07-03-2026

I numeri e gli assaggi parlano chiaro: il Vino Nobile è in splendida forma

Anteprima Toscana: è sempre più radioso il futuro del Vino Nobile di Montepulciano, motore di cultura, ricerca ma anche ospitalità, in linea con il turismo contemporaneo. E intanto il Pieve ridefinisce la gerarchia qualitativa del territorio

Assaggi all'Anteprima del Vino Nobile di Monte

Assaggi all'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano

L’Anteprima del Vino Nobile è giunta alla sua trentaduesima edizione, quest’anno con 57 banchi d’assaggio. Un colpo d’occhio che racconta meglio di qualsiasi slogan lo stato di salute della denominazione. Nel calice, le annate che arriveranno sul mercato nel 2026, quindi, il Vino Nobile di Montepulciano 2023, la Riserva 2022, e soprattutto la novità che sta catalizzando l’attenzione internazionale: il Vino Nobile di Montepulciano Pieve, già disponibile da qualche mese e destinato a ridefinire la gerarchia qualitativa del territorio.

 

UN DISTRETTO CHE HA IMPARATO A REINVENTARSI
La prima giornata, riservata alla stampa, non è stata soltanto degustazione, ma anche analisi. Lo studio presentato da Santa Chiara Lab, centro per l’innovazione interdisciplinare dell’Università di Siena, in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, ha messo a fuoco un dato chiave: Montepulciano non è solo un’area viticola, è un laboratorio di multifunzionalità. Qui l’80% delle aziende è guidato direttamente dal titolare e l’84% ha una gestione familiare. Una struttura che garantisce continuità, ma che non si è chiusa nella tradizione. Al contrario, ha scelto di diversificare.

Il logo del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

Il logo del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano


Oggi ospitalità, degustazioni e vendita diretta non sono attività collaterali: in alcuni casi arrivano a generare fino all’80-90% del fatturato. È il modello del vino come fulcro, attorno al quale ruotano esperienza, cultura, relazione. L’agriturismo è presente nel 75% delle aziende, le degustazioni nel 50%, la ristorazione nel 35%. Anche le realtà più piccole riescono così a superare i limiti dimensionali puntando su servizi ad alto valore aggiunto, perfettamente in linea con il turismo contemporaneo.

Se c’è una parola che ricorre con insistenza è credibilità. Il territorio del Vino Nobile di Montepulciano è stato il primo in Italia a ottenere la certificazione di sostenibilità territoriale Equalitas, e oltre il 60% delle aziende è biologico. La sostenibilità, qui, non è solo ambientale: è anche economica e culturale. Serve formazione, servono nuove competenze. Non a caso le imprese stanno investendo in figure professionali dedicate all’ospitalità (61%), al marketing (28%) e alla gestione tecnica (22%). Il vignaiolo del futuro, a Montepulciano, parla più lingue: quella della terra e quella del mercato.

 

IL “PIEVE” ALLA CONQUISTA DELL’AMERICA

Vino Nobile di Montepulciano

Vino Nobile di Montepulciano

Sul fronte internazionale, i riflettori sono puntati sul Vino Nobile di Montepulciano Pieve. L’indagine condotta da Nomisma negli Stati Uniti racconta un’accoglienza più che promettente. Per ristoratori, enotecari e distributori americani, le parole chiave sono chiare: qualità, eleganza, identità toscana, longevità, storia. Quasi il 90% degli operatori intervistati ha già inserito o prevede di inserire il Pieve nella propria carta dei vini. E l’aspettativa è quella di un posizionamento alto di gamma, coerente con l’identità del progetto. Tra i punti di forza emergono l’identità delle singole Pievi, la forte radice territoriale e l’esperienza gustativa distintiva. Non un semplice nuovo vino, ma un racconto più dettagliato del territorio.

