24-04-2026

Il nostro Vinitaly in 10 assaggi: tra curiosità, futuro, progetti ed entusiasmo

Non si tratta di una Top Ten, ma sono i vini che emozionato i collaboratori di Identità di Vino a Verona, non solo per la qualità, ma anche per le storie che raccontano

Una simpatica vignetta raggruppa i giornalisti di

Una simpatica vignetta raggruppa i giornalisti di Identità di Vino presenti al Vinitaly: nei disegni a fumetti, da sinistra, Nereo Pederzolli, Stefania Oggioni, Salvo Ognibene, Amelia De Francesco, Maurizio Trezzi, Raffaele Foglia, Marilena Lualdi, Fosca Tortorelli e Leonardo Romanelli

Vinitaly 2026: tanti, tantissimi assaggi. Come redazione di Identità di Vino non abbiamo alcuna intenzione di fare una nostra personale Top Ten, perché comunque sarebbe fortemente parziale, perché seppure in fiera, divisi nei vari giorni, eravamo in nove, non è stato certo possibile degustare tutti i vini. Quindi ci limitiamo a lasciarvi dieci segnalazioni di vini che ci hanno colpito, stupito, incuriosito. Vini che guardano al futuro, con nuovi progetti e – ancora – tanto entusiasmo, nonostante una situazione internazionale non rosea. Questo è stato, in sintesi, il nostro Vinitaly in dieci assaggi. Mentre nelle prossime settimane avremo modo di fare diversi approfondimenti. 
RF

Alexandra Erlacher mostra il Peter 1893 di Cantina Andriano

Alexandra Erlacher mostra il Peter 1893 di Cantina Andriano

Lagrein, Peter 1893 alle radici di Andriano
Novità in casa Andriano, con un vino che in realtà va alle radici della cantina cooperativa. Si chiama Peter 1893: è un Lagrein Riserva dedicato a Peter Pircher, uno dei fondatori e anche primo presidente della cooperativa nata proprio nel 1893. «Andriano ha fatto un la storia del Lagrein – spiega Alexandra Erlacher – ma in passato era visto come il vino da tavola, da tutti i giorni. Negli anni Ottanta si è puntato maggiormente alla qualità, con rese più basse e uno stile più importante. Peter 1893 nasce da vigne vecchie, attorno ai 250 metri di altitudine, con affinamento di botte grande e barriques». Seguendo la filosofia dell’enologo Rudi Kofler, il vino è nel contempo elegante e complesso. Da scoprire.
Raffaele Foglia

Il Kerner di Cembra - Cantina di Montagna

Il Kerner di Cembra - Cantina di Montagna

La luminosità del Kerner di Cembra
Tra i banchi d’assaggio affollati del Vinitaly, il Kerner di Cembra si distingue per una discrezione luminosa, quasi fosse un riflesso alpino catturato nel calice. Alla vista si offre con una tonalità paglierina viva, attraversata da bagliori verdi che anticipano un profilo olfattivo preciso: fiori di campo, accenni di frutta a polpa bianca, una traccia aromatica che resta sottile. L’assaggio rivela invece la sua vera natura: una freschezza tesa e continua, sostenuta da una struttura misurata e da una tessitura elegante che accompagna il sorso senza appesantirlo. Un equilibrio nitido, in cui la componente aromatica si integra con una sensazione gustativa più profonda. Ne emerge un vino verticale, in cui la sapidità, cifra distintiva dei suoli di montagna, allunga la persistenza e invita al sorso successivo. Di grande identità, non cerca effetti immediati, ma costruisce una relazione lenta con chi lo assaggia. È in questa misura, tra precisione tecnica e delicatezza espressiva, che il Kerner di Cembra trova la propria voce più autentica.
Stefania Oggioni

