20-05-2026

L'Emilia-Romagna dei vini: «Siamo contemporanei. E ce n'è per tutti i gusti»

Davide Frascari, presidente dell'Enoteca Regionale, fa il punto della situazione dopo il Vinitaly: «Non solo Usa, esploriamo altri mercati, come Giappone, Messico e Africa»

La grande varietà dei vini dell'Emilia-Romagn

La grande varietà dei vini dell'Emilia-Romagna: la mappa

«I vini dell’Emilia Romagna sono contemporanei, versatili, a bassa gradazione e rispondono alle esigenze di tutti i consumatori».

Quella del presidente dell’Enoteca Regionale dell’Emilia–Romagna, Davide Frascari, è una visione ottimista: i momenti di difficoltà si possono superare solo se si lavora bene. E l’Emilia–Romagna ha tutte le carte in regola.

Diversità di vitigni e di vinificazioni

Diversità di vitigni e di vinificazioni

«Noi abbiamo la fortuna di essere la regione con la maggiore biodiversità, anche nel sistema vino, perché comunque in Emilia–Romagna troviamo uva a bacca bianca, a bacca rossa, metodi classici, vini frizzanti, passiti… Diciamo che c'è una versatilità enorme nell’offerta e questo accontenta un po' le esigenze di tutti i gusti dei consumatori».

«La nostra forza – sottolinea Frascari – credo che sia nel fatto che la maggior parte dei prodotti vitivinicoli sono vini tendenzialmente low alcol, quindi prodotti che hanno una gradazione alcolica leggermente inferiore alla media. Precisiamo: low alcol naturale, dato dall’uva, senza procedimenti di dealcolazione».

Il presidente dell'Enoteca Regionale dell'Emilia-Romagna Davide Frascari

Il presidente dell'Enoteca Regionale dell'Emilia-Romagna Davide Frascari

Questo rappresenta un vantaggio rispetto ad altre zone vitivincole. «Le nostre uve hanno un grado zuccherino leggermente più basso rispetto alla media nazionale, quindi questo consente di ottenere dei vini in modo naturale con una gradazione alcolica più bassa. Il fatto di essere la regione con il più alto numero di biodiversità ci consente una gamma variegata di prodotti che è in grado di soddisfare diverse esigenze e anche di abbinarli più facilmente a tutte le esigenze dell'agro alimentare».

Il vino dell’Emilia–Romagna, però, deve essere visto come uno dei componenti dell’intero comparto. «Oltre al vino, ci sono grandissime eccellenze, come il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma, i salumi, la piadina, i formaggi… Anche al Vinitaly abbiamo intrecciato questo discorso, al quale si aggiunge il fattore turismo, per un quadro complessivo».

Alcuni vigneti della regione

Alcuni vigneti della regione

In sostanza si deve andare avanti insieme e non a compartimenti stagni. «L’invito – continua il presidente – è quindi non solo di assaggiare i vini, ma venire in Emilia–Romagna e visitarla».

Da un punto di vista vitivinicolo, la regione conta di oltre 52mila ettari di superficie vitata, di cui il 30% a Trebbiano. «Abbiamo oltre 14.000 imprese vinicole e il 30 % del vino in Emilia-Romagna è un prodotto sostenibile – sostiene Frascari – I vigneti a certificazione biologica e a certificazione Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) relativo appunto alla lotta integrata, rappresentano circa il 30% e questa è una percentuale più alta della media nazionale».

La presenza al Vinitaly

La presenza al Vinitaly

Ma c’è anche un’importante questione legata all’aumento della qualità media del prodotti: «Nell’area proprio del Lambusco – spiega il presidente – c'è stato un passaggio importantissimo, da agosto 2025 è entrata in vigore la fascetta di stato sull’Igt Emilia. Dopo otto mesi dalla sua applicazione abbiamo un più 54% dell'imbottigliamento della denominazione Emilia Igt, che non corrisponde all’aumento di consumo, ma alla scelta forte dei produttori di andare incontro al consumatore, garantendo una maggiore tranquillità sulla provenienza del prodotto. Il Lambrusco, tuttora, è uno dei vini più contraffatti al mondo».

E nel mondo vanno più della metà delle bottiglie di vino prodotto nella regione. «Oggi il vino delle Emilia–Romagna è leggermente sotto il 50% il consumo interno, nel 2025 il valore in export del vino dell’Emilia–Romagna è stato di 433 milioni di euro, con un’inflessione del 7% rispetto all'anno precedente legato al calo dei consumi e purtroppo alle tensioni internazionali, oltre che ai dazi».

Una degustazione di vini dell'Emilia-Romagna

Una degustazione di vini dell'Emilia-Romagna

Gli Stati Uniti restano comunque il mercato più importante, ma si guarda anche altrove. «Siamo in crescita in Giappone, un mercato molto sensibile alla qualità del prodotto – conclude Frascari – Il Messico, soprattutto per alcuni vini tipo il Lambrusco, ha dei segnali in incremento a due cifre. Il mondo è grande: anche l'Africa, che fino a qualche anno fa parlando con i vecchi produttori loro si mettevano a ridere, oggi rappresenta una piazza in espansione. La nostra mission è proprio quella di andare a esplorare i potenziali mercati e cercare i nuovi consumatori nel mondo».


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Raffaele Foglia

di

Raffaele Foglia

giornalista de La Provincia di Como, sommelier e appassionato di birra artigianale. Crede che ogni bicchiere di vino possa contenere una storia da raccontare. Fa parte della redazione vino di Identità Golose

Consulta tutti gli articoli dell'autore