in doppia lavorazione, ovvero centrifugate e tostate, per poi essere servito con la salsa di cottura ridotta e la chiusura di stecche di cannella fermentate. Una portata esteticamente come tutte le altre: essenziale, pulita e spigolosa. Nessun virtuosismo sfavillante, che al palato arriva con un morso di incredibile intensità. Un’esplosione controllata dove l’amaro del radicchio si esalta rimbalzando tra le note dolci che lo accompagnano, succoso di un avvolgente incrocio di sapori che in bocca ricordano il cacao e la visciola.
La terra, il vegetale e la complessità degli ingredienti semplici a favore di un giro di amari che caratterizzano la cucina dello chef, sono le parole chiave di una risposta che su queste cime ci darà quel tempo, che sembra essersi fermato.
romano classe 1977, non ha mai smesso di fare e di farsi domande collaborando con testate di settore nazionali e internazionali. Padre innamorato, speaker radiofonico, critico con sé stesso, podcaster e restaurant manager, ama girare il mondo assaggiando lingue da tradurre seguendo una regola: ascolta, respira, chiedi, sorridi, poi mangia e zitto