Marco Speri mostra il suo Ripasso della Valpolicella Secondo Marco

Marco Speri mostra il suo Ripasso della Valpolicella Secondo Marco

La Valpolicella Secondo Marco: non si sbaglia
Non è facile scegliere un solo vino tra i tanti assaggiati durante la kermesse veronese ma il Ripasso della Valpolicella di Secondo Marco è un vino che unisce eleganza, profondità e tradizione per eccellenza, nato dalla rifermentazione sulle vinacce dell’Amarone. Profumi di ciliegia matura, spezie e leggere note balsamiche. In bocca è armonico, con tannini morbidi e una freschezza che bilancia la struttura. È un rosso incredibilmente versatile, capace di accompagnare piatti ricchi ma anche di sorprendere nella sua bevibilità.
Salvo Ognibene

Ca' Fiui di Corte Sant'Alda

Ca' Fiui di Corte Sant'Alda

Ca’ Fiui, biglietto da visita di Marinella Camerani
C'è un nome speciale dietro questa bottiglia: Ca' Fiui è l'insediamento collinare noto fin dall'antichità, dove negli anni ’80, tra viti e ulivi, Marinella Camerani costruisce la sua cantina, Corte Sant’Alda e inizia a coltivare i 4 ettari di vigneto di famiglia a Mezzane di Sotto, tra le prime in zona a praticare la viticoltura biodinamica. Ca’ Fiui - uvaggio classico del Valpolicella - fermenta spontaneamente in tini di rovere con délestages e follature a mano. Regala un bellissimo naso di ciliegia, pepe nero, sottobosco appena accennato e un tannino piacevolissimo in bocca. Uno degli assaggi più sorprendenti del Vinitaly 2026.
Amelia De Francesco

Il direttore commerciale Marco Fasoli mostra il nuovo Rosso Verona IGP 2023 Lupo Nero di Cascina Montelupo

Il direttore commerciale Marco Fasoli mostra il nuovo Rosso Verona IGP 2023 Lupo Nero di Cascina Montelupo

Non bisogna avere paura del Lupo Nero
Cascina Montelupo è uno dei volti agricoli del progetto Tenute Agricole di Tinazzi a Sona, nel cuore del Custoza, dove vigneto, paesaggio e accoglienza diventano espressione di una visione contemporanea del territorio. Tra i vini si distingue il Rosso Verona IGP 2023 Lupo Nero, da uve Spigamonti, varietà poco nota e solo di recente ricondotta a un antico incrocio francese, apprezzata per l’intensità cromatica e la naturale resistenza alle malattie della vite, qualità oggi preziose per una viticoltura sostenibile. Reinterpretata con sensibilità attuale, dà vita a un rosso dinamico, succoso e immediato.
Fosca Tortorelli

Leonardo Bussoletti presenta Speco dedicato a San Francesco d'Assisi

Leonardo Bussoletti presenta Speco dedicato a San Francesco d'Assisi

San Francesco d’Assisi e il miracolo di Speco
Il vino richiama l’attenzione già vedendo l’etichetta e subito coinvolge la sfera emotiva, a prescindere dallo spirito religioso di ognuno di noi. Perché è un vino dedicato ad un miracolo: quello di San Francesco d’Assisi. Che nel 1213 trasformò dell’acqua in vino, momento di sollievo alla sua malattia. Miracolo di Speco, dal nome della grotta vicino Narni dove Francesco si ritirava in preghiera. In onore del Santo alcuni vignaioli umbri hanno deciso di onorare il Miracolo di Speco con un vino simbolico, per certi versi spirituale.
L’anteprima al Vinitaly, nello stand di Marco Caprai. Dove Leonardo Bussoletti ha presentato Speco, etichetta d’autore, l’immagine di San Francesco stilizzata con aureola d’oro e doverosa semplicità grafica, stilistica essenziale. Il vino è un Ciliegiolo in purezza, vinificato secondo rigorosi canoni umbri, per avere un rosso possente ma non opulento, rigoroso nella trama dei tannini, ritmato sulla gentilezza e altrettanta identità.
Nereo Pederzolli

Malcompare Pinot Nero Umbria IGT 2021 di Arnaldo Caprai

Malcompare Pinot Nero Umbria IGT 2021 di Arnaldo Caprai

Malcompare nel ricordo di Michel Rolland
Assaggiato al Vinitaly, nel ricordo di Michel Rolland, questo Pinot Nero esprime eleganza e profondità. Sfuggente e dinamico, si trasforma a ogni sorso rivelando nuove sfumature. Malcompare Pinot Nero Umbria IGT 2021 di Arnaldo Caprai nasce nel 2015 dalla collaborazione con il celebre enologo francese. Profumi floreali e fruttati si fondono a note speziate e richiami al legno dolce, mentre al palato è setoso, armonico e capace di evolvere nel tempo.
Leonardo Romanelli

Passito “Martignana” di Salvatore Murana

Passito “Martignana” di Salvatore Murana

Martignana, capolavoro di Salvatore Murana a Pantelleria
In un’isola soprannominata “Figlia del Vento” coltivare uva è un'impresa ciclopica. Poca la terra buona, strappata dall’uomo e regalata all’agricoltura. Rovente il calore del sole. Solo chi ama fino in fondo Pantelleria può produrre qui grandi vini in un luogo senza compromessi. Salvatore Murana mette nel suo Passito “Martignana” tutta la cultura pantesca. L’annata 2008 è un sorprendente mix di balsamicità, macchia mediterranea e sapidità. Un capolavoro che lo eleva fra le eccellenze mondiali. Da degustare possibilmente in solitudine o fuori dai classici abbinamenti dolci per poterlo pienamente apprezzare nella sua straordinaria unicità.
Maurizio Trezzi

Su'Luna, Bovale passito di Su'Entu, e a fianco il suo "cugino" Su'Luci

Su'Luna, Bovale passito di Su'Entu, e a fianco il suo "cugino" Su'Luci

Su’Luna, il Bovale che lascia ammaliati
La cantina Su’Entu negli ultimi anni sta facendo sicuramente grandi passi in avanti, riuscendo a trasformare l’energia della Sardegna in eleganza e profondità. L’azienda si trova in Marmilla, nella zona centro meridionale dell’isola: l’azienda di famiglia è guidata da Valeria e Roberta Pilloni. L’ultima novità si chiama Su’Luna: un progetto particolare, studiato insieme all’enologo Antonio Puddu, che ha voluto valorizzare il Bovale, trasformandolo in un passito dalla grande complessità aromatica, che passa dalla frutta matura, i fiori, le erbe aromatiche, le spezie dolci, mantenendo una spiccata freschezza e bevibilità. Nasce da terreni sabbiosi, a circa 300 metri di altitudine, con appassimento in pianta. Dopo la raccolta, le uve vengono lasciate macerare in tonneaux da 500 ettolitri e pigiate dopo circa 15 giorni. Poi resta 8 mesi in acciaio per completare il suo prezioso viaggio in bottiglia.
RF

Lionel Reyser e il suo “L’Insolent”

Lionel Reyser e il suo “L’Insolent”

L’Insolent alsaziano che conquista anche Verona
Il mondo a Vinitaly, che si scambia esperienze, passione, voglia di conoscersi più forte dei confini: un incontro fiammante quello con l’alsaziana Hubert Reyser nello stand internazionale di Ca’ di Rajo Group.  Accanto ai Crémant, si fa strada un Pinot Noir ribattezzato “L’Insolent”, che accoglie con note di frutti di bosco e di quercia, unendo poi potenza ed eleganza. Col suo vino Lionel Reyser – studi biologici e ambientali alle spalle - ci trasmette l’amore per la natura impresso nel lavoro quotidiano: «Ho due figli, voglio lasciar loro qualcosa che sia vivo per il loro futuro!».
Marilena Lualdi


In cantina

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è il gruppo di giornalisti e collaboratori che racconta per Identità Golose le storie dal mondo del vino (e che realizza ogni mese l'omonima newsletter)

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