Oltre 80 giornalisti, 12 tour operator, 56 aziende vitivinicole e cinque giornate di degustazioni, talk, enotour e approfondimenti: la XXII edizione di Sicilia en Primeur conferma il suo ruolo di osservatorio privilegiato sul vino siciliano contemporaneo. L’evento, ideato da Assovini Sicilia, si è aperto a Palermo l’11 maggio 2026 con il convegno dedicato all’enoturismo e si è chiuso il 16 maggio con la degustazione solidale aperta al pubblico.
Il claim di quest’anno, “Taste the Island. Live the Story”, sintetizza l’evoluzione della manifestazione: il vino non è più solo prodotto, ma esperienza culturale immersiva che attraversa territori, paesaggi, arte e comunità.

Il servizio dei vini: presentate 1.000 etichette da 400 produttori
Le anteprime en primeur: una Sicilia del vino sempre più identitaria
Cuore dell’evento è stata la presentazione di oltre 1.000 etichette di 400 selezionati per la degustazione tecnica con un focus sulle annate
en primeur 2024 e 2025 che raccontano una Sicilia di equilibrio e contemporaneità. Il report vendemmiale ha evidenziato un’annata (l’ultima, 2025) definita «di fiducia e qualità ritrovata», dopo una 2024 caratterizzata da una siccità severa che ha messo a dura prova la tenuta del comparto, con un ritorno a condizioni agronomiche più regolari e una sanità delle uve molto elevata. I vini bianchi si distinguono per freschezza, nitidezza aromatica e grande bevibilità, mentre i rossi mostrano meno struttura rispetto al passato e poi colore e precisione espressiva.

Soddisfacenti i vini di Baglio di Pianetto
Particolarmente significativi i risultati nei diversi areali e tra i vitigni protagonisti emergono
Catarratto,
Frappato ed ovviamente l’Etna con il
Carricante, vini che confermano la capacità della Sicilia di esprimere una gamma stilistica ampia: dai vini più strutturati alle interpretazioni più fresche e territoriali, fino ad altri di grande tensione e complessità aromatica.
In particolare, tra i circa 400 vini assaggiati che ci sono piaciuti, segnaliamo i Catarratto Vigna Casalj 2025 di Tenute Rapitalà, Lalbìra 2025 di Mandrarossa, Catalù 2025 di Caruso & Minini e Shiarà Riserva 2023 di Castellucci Miano. Tra i Grillo Firma del Tempo 2023 di Cantine Fina, Feudo Stagnone 2023 di Cantine Birgi, Principe G 2023 dell’azienda Dei Principi di Spadafora, Vignolo Bianco 2025 di Vinding Montecarrubo. Tra i Frappato Laetitya di Casa Grazia, Colori di Siclia 2025 di Feudi del Pisciotto, Frappato 2025 di Feudo Arancio, Arianna Occhipinti con Il Frappato 2024, Frappato 2025 di Planeta, Dumè, Frappato 2025 di Gorghi Tondi, Il Frappato 2025 di Valle dell’Acate e Disiato 2025 di Tenute Navarra.

Antonino Oddo di Giovinco
Interessante anche l’evoluzione della spumantistica siciliana con
Brugnano Pas Dosè 2020,
Feudo Disisa con il nuovo spumante rosè da Nero d’Avola,
Gudensius Pas Dosè di
Firriato, Extra brut Affinamento Esteso 2020 di
Giovinco e
Sosta Tre Santi Etna Brut 'Sessantanesi' di
Cantine Nicosia. Tra gli
Etna Bianco,
Baglio di Pianetto si lascia apprezzare con
Contrada Arcuria 2024,
Benanti con il nuovo
Monte Serra 2024,
Alberelli di Giodo Carricante 2024,
Alta Mora Arrigo 2023 di
Cusumano,
Frontemare 2024 di
Maugeri e
Vico 2021 di
Tenute Bosco.
Tra gli outsider il Cerasuolo di Vittoria Floramundi 2024 di Donnafugata, Nero d’Avola Lagnusa 2024 di Feudo Montoni e Iusugnu 2025 di Zisola, ottimi sempre i rossi da Nerello Mascalese di Girolamo Russo qui con San Lorenzo 2024 e Tasca d’Almerita con Contrada Sciaranuova VV 2020.

La degustazione dedicata alla stampa
Enoturismo: il nuovo asse strategico del vino siciliano
Uno dei temi centrali dell’edizione 2026 è stato l’enoturismo, sempre più integrato nella strategia produttiva regionale. Il convegno di apertura ha tracciato una via chiara, sempre più enoturismo e sempre più un’isola che accoglie. Durante l’evento sono stati organizzati 12 enotour che hanno portato giornalisti e operatori alla scoperta delle diverse anime del vino siciliano, dall’Etna alle isole, passando per le colline interne e le coste del sud. Per la prima volta, 12 tour operator internazionali hanno partecipato al viaggio, segnando un passaggio chiave verso la strutturazione di un vero sistema turistico del vino.
La crescita del turismo del vino si inserisce in una traiettoria più ampia: la Sicilia si conferma tra le principali destinazioni enogastronomiche italiane, seconda solo alla Toscana. L’enoturismo diventa così una leva strategica per lo sviluppo regionale, capace di unire economia, cultura e identità. Con l’edizione 2026, Sicilia en Primeur conferma il suo ruolo di piattaforma internazionale dove il vino siciliano si racconta non solo attraverso i calici, ma attraverso territori, persone e visioni condivise del futuro.