La cucina di Davide Oldani, con il menù “Radici”, ha arricchito la degustazione, in anteprima, delle nuove etichette di Petra con il progetto Montebamboli. Vittorio Moretti, grande imprenditore franciacortino, oltre 25 anni fa riconobbe in questo luogo, immerso nel Parco naturale dei Montioni, sulla Costa Toscana, una serie di singolarità.
Le vigne furono acquistate e piantate nel 2005, in seguito a una visione che, lentamente, ha permesso a Petra di esprimere un progetto chiaro grazie al supporto del consigliere delegato Andrea Lonardi, Master of Wine, un uomo che ha prestato professionalità e sapere: «Devo portare in azienda visione, scelta e la riscoperta del piacere di imparare. Con Montebamboli abbiamo la possibilità di interpretare una Costa diversa, legata non a un modello predefinito ma alle condizioni dei vigneti in quota».
A 400 metri di altitudine sul livello del mare, questa porzione di costa conferma condizioni ideali per una maturazione più lenta delle uve: luce netta, clima fresco, regolarmente piovoso e temperature più miti. Dai dati aziendali di Petra emerge che, nel triennio 2022–2024, a Montebamboli ha piovuto circa il 50% in meno rispetto alla cantina di Suvereto. «Ci siamo domandati cosa sia successo in questi 25 anni – spiega Lonardi – e con Massimo Tuzzi, ceo del Gruppo, nelle ultime 3 stagioni abbiamo studiato, razionalizzato e presentato un primo risultato con questi tre vini».
Le vigne sono immerse nella macchia mediterranea: il suolo è di terre acide, ricche di scheletro e di minerali ferrosi, con ghiaie da disfacimento di arenarie, argille e flysch calcarei a palombini. Petra resta il quartier generale di vinificazione, pur mantenendo in quota l’anima di questo progetto.

Prima di entrare nella specificità delle tre referenze è interessante riportare le parole di Lonardi al pranzo di Cornaredo: «Venticinque anni fa, durante l’evento VinoVip Cortina,
Alessandro Torcoli coinvolse degli imprenditori italiani a guardare alla costa toscana per capire come poter far evolvere il mito di Sassicaia. Essere figli di questo vino è un valore importante. Era l’epoca in cui prendeva forma l’immaginario dei Supertuscan. Da qui nacque la visione di Vittorio Moretti che, con velocità e intuito, ha creato Petra».
I vini sono frutto della vendemmia 2024 per Grenache e Cabernet Franc mentre il Vermentino debutta con il millesimo 2025. Il
Grenache è uno storico vitigno della Costa che cambia nome a seconda del luogo: Alica sulla Costa Toscana, Cannonau in Sardegna, Grenache nel sud delle Francia e Garnacha da Perpignan fino al Priorat. La vinificazione è condotta in tank aperti con un 20-30% di grappolo intero, a seconda dell’annata. La macerazione di 20 giorni segue un modello di estrazione soffice (ridotti rimontaggi) e una temperatura di fermentazione compresa tra i 20-25°C, al fine di esaltare la componente di frutta rossa e le note dolci speziature tipiche del vitigno. L’affinamento avviene solo in cemento per 6/9 mesi, seguiti da altri 6 in bottiglia.
Il
Vermentino nasce da una selezione di grappoli verdi pressati dopo una notte a bassa temperatura, fermentati in legno nuovo, con note iodate e oleose in evoluzione - sarà interessante monitorarle col passare del tempo.
Il
Cabernet Franc è un vino mediterraneo che colpisce per il profilo succoso, l’intensità e l’energia. Sentori di ribes e fragoline di bosco, sfumati al tocco pepato, sfociano in delicate note ematiche e balsamicità. Il tannino c’è ma il sorso è fresco e armonico. Una fittezza in bocca che sorprende e siamo certi potrà elevarsi.