03-02-2026

Nella "risotteria" di Milano, dove al timone della cucina c'è una giovane chef siciliana

Che bontà Taverna Guyot, in zona Scalo Farini a Milano, dove la cuoca Sandra Di Modica propone una selezione di risotti davvero interessanti, tutti golosi. Deliziosi anche i dessert, tutti gluten free

Risotto alla milanese con stinco di vitello, un gr

Risotto alla milanese con stinco di vitello, un grande classico di Taverna Guyot, casa della chef siciliana Sandra Di Modica, a Milano in zona Scalo Farini

Il risotto è un piatto simbolo della cucina lombarda. Ma cosa accade quando in un ristorante di Milano, una “risotteria” per essere precisi, ai fornelli c’è una cuoca siciliana e non dalle radici meneghine? Provare per credere.

Alla Taverna Guyot di Milano - dal 2009 enoteca con piccola cucina del patron Corrado Calabrò - approda nel 2013 Sandra Di Modica, isolana di Niscemi (CL) che ibrida il menu settentrionale con colpi d’ala di risotti pieni di creatività. La giovane chef, oggi 34enne, arriva a Milano per frequentare il corso universitario di Giurisprudenza, ma poi abbandona prematuramente il percorso di laurea e decide di iniziare la trafila della ristorazione.

La chef davanti all'ingresso della Taverna Guyot

La chef davanti all'ingresso della Taverna Guyot

Una esperienza formativa di tutto rispetto all’Osteria Francescana di Massimo Bottura e poi l’ingresso alla Taverna Guyot, nei pressi di Scalo Farini, al nord della città. Lì partono gli esperimenti, mettendo in carta i piatti classici della tradizione (Riso alla milanese con ossobuco, Rustin negà o Stinco di maiale), ma anche ricette molto innovative (Risotto siciliano con scaglie di pecorino ragusano, pomodori secchi e seppie, ai Frutti di bosco, gorgonzola di capra e passito di Pantelleria, Yuzu e aringa affumicata e tante altre ancora). La cifra dell’innovazione per Sandra è l’accostamento del sapore aspro con quello dolce, celebrato in particolare nel Risotto con salsicce e mirtilli.

La chef Sandra Di Modica

La chef Sandra Di Modica

Ma la genialità della chef Di Modica non si esaurisce solo nei primi piatti, perché gli stage fatti in pasticceria nella prima parte della sua carriera, la portano a un carrello di dolci appetitosi, tutti elaborati senza glutine (cosa che rende il locale molto ricercato per i clienti celiaci).

L’ambiente è quello di una simpatica trattoria, dove la cantina dei vini a vista provenienti da piccoli produttori selezionati si mescola a tavoli in legno e a frammenti di botti di rovere del soffitto. La sensazione è quella di un luogo dove ci si sente a casa e si incontrano volentieri gli amici; dove si va oltre la moda dei cibi scomposti per aderire invece alla tradizionale atmosfera di prodotti genuini per un’offerta semplice, ma ricercata.


Assaggi

di

Severino Salvemini

Editorialista del Corriere della Sera dagli anni Novanta, è attualmente professore presso l’Università Bocconi. Dal 2007 è visiting professor alla HEC di Parigi. Oggi, inoltre, siede nei consigli di Dea Capital, di Zegna Baruffa, di Fondazione Vico Magistretti. È membro del Comitato Scientifico della Fondazione Corriere della Sera e del MART di Rovereto. Infine, è Presidente del Teatro dell’Arte della Triennale di Milano.