05-03-2026

Chianti e Morellino di Scansano, un positivo sguardo al futuro

Il Chianti resiste sull’export. La novità del Morellino: arriva la menzione Superiore. In entrambi i casi vini convincenti e più attuali all’Anteprima: ecco i nostri assaggi

Chianti Lovers & Rosso Morellino si è svolta alla

Chianti Lovers & Rosso Morellino si è svolta alla Fortezza da Basso a Firenze lo scorso 19 febbraio

Chianti e Morellino di Scansano sulla strada della modernità. È questa l’indicazione che arriva dall’Anteprima congiunta Chianti Lovers & Rosso Morellino che si è svolta a febbraio alla Fortezza da Basso a Firenze.

La sensazione è che si stia sempre di più viaggiando alla ricerca di prodotti dalla maggiore bevibilità, senza snaturare la natura dei vini e limitando gli eccessi di concentrazioni e di influenze di legni.

Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti

Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti

La realtà è descritta anche dai due presidenti dei rispettivi consorzi, Giovanni Busi, del Consorzio Vino Chianti, e Bernardo Guicciardini Calamai, del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano.

«La produzione del Chianti si è attestata quest’anno intorno ai 620 mila ettolitri, contro una previsione che parlava di circa 750 mila. Questo cambia il quadro e ridimensiona un po' le preoccupazioni – ha spiegato Busi – anche perché la riduzione rispetto alle aspettative è legata soprattutto all’andamento climatico primaverile, che hanno inciso sulle rese, ma non sulla qualità, che è risultata molto buona».

Un momento della degustazione dedicata ai giornalisti

Un momento della degustazione dedicata ai giornalisti

Per quanto riguarda l’andamento del mercato, il presidente del Consorzio Vino Chianti ha sottolineato che l’export resta determinante, rappresentando tra il 65% e il 70% della produzione del Chianti. «Il nostro è un Consorzio fortemente orientato all’estero. L’Italia vale circa il 30%, ma sono i mercati internazionali a trainare la denominazione. Malgrado i dazi e le tensioni geopolitiche, gli Stati Uniti continuano a comprare e le ultime rilevazioni parlano di una flessione minima, intorno all’1%. Non è un dato che giustifichi allarmismi».

Sul fronte del Morellino di Scansano, invece, ci sono importanti novità, con l’introduzione della menzione Superiore, come ha rivelato Bernardo Guicciardini Calamai: «Con la menzione Superiore rafforziamo il nostro percorso di valorizzazione, continuando a puntare su una sempre maggiore selezione e identità. È un segnale concreto della volontà di continuare a investire sulla qualità e sulla riconoscibilità del nostro Sangiovese della costa, offrendo al mercato una garanzia di coerenza e valore».

 

Bernardo Guicciardini Calamai e Alessio Durazzi, presidente e direttore del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano

Bernardo Guicciardini Calamai e Alessio Durazzi, presidente e direttore del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano

La nuova menzione Superiore identifica una tipologia che prevede un impiego minimo dell’85% di Sangiovese, con la possibilità di utilizzare altri vitigni a bacca nera non aromatici fino a un massimo del 15%, caratterizzata da rese massime più contenute rispetto alla versione Annata e da un periodo di affinamento più lungo. Il tempo minimo di immissione al consumo è fissato al 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia. L’obiettivo – come spiegato dal Consorzio – è di avere una maggiore struttura e complessità espressiva, mantenendo al contempo le caratteristiche peculiari di freschezza ed equilibrio.

Ma qual è la realtà nei bicchieri? Il Chianti ha presentato le annate 2025 e 2024 delle differenti zone produttive, oltre ai Superiori 2024 e alle Riserve 2023, con numerosi campioni da vasca/botte, per un totale di circa cento campioni. L’impressione è che i vini assaggiati fossero meno a quel “vecchio stile” legato a una tradizione produttiva superata, che andava alla ricerca assoluta di concentrazione e struttura. Sono vini più “gentili”, freschi e moderni, proiettati verso bevibilità e immediatezza, limitando magari l’alcolicità ma mantenendo comunque la complessità.

Erano un centinaio i Chianti in degustazione

Erano un centinaio i Chianti in degustazione

Per il Chianti annata 2025 un ottimo esempio arriva dal Chianti Docg “Agricola Casale” di Azienda Agricola Casale di Certaldo. Per i vini delle diverse zone, segnaliamo il Colli Fiorentini “Darno” 2024 della Tenuta San Vito in Fior di Selva a Montelupo Fiorentino. Tra i Superiore, il Chianti Superiore Docg “La Leccia” di Fattoria La Leccia di Montespertoli e il Chianti Superiore Docg 2024 di Poggiotondo di Alberto Antonini, a Cerreto Guidi. Sulle Riserve 2023, ancora molto interessante il prodotto di Fattoria La Leccia e il Chianti Docg Riserva Renzo Masi dell’azienda Masi Renzo & C – Fattoria di Basciano, a Rufina.  

Sono stati una ventina i Morellino di Scansano presentati

Sono stati una ventina i Morellino di Scansano presentati

Il Morellino di Scansano, che ha presentato in anteprima l’annata 2025 (tutti campioni da botte) e la Riserva 2023, per un totale di 21 campioni, l’impressione è che si cerchi anche in questo caso un approccio meno complesso a un vino che, comunque, di natura ha una struttura piuttosto importante. Diventa fondamentale, in questo periodo storico, trovare il giusto equilibrio tra le richieste del mercato e le condizioni dettate da clima e terroir. Per l’annata 2025, segnaliamo Massi di Mandorlaia – Conte Guicciardini, Fattoria Le Pupille e Antonio Camillo; per la Riserva invece puntiamo sul “Bronzone” di Belguardo e ancora su Fattoria Le Pupille, quest’ultimo è l’unico campione già in bottiglia.

In conclusione, sono tutti vini che guardano al futuro. Con ottimismo. 


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Raffaele Foglia

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Raffaele Foglia

giornalista de La Provincia di Como, sommelier e appassionato di birra artigianale. Crede che ogni bicchiere di vino possa contenere una storia da raccontare. Fa parte della redazione vino di Identità Golose

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