 

I NUMERI DI UN MERCATO SOLIDO

L'Anteprima

L'Anteprima

Il 2025 si è chiuso con un segno positivo in valore. L’export rappresenta il 64,5% delle vendite complessive, mentre il mercato italiano assorbe il 35,5%. La vendita diretta continua a crescere e ha ormai superato il 40% delle vendite del mercato interno. In Italia il cuore commerciale resta il Centro (65%), con la Toscana che da sola vale il 45%. All’estero la distribuzione è equilibrata tra Europa ed extra UE. La Germania si conferma primo mercato (36% dell’export), seguita dagli Stati Uniti (27,5%), stabili nonostante le tensioni sui dazi. Il Canada prosegue la sua crescita e raggiunge il 5%. Colpisce un dato: il Vino Nobile biologico rappresenta circa la metà delle vendite in Italia e oltre il 55% sui mercati internazionali. Una percentuale che racconta un’identità ormai consolidata.

 

VENDEMMIA 2025: EQUILIBRIO E QUALITÀ
Dal punto di vista climatico, il 2025 è stato un anno di contrasti. Inverno mite e piovoso, con riserve idriche ricostituite. Giugno tra i più caldi degli ultimi vent’anni, seguito da un’estate variabile, con piogge abbondanti ad agosto che hanno evitato stress idrico e preservato la sanità delle uve. Il germogliamento è avvenuto regolarmente ad aprile, la fioritura è stata omogenea e l’allegagione soddisfacente, seppur con fertilità leggermente inferiore al 2024. La maturazione si è svolta in modo lineare, garantendo ottima qualità aromatica e tecnologica. Bassa la pressione di patogeni. La vendemmia, concentrata nell’ultima decade di settembre, ha consegnato quantità nella media e prospettive qualitative molto interessanti.

 

I NOSTRI ASSAGGI

Vino Nobile di Montepulciano

Vino Nobile di Montepulciano


Boscarelli, Vino Nobile di Montepulciano Pieve Cervognano Costa Grande 2022
Un’etichetta già rodata che accoglie con naturalezza il passaggio alla menzione Pieve. Il profilo olfattivo appare composto e ancora leggermente contratto, mentre la struttura si apre progressivamente mostrando una tessitura tannica fine, equilibrio gustativo e una sapidità che lascia intuire una solida capacità evolutiva.

Poliziano, VNM Pieve Caggiole 2022
Vivace fin dall’impatto visivo, esprime una maturità di frutto rosso intensa, quasi confit, arricchita da sfumature terrose e accenti balsamici. Il tannino, setoso e ben integrato, accompagna una beva già armoniosa e piacevole.

Vino Nobile di Montepulciano 2023 – Le Berne
Rosso rubino brillante e cristallino. All’olfatto emergono viole e ciliegia matura, affiancate da piccoli frutti di bosco che ne esaltano freschezza e immediatezza espressiva. Il palato è succoso e avvolgente, con una struttura morbida ed elegante sorretta da tannini ben rifiniti. Il sorso è fluido e armonico, con una chiusura calda, generosa e appagante.

Avignonesi
Porpora intenso e luminoso. Il naso si presenta più introverso e profondo, giocato su ciliegia scura, accenni speziati e delicate note di tè profumato che ne sottolineano la finezza. In bocca mostra tensione e succosità, sostenute da una viva spinta acida che ne definisce la struttura. Finale nitido, caldo e coerente, di elegante compostezza.

Il Molinaccio di Montepulciano – La Spinosa
Rubino vivo e trasparente. Il bouquet è nitido e fresco, con sentori di mentuccia, mirtillo, ciliegia croccante e un leggero tocco di ginepro. Al palato risulta dinamico e vibrante, caldo ma ben bilanciato, con un sorso scorrevole e preciso. La chiusura si allunga con intensità e avvolgenza, mantenendo equilibrio ed eleganza.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Leonardo Romanelli

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Leonardo Romanelli

Fiorentino, classe 1963, è un gastronomo, sommelier, cuoco, giornalista, commediografo, scrittore, autore e conduttore radiotelevisivo italiano

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