Gennaio è da sempre il mese dei nuovi inizi, dei buoni propositi e delle promesse che facciamo a noi stessi. Ed è proprio in questo clima di rinnovamento che nasce e si consolida il Veganuary, un movimento globale che invita a sperimentare un’alimentazione completamente vegetale per tutto il mese di gennaio. Non una rinuncia, ma una scoperta: di nuovi sapori, di nuove abitudini e di un modo diverso di prendersi cura di sé e del pianeta. Il termine Veganuary nasce dall’unione di vegan e January ed è stato coniato nel 2013 nel Regno Unito dalla coppia composta da Jane Land e Matthew Glover. Da allora, questa iniziativa è cresciuta in modo esponenziale, coinvolgendo milioni di persone in oltre 200 Paesi. Oggi rappresenta uno dei movimenti più influenti nel panorama del cibo sostenibile, capace di unire consapevolezza ambientale, benessere personale e attenzione etica.
Perché gennaio?

Cavoletti di Bruxelles in padella. Foto di Sebastian Coman, Pexels
Gennaio è il mese delle ripartenze. Dopo l’abbondanza di cibo sulle tavolate delle feste, cresce il desiderio di leggerezza, equilibrio e cambiamento. Il
Veganuary intercetta perfettamente questo momento dell’anno, proponendo una sfida accessibile: provare per 31 giorni un’alimentazione vegetale, eliminando carne, pesce, latticini, uova e tutti i derivati animali. Non si tratta di un’imposizione, ma di un invito a sperimentare, a osservare come il corpo e la mente reagiscono a una dieta più semplice, naturale e sostenibile. In Italia, il progetto
Veganuary è promosso dall’associazione
Essere Animali, che accompagna i partecipanti con contenuti informativi, ricette, consigli pratici e supporto quotidiano. L’obiettivo non è la perfezione, ma la consapevolezza: anche un piccolo cambiamento può avere un grande impatto.
Perché provare Veganuary

Teglia di patate e asparagi. Foto di Locrifa, Pexels
Le motivazioni che spingono a partecipare sono molteplici. C’è chi lo fa per una questione etica, scegliendo di ridurre la sofferenza animale. Chi per motivi ambientali, considerando che un’alimentazione vegetale ha un impatto nettamente inferiore in termini di emissioni, consumo d’acqua e risorse naturali. E chi, semplicemente, desidera migliorare il proprio benessere: una dieta plant-based, se ben bilanciata, è ricca di fibre, vitamine, sali minerali e povera di grassi saturi. Numerosi studi dimostrano che questo tipo di alimentazione, se ben bilanciata e pianificata, può contribuire a ridurre il rischio di diverse patologie e favorire una migliore salute generale. Non a caso, sempre più sportivi, chef e personaggi pubblici scelgono di raccontare la propria esperienza vegana, contribuendo a sfatare molti falsi miti.
Un mese che può diventare un nuovo inizio

Peperoni ripieni di cous cous. Foto di Lisa, Pexels
Il
Veganuary non impone regole rigide né giudizi: se si “sgarra” un giorno, non succede nulla. Anche solo ridurre il consumo di prodotti di origine animale è già un passo nella giusta direzione. Molti partecipanti scoprono, alla fine del mese, di voler continuare questo percorso, magari in modo flessibile, integrando nuove abitudini nella vita quotidiana. In un mondo che chiede sempre più attenzione all’ambiente e al benessere personale,
Veganuary rappresenta un’occasione concreta per sperimentare un cambiamento positivo. Un mese può sembrare poco, ma può diventare l’inizio di un nuovo stile di vita.