Il ristorante Pellico 3 del Park Hyatt di Milano, con le creazioni gastronomiche dello chef Guido Paternollo, ha ospitato una singolare degustazione dei vini del vulcano di Palmento Costanzo.
Valeria Agosti e la figlia Serena Costanzo hanno condotto una masterclass alla scoperta, o meglio riscoperta, del progetto più significativo della loro cantina: la collezione DI SEI nelle versioni di Etna Bianco, Rosso e Rosato che testimoniano una vera evoluzione di Palmento Costanzo.

La degustazione tecnica della collezione DI SEI
«È il 2011 l’anno in cui - chiosa
Valeria - con mio marito
Mimmo decidemmo di iniziare questa avventura del tutto inaspettata. Nel 2010 abbiamo acquistato a Contrada Santo Spirito cinque ettari di vigneti. In seguito, ripristinato l'antico palmento in disuso, è partita la prima vendemmia di Nerello Mascalese. Io avevo sempre fatto la “mamma” e per me era una sfida enorme che ho accolto con pazienza e, forse, con un briciolo di incoscienza. Capimmo subito di doverci affidare a professionisti del territorio per creare il miglior progetto enoico».
Il nome di questa collezione di vini non è un semplice esercizio di fantasia: Sei riguarda, infatti, la posizione occupata dall’Etna nella mappa scientifica dei vulcani più attivi del pianeta.
L’inizio è segnato dal Nerello Mascalese, poi il Bianco di Sei con il Carricante, per concludere con la versione Rosa di Sei sempre da Nerello Mascalese.

Serena Costanzo, enologa e seconda generazione dell'azienda Palmento Costanzo, Guido Paternollo, chef del ristorante Pellico 3 al Park Hyatt, Milano, e Valeria Agosta, fondatrice con suo marito Mimmo di Palmento Costanzo
Un bilancio che oggi vanta la presenza in azienda di
Serena, enologa vulcanica e desiderosa di apprendere quanto più possibile nel settore, per trasferirlo nella sua realtà etnea con tenacia e molto garbo. Prosegue il lavoro impostato dai genitori e analizza ancora di più suoli, parcelle e prospettive future. Studi di enologia in Piemonte, stage alla corte dei francesi leggendari e poi rientro sull’ Etna.
Contrada Santo Spirito si trova nel versante nord dell’Etna: i vigneti sono distesi in terrazzamenti tra i 600 e gli 800 metri sul livello del mare. Qui le escursioni termiche sono davvero forti e la stratificazione dei suoli si ritrova nei vini, specie nelle versioni rosse, dove complessità, eleganza e longevità li caratterizzano con uno stile che potremmo definire Palmento Costanzo.
Proprio le annate 2019, 2020 e 2021 sono state scelte per una verticale bianco-rossista, dove ogni calice ha espresso, o sta esprimendo, un momento di racconto di quel terroir che si evidenzia con freschezza, verticalità, rotondità e finezza in continua evoluzione. Vini giovani? Forse i bianchi più dei rossi.

Risotto alla zucca, gamberi rossi, Parmigiano Reggiano 18 mesi e tartufo nero di Guido Paternollo e Rosa di Sei 2024
Certamente le creazioni gastronomiche di
Paternollo hanno permesso di certificarne la versatilità e compattezza. Uno su tutti il
Risotto alla zucca, gamberi rossi, Parmigiano Reggiano 18 mesi e tartufo nero, abbinato magistralmente al
Rosa di Sei 2024: sfumature iodate bilanciate alle note floreali e fruttate di un rosato da Nerello Mascalese luminoso.