Tappa all'Aria Restaurant: la nostra visita al nuovo "salotto gastronomico" di Napoli

Lo chef Paolo Barrale guida una squadra affiatata. A meno di un anno dalla sua apertura, il locale è già stella Michelin. Tra sacro e profano, vi raccontiamo perché

22-12-2021
a cura di Nadia Taglialatela
Lo chef Paolo Barrale nelle cucina del nuovo Aria

Lo chef Paolo Barrale nelle cucina del nuovo Aria Restaurant, a Napoli

Aria Restaurant è il nuovo progetto firmato dal Gruppo J.Co, lo stesso del J Contemporary Restaurant di Portici, Napoli e Sorrento (format che punta su mixology e cucina giapponese in chiave rinnovata). Nel 2021 parte la scommessa di fare alta cucina nel cuore di Napoli. A meno di un anno dalla sua apertura, Aria ha già ricevuto la stella Michelin. Così siamo andati a toccare con mano. Un concetto gastronomico del tutto inedito, chef Paolo Barrale sforna irriverenza e s’improvvisa funambolo tra sacro e profano. La sua cucina diverte, incuriosisce. Emoziona e sa essere concreta. Due sale, illuminate con sapienza dove serve guardare, quindi nei piatti, oltre a un terzo ambiente privato con tavolo conviviale.

La sala

La sala

Paolo Barrale

Paolo Barrale

Siamo in via Loggia Dei Pisani, si sente battere il cuore di Napoli, eppure Aria Restaurant mette tutto in stand by. Colore, rumore e tarantella. Quasi 450 metri quadri studiati per favorire intimità. L’atmosfera è quella di una dimora privata, un antico salotto della borghesia napoletana. Via gli stereotipi, solo essenza, a favore di una Napoli nuova, contemporanea. In cucina, l’utilizzo delle materie prime del territorio e una mano originalissima: Barrale, appunto, con il sous chef Mario Stellato, fa rivivere i classici, integrando tecniche e ingredienti esterofili. Le preparazioni sono quelle della tradizione partenopea, ma il taglio è fresco, sfaccettato come l’aria in città. Un’aria portatrice da sempre di venti diversi: dal mare, dal vulcano. E poi tutti i respiri di chi continua a sbarcarvi, la porta è sempre aperta.

Aria Restaurant ha tutti i connotati di una vera fucina, di una Napoli che culturalmente pretende rinascita, sapori compresi. E quindi veniamo alla nostra materia, con una carrellata di piatti densi di gioco e filologia. Ecco a voi chef Paolo Barrale.


Pane, grissini & altro

Pane, grissini & altro

IL MENU
Indugiamo con un aperitivo, giusto per scaldare i motori. Pane e grissini sono fatti in casa, a tavola con loro ci sono olio, burro, c’è la focaccia impastata con le patate e servita con lardo di suino di razza casertana. E c’è un calice di Agnes Paquet Ali Boit Boit et les 40 Buveurs. Dichiariamolo subito: in sala, si aggira una certa Serena De Vita, general manager e sommelier del locale. Con il collega Mattia Orlando, se glielo consentite, saprà giocare con etichette e abbinamenti non necessariamente accademici. Da Aria, dissacrare è un dovere funzionale al piacere. Cantina di alto livello con degni custodi in dialogo costante con cucina e bancone bar. Ma questa è un’altra storia, ci arriviamo a breve.

Aperitivo

Aperitivo

Beviamo Mezzopieno 2020 Francesco Massetti, per accompagnare Svmma: piatto omaggio alla grande tradizione di Somma Vesuviana in fatto di baccalà. E quindi, come da copione: baccalà, pomodoro, olive, capperi, acciughe e cipollotto.

Svmma

Svmma

Bufala Bufala Bufala

Bufala Bufala Bufala

Proseguiamo con un calice di Tognano Fiano di Avellino Rocca Del Principe e un piatto simbolo dello chef Paolo Barrale. Bufala Bufala Bufala, ovvero agnolotti con ricotta, latticello e olio extravergine di oliva monocultivar Ravece.

Se non siete già seduti, fatelo adesso. Stavamo quasi per rilassarci quando arriva l’ennesimo colpo da maestro. French 75, un drink a base di Brandy Torres 15, limone, zucchero e bollicine, per accompagnare Paccheri, friarielli e salsiccia di seppia. L’abbinamento ci disorienta, subito dopo ci accorgiamo che rasenta la perfezione. Chiediamo il nome del mixologist e scopriamo che si tratta di Mirko Maurello, perfetto in una squadra che ammette solo top player.

Paccheri, friarielli e salsiccia di seppia

Paccheri, friarielli e salsiccia di seppia

A carne a sott' e i maccarun a copp

A carne a sott' e i maccarun a copp

Il menu incalza ed il calice si riempie di Bourgogne Cote d'Or 2019 Domaine Chicot (anche Serena De Vita si diletta in funambolismo), per accompagnare un altro piatto cult: A carne a sott' e i maccarun a copp, da tradurre con vitello in ragù napoletano, spaghetti di rapa, purè di patate all'olio extravergine di oliva.

Pera e Ricotta

Pera e Ricotta

Siamo alle corde, ma arriva a sigillare il risultato il limoncello, quello prodotto dal settore mixology di Aria Restaurant. Lo sorseggiamo con il dessert Pera e Ricotta, una sorta di ragù di pere, gel di liquore alle pere, spuma di ricotta e dacquoise alle nocciole.

Piccola pasticceria

Piccola pasticceria

Il saluto finale è quello della “piccola pasticceria”. La più grande che potreste immaginare, come dimensioni, opulenza, qui l’atmosfera è decisamente borbonica. Aria Restaurant sembra predestinata alle sfide. Ora sta aprendo anche The Lodge, il member club interno al ristorante, dedicato alla degustazione di cocktail esclusivi, snack, aperitivi inediti. Non si direbbe, eppure siamo solo agli inizi.
 

Aria Restaurant
via Loggia dei Pisani 2 - Napoli
tel. +39 081 8430195
ariarestaurant.it
aperto da martedì a sabato, solo a cena
menu degustazione a 90 e 120 euro


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