10-03-2026
Gianni Dezio, l'Abruzzo a denominazione d'origine controllata
Il cuoco teramano ha assunto la regia dello storico Zunica 1880, conquistando subito critica e pubblico. Tutto i passaggi dell'ultimo menu degustazione, nel nuovo scenario di Villa Corallo
Gianni Dezio, classe 1986, teramano, chef del ristorante Zunica 1880 a Villa Corallo (Sant'Omero, Teramo)
A Garrufo di Sant’Omero, tra colline che sembrano dipinte dalla luce del tramonto teramano e i profumi profondi della campagna, la cucina di Gianni Dezio ha disegnato un nuovo capitolo della gastronomia italiana: un percorso in cui memoria e modernità si guardano dritto negli occhi e si fondono in ogni piatto. Un successo che non nasce per caso, ma è il frutto di una solida joint venture tra le famiglie Di Serafino e Zunica, entrambe radicate a Civitella del Tronto: due visioni complementari che hanno saputo intrecciare competenze, identità e visione imprenditoriale. È da questa alleanza, autentica e territoriale, che prende forma la nuova stagione del Zunica 1880, ospitato nