20-01-2026

Leonardo D’Ingeo nuovo chef di ALTO Rooftop a Cervia

Il giovane chef pugliese approda nel locale della riviera romagnola che combina ristorante, mixology, hospitality e design. Duetterà col bartender Niccolò Amadori

Il nuovo anno si apre con una grande novità per il litorale Adriatico e per ALTO Rooftop in particolare. Leonardo D’Ingeo prende in mano da oggi la guida della cucina del ristorante gastronomico e del tapas bar.

Questo passaggio rappresenta un’ulteriore e significativa crescita nel percorso di evoluzione di ALTO Rooftop. Infatti, questo progetto in cui convivono in un unico contenitore esperienziale ristorante, mixology, hospitality e design, ha l’ambizione di intercettare una clientela cosmopolita con un’offerta lontana dal modello tradizionale del fine dining "teatrale”, scegliendo uno spazio eclettico in cui cucina, cocktail bar, piscina, musica e componente estetica dialogano in modo simultaneo.

Il ruolo dello chef dovrà essere quello anche di saper valorizzare il lavoro degli altri interpreti, leggere il contesto e contribuire a un’esperienza che coinvolga tutti i sensi. Centrale sarà soprattutto il dialogo con il bar guidato da Niccolò Amadori, per creare un luogo di condivisione, dove cibo e drink si incontrano e generano una narrazione comune. Le origini di Leonardo si declinano in un vocabolario che esalta rotondità dei sapori e un gusto pieno. Da lì nasce l’idea di portare in ALTO non solo, quindi, una memoria gustativa, ma un ponte che unisca il suo Sud e l’Adriatico che ora lo circonda, immaginando la cucina del ristorante come un “parco giochi” controllato: fermentazioni spinte, ossidazioni, acidità e concentrazione più marcate, ma sempre con una forte coscienza del risultato e della sostenibilità del modello.

Leonardo D’Ingeo: “In questo nuovo capitolo avevo bisogno di tornare a spingere, di respirare aria fresca e misurarmi con un contesto più grande. In Claudio Amadori ho riconosciuto un imprenditore con visione, esperienza nell’alta ristorazione e la capacità di darmi libertà creativa dentro un progetto strutturato. È proprio nell’incastro tra la sua visione imprenditoriale e la mia fame di crescita che vedo il terreno ideale per far evolvere la mia cucina e trasformare questo spazio in un laboratorio continuo di contaminazione tra bar e cucina.” 


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A cura della redazione di Identità Golose