16-05-2026

Il nuovo corso di Pinino. E il Rosso di Montalcino è un bel biglietto da visita

L’azienda è stata acquistata nel luglio del 2024 dalla famiglia Ferragamo del Borro, che ha subito avviato gli investimenti. «Abbiamo vigne con un grandissimo potenziale»

Pinino è un'azienda storica di Montalcino, na

Pinino è un'azienda storica di Montalcino, nata nel 1874. Ora il nuovo corso con il cambio di proprietà alla famiglia che fa capo a Ferruccio Ferragamo, già proprietario del Borro

Il Rosso di Montalcino 2024 è un vino che, per Pinino, si trasforma in una sorta di pietra miliare: si tratta, infatti, del primo prodotto realizzato dalla nuova proprietà della famiglia di Ferruccio Ferragamo, che si affianca così alla consolidata realtà del Borro.

L’azienda Pinino, 21 ettari di terreno dei quali oltre 16 a vigna, è stata acquistata dopo una lunga trattativa nel luglio 2024. «Ci troviamo nella parte nord di Montalcino – spiega Salvatore Ferragamo – È una zona dalla grandissima potenzialità, è la zona un po’ più fresca con dei terreni che ci possono conferire anche una ottima complessità. Crediamo che sia tutto molto positivo».

Salvatore Ferragamo con il Rosso di Montalcino e il Brunello di Pinino

Salvatore Ferragamo con il Rosso di Montalcino e il Brunello di Pinino

E per fare questo si è puntato anche su investimenti. «Chiaramente quando uno arriva in azienda si deve orientare, rendersi conto di quello che c’è e di cosa modificare – sottolinea ancora Salvatore Ferragamo – Noi abbiamo iniziato reinventando il packaging. Abbiamo comunque valorizzato il nome Pinino, che è quello dell’azienda fin dalla sua nascita nel 1874, una delle più antiche di Montalcino: deriva da questa fila di piccoli pini nani che si notano arrivando in azienda. Inoltre lo abbiamo enfatizzato con questa idea della pigna, che ha anche un significato di porta fortuna. Così rende la bottiglia di facile riconoscimento, l’impatto visivo è fondamentale».

Un'immagine dei vigneti, che si trovano nella zona nord di Montalcino

Un'immagine dei vigneti, che si trovano nella zona nord di Montalcino

I cambiamenti sono passati poi nella parte tecnica. «Abbiamo cambiato tutti i tappi, passando a una chiusura molto particolare che è Amorim NDTech, che in questo momento è forse il massimo della qualità. Inoltre dallo scorso ottobre abbiamo rinnovato un terzo del parco legni».

Sull’aspetto agronomico, invece, Salvatore Ferragamo è chiaro: i vigneti sono il fiore all’occhiello. «La gestione del vigneto era stata fatta con grande cura e attenzione – sottolinea – Quindi noi abbiamo fatto pochi interventi: ci sono delle fallanze che dovremmo rimpiazzare e risistemare, ma la verità è che i vigneti sono nel pieno della loro produzione, ed è molto positivo per noi».

Il Rosso di Montalcino 2024 di Pinino

Il Rosso di Montalcino 2024 di Pinino

Il Rosso di Montalcino 2024, Sangiovese in purezza, è quindi il primo vino che rappresenta pienamente la nuova proprietà: 7 mesi di affinamento in legno, con botti da 30 ettolitri. Un biglietto da visita molto interessante, dove note di grande freschezza al naso si rincorrono in un sorso beverino, piacevole, ma anche abbastanza lungo e teso.

Interessante anche il Brunello di Montalcino 2021. «In questo caso avevamo già i vini in cantina, noi potevamo fare poco, se non rivedere i tagli e massimizzare il risultato». Il risultato è comunque piacevole, con un naso dalla buona complessità e una buona profondità al sorso. Il futuro, però, sembra sorridere a Pinino.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Raffaele Foglia

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Raffaele Foglia

giornalista de La Provincia di Como, sommelier e appassionato di birra artigianale. Crede che ogni bicchiere di vino possa contenere una storia da raccontare. Fa parte della redazione vino di Identità Golose

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