04-03-2026

Il French Toast di Marchesi 1824, a Milano: amore al primo morso

Vista Galleria Vittorio Emanuele e il suo sciame di turisti, una selezione di piatti deliziosi e ben eseguiti da godersi dalla tarda mattinata al primo pomeriggio, atmosfera raffinata: ecco perchè ci ha convito il brunch della pasticceria guidata dall'executive pastry chef Diego Crosara, che sorprende con un French Toast perfetto

Il French Toast della Pasticceria Marchesi 1824 a

Il French Toast della Pasticceria Marchesi 1824 a Milano

La domenica a Milano è sempre più brunch. E anche il mondo della pasticceria Marchesi 1824 da qualche settimana celebra questo goloso momento, sospeso tra la colazione e il pranzo, senza la necessità di affrettarsi, lasciando ampio il ventaglio di scelta tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, tra dolce e salato... o perché no, entrambi.

 

In carta, infatti, coesistono piatti più immediati o pietanze corpose (da selezionare anche in formula menu che comprende un drink di benvenuto a scelta, due piatti e bevanda calda a 68 euro) con tutta la viennoiserie da colazione, creazioni dolci – deliziosi Waffle serviti con salsa al cioccolato da versare ancora calda -, classici da brunch come un Avocado Toast o un Club sandwich magistrale – geometrico, preciso, ricco, fino a piatti che collochiamo principalmente al pranzo, all’insegna dell’italianità pura.

Tagliolini al burro versato, Pecorino romano e pepe

Tagliolini al burro versato, Pecorino romano e pepe

Il consiglio? Non farsi mancare niente, mettendoci di mezzo magari dei Carciofi dorati con zucca in tempura, un Hamburger Marchesi farcito con insalatina, patty di carne spesso e super succoso, bun liscio e patatine fritte croccanti. E perchè privarsi della gioia che scatena un piatto di Tagliolini al burro versato, morso tenace della pasta, mentre per sapidità arriva in soccorso un nido generoso di pecorino romano e tanto pepe.

Vista sulla Galleria Vittorio Emanuele dalla sala di Marchesi 1824

Vista sulla Galleria Vittorio Emanuele dalla sala di Marchesi 1824

Lo spettacolo è sotto i nostri occhi: sciami di visitatori che transitano in Galleria e osserviamo da quel balcone privilegiato senza sottrarci alla calma, perchè intorno tutto è ordine, cura, tranquillità, nonostante i tanti visitatori al banco. E senti che chiunque ci accompagni, vive quella pausa come un privilegio, un momento scelto da destinarsi, lasciando per un po’ il mondo di laggiù.

In questa visione già beata, se ne somma una che raggiunge direttamente i nostri sensi e li compiace: un French Toast come si deve. In tanti lo propongono, in molti lo scelgono, noi compresi, ma raramente un equilibrio di gusto e consistenze si rivela così magnetico, fino a restare impresso al palato. Il pan brioche quasi svanisce al cospetto di una pastella che crea uno strato etereo così vicino a un soufflé in masticazione, tanto da non sentirlo per leggerezza. Frutti rossi in quantità e appena un tocco di zucchero a velo per bilanciare la dolcezza.


Ma quale è il segreto per realizzare un French toast perfetto?

Nel cuore di un French Toast

Nel cuore di un French Toast

A spiegarcelo è proprio il maestro Diego Crosara, Executive pastry chef di Marchesi: «La qualità del pan brioche è tutto: deve assorbire perfettamente la miscela di uova, panna e latte, senza perdere struttura. Fondamentale è l’alveolatura - fine, uniforme, regolare - capace di trattenere l’impasto in modo equilibrato. Il secondo passaggio è la caramellizzazione in padella: burro nella giusta quantità e zucchero di canna, per ottenere una superficie dorata, sottile e fragrante, mai eccessiva. Il topping, invece, è una scelta di stile. Noi prediligiamo la semplicità: frutta fresca, una leggera spolverata di zucchero a velo e una fogliolina di menta. Il nostro pan brioche è realizzato esclusivamente con burro italiano, uova da galline allevate a terra, latte, zucchero, farina italiana e soprattutto lievito madre. Perché la differenza, si sente al primo morso».

Si sente eccome… da provare.


Assaggi

di

Marialuisa Iannuzzi

Classe 1991. Irpina. Si laurea in Lingue e poi in Studi Internazionali, ma segue il cuore e nella New Forest (Regno Unito) nasce il suo amore per l'hospitality. Quello per il cibo era acceso da sempre. Dopo aver curato l'accoglienza di Identità Golose Milano, dal 2021 è redattore per Identità Golose. Isa viaggia, assaggia. Tiene vive le sue sensazioni attraverso le parole.