Il 1924 è l’anno di fondazione della Casa d’aste Pandolfini a Firenze, la più antica in Italia, con sedi anche a Milano e Roma. Innovativa, ma al contempo lungimirante, Pandolfini ha ampliato negli anni i suoi dipartimenti, spaziando dall’antiquariato ai gioielli, dai quadri ai mobili, fino ai vini pregiati.
Proprio il 9 aprile, a Firenze, con il CEO di Château d’Yquem, Lorenzo Pasquini, accompagnato dal primo Master of Wine italiano, Gabriele Gorelli, si è tenuta una masterclass del vino leggendario di Sauternes a Palazzo Ramirez Montalvo, edificio storico nel cuore della città fiorentina.

Da sinistra Charly Troilo, Business Development Manager at Mestrezat Grands Crus, Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano, Lorenzo Pasquini, CEO di Château d’Yquem e Alessandro Sarzi, socio dirigente e responsabile commerciale di Sarzi Amadè, négociant dello Château
Una verticale dell’unico
Premier Cru Supérieur nelle annate 2023, 2016, 2006, 1996, 1986 e un assaggio inedito dell’unico vino secco prodotto a Yquem,
Y 2023. Un’occasione unica per i clienti
Pandolfini e i privilegiati invitati a questa masterclass, dove proprio il dialogo tra
Pasquini e
Gorelli ha condotto tutti i partecipanti in un viaggio nel tempo, nella storia e nei vini di questa leggenda che vanta il 1593 come anno di fondazione.
L’anteprima nazionale del millesimo 2023 ha sedotto l’intera platea e confermato la maestosità dell’annata, ma anche la straordinaria trilogia degli ultimi
Yquem, la 2021 e la 2022. Siamo di fronte a un capolavoro enologico di rara emozione, per noi di
Identità già descritto nel nostro articolo (puoi leggerlo
qui).
Yquem 2016 si fonda su precisione e armonia, grande equilibrio e persistenza, pilastri dello Château;
Yquem 2006 cattura per il colore ambrato e un naso generoso di aromi speziati, dalla cannella alla noce moscata, con una sfumatura di zenzero e molti agrumi canditi. Fresco, con un finale amaro che colpisce per finezza assoluta;
Yquem 1996 ci permette di comprendere un millesimo didattico, con evoluzione in note di zafferano e arancia matura, ben integrate con cenni di miele. Finale lungo e salino, per un’eleganza perpetua;

Yquem 1986, equilibrio disarmante nel tempo
Yquem 1986 è una vera esplosione al naso e al palato di agrumi canditi, mandarino, marmellata d’arancia, con una bella evoluzione verso un ricordo di
tarte Tatin e accenni di zafferano. Sorso ampio, equilibrio disarmante;
Y 2023 è un altro paradigma che conferma un vino bianco secco con timbro “sauternese”, anzi con un chiaro stile Yquem: Sauvignon Blanc e Sémillon in parti uguali. Le note di limone e frutta gialla al naso si ritrovano al palato, con un sentore floreale elegante.
Un percorso scandito dagli interventi di Pasquini, Gorelli e un contributo dei négociant dello Château, Mestrezat e Sarzi Amadè, con un pranzo finale a cura dell’Enoteca Pinchiorri, scandito dalle creazioni dello chef Riccardo Monco abbinate al millesimo 2023.
Interessante sottolineare che le giornate d’asta hanno portato a un risultato di 1,1 milioni per la prima asta 2026 dedicata al vino da collezione di Pandolfini, pari al 170% delle stime iniziali.
Alcuni lotti unici, sia per rarità sia per conservazione, hanno inaugurato la prima sessione di vendita, tra cui Yquem del 1937, battuto a € 16.790, e Yquem del 1920, venduto per € 12.848. Gli esiti dell’asta sono da evidenziare con i top lot: una bottiglia di Montrachet Domaine Leflaive 2005, venduta per € 16.120; una bottiglia di Ermitage Cuvée Cathelin Domaine Jean-Louis Chave 2009, venduta per € 7.440; una di Corton-Charlemagne Domaine J.-F. Coche-Dury 2010, battuta per € 6.200; e il Groupe Duclot Bordeaux Prestige Collection 2020, aggiudicato per € 7.688. Molto bene anche il secondo giorno, aperto dalla vendita dedicata alla Francia. In questa sessione, costellata da importanti aggiudicazioni per quasi € 400.000, e la sessione dedicata all’Italia, con un totale di € 228.036. Tra i risultati degni di nota, una magnum di Barolo Monfortino Riserva Giacomo Conterno 2010, battuta per € 3.224; 12 bottiglie di Sassicaia Tenuta San Guido 2016, vendute per € 3.720; e una bottiglia da 6 litri di Masseto 2017, aggiudicata a € 7.688.
Come sottolinea Lorenzo Pasquini, CEO di Château d’Yquem:
«Sono impressionato dalla preziosa organizzazione della squadra Pandolfini, davvero impeccabile, per la creazione e realizzazione di questo evento. La sede fiorentina è un luogo meraviglioso e siamo onorati di essere stati accolti per questa occasione. Il pranzo e gli abbinamenti, a cura dell’Enoteca Pinchiorri, con Alessandro Tomberli e Riccardo Monco, ci hanno offerto un’esperienza culinaria di rara emozione, perfettamente in sintonia con la magia di Yquem. Bere una vecchia annata di Yquem è il modo più elegante di viaggiare nel tempo».