24-01-2026

Da Tokuyoshi il cibo perfetto per gli atleti giapponesi alle Olimpiadi

Presentato alla Bentoteca di Yoji Tokuyoshi, a Milano, il Victory Project di Ajinomoto, che alimenta gli atleti nipponici in gara. Cultura jap, ingredienti italiani e nutrizione sportiva si incontrano in una ciotola di riso, verdure e gyoza: non dieta punitiva, ma cucina di conforto

Yoji Tokuyoshi, al centro, con due esponenti del t

Yoji Tokuyoshi, al centro, con due esponenti del team giapponese alle Olimpiadi Milano Cortina 2026

Alla Bentoteca di Yoji Tokuyoshi, l'azienda Ajinomoto ha presentato il Power Gyoza Don, piatto simbolo del Victory Project®, il programma con cui da oltre vent’anni l’azienda giapponese affianca le delegazioni sportive nipponiche durante le grandi competizioni internazionali. Non una semplice operazione di marketing gastronomico, ma un vero progetto di nutrizione applicata allo sport: chef, nutrizionisti e ricercatori seguono gli atleti in giro per il mondo allestendo le cosiddette G‑Road Station, cucine operative in cui ritrovare sapori familiari e menu bilanciati, pensati per sostenere corpo e mente lontano da casa.

Per l’appuntamento olimpico di Milano Cortina 2026, Ajinomoto ha scelto di raccontarsi attraverso una ricetta: il Power Gyoza Don, appunto, sviluppato insieme a Tokuyoshi, cuoco giapponese di formazione kaiseki e anima profondamente contemporanea. La struttura è quella rassicurante del donburi: riso al vapore come base energetica, gyoza di maiale Ajinomoto come fonte proteica principale, e sopra una generosa selezione di dieci verdure di stagione, in gran parte italiane, cotte in un brodo leggero di pollo e soia. A chiudere il cerchio, una piccola quantità di glutammato alimentare, l’“umami” firmato Ajinomoto, per amplificare il gusto senza appesantire il piatto. Il risultato è una ciotola che parla due lingue: giapponese nella filosofia, italiana nella materia prima.

Lo staff ha spiegato come la scelta del maiale non sia casuale: è una carne naturalmente ricca di vitamina B1, fondamentale per il metabolismo dei carboidrati e la produzione di energia prima della performance. Allo stesso tempo, il contenuto di grassi resta contenuto, soprattutto rispetto a preparazioni più elaborate. Nel piatto convivono così i tre pilastri della nutrizione sportiva giapponese:

  • carboidrati complessi (riso),
  • proteine digeribili (gyoza di carne e verdure),
  • micronutrienti e fibre (verdure stagionali).

Gyoza studiati per gli atleti

Gyoza studiati per gli atleti

La ricetta Ajinomoto per gli atleti nipponici

La ricetta Ajinomoto per gli atleti nipponici

Come spiegato dal team Ajinomoto coinvolto nello sviluppo della ricetta, «utilizziamo carne di maiale perché è naturalmente più ricca di vitamina B1, che aiuta il corpo a trasformare i carboidrati e il glicogeno in energia, soprattutto prima della performance. Manzo e pollo sono ottime fonti proteiche, ma per questo tipo di piatto l’obiettivo principale è fornire energia immediatamente disponibile, mantenendo basso il contenuto di grassi». Un dettaglio tecnico che racconta bene l’approccio giapponese alla nutrizione sportiva: nulla è lasciato al caso, nemmeno la scelta della proteina principale. Con un’attenzione maniacale a sale, zuccheri e grassi, ma senza sacrificare la soddisfazione sensoriale. Anzi: l’umami e la croccantezza dei gyoza saltati in padella, rispetto alla versione bollita più morbida, rendono il piatto sorprendentemente goloso.

È forse questo l’aspetto più interessante emerso: la nutrizione sportiva non come dieta punitiva, ma come cucina di conforto, capace di rassicurare l’atleta sotto stress e, allo stesso tempo, di fornire ciò che serve al corpo per performare.

Nel racconto del Victory Project®, il tema della digestione e del benessere gastrointestinale torna spesso. Prima di una gara, lo stress può bloccare lo stomaco; l’uso controllato di aminoacidi come il glutammato, spiegano, aiuta a “preparare” l’apparato digerente, facilitando l’assimilazione dei nutrienti. Un dettaglio che rivela quanto, nella cultura sportiva giapponese, l’alimentazione sia considerata parte integrante dell’allenamento mentale oltre che fisico: mangiare bene per sentirsi a casa, ritrovare concentrazione, abbassare la tensione.

Il Power Gyoza Don nasce per i campioni, ma non vuole restare confinato nei centri sportivi. La ricetta è replicabile anche a casa, utilizzando i gyoza surgelati Ajinomoto, già diffusi in molti negozi specializzati italiani. Ed è qui che il progetto si fa interessante anche per chi non ha una gara da vincere: dimostra che controllare i macronutrienti non significa rinunciare al gusto, e che la cucina quotidiana può prendere spunto dal mondo dello sport per diventare più consapevole ed equilibrata. In fondo, come ripetono da Ajinomoto da oltre un secolo: Eat well, live well. Anche (e soprattutto) quando si corre per una medaglia. D’argento o di bronzo, magari, l’oro: da buoni italiani, speriamo di vincerlo noi.


Assaggi

di

Stefano Montibeller

classe ’91, metà trentino e metà comasco, con base a Milano. Laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, degustatore certificato Wset con un master in critica enogastronomica. Ex buyer alimentare, ora prova a raccontare il cibo e il vino, la sua vera passione. Preferisce gli artigiani del gusto alle mode gourmet. Anche se, diciamolo, cibo e vino devono anche divertire... Cinico? Sì. Cattivo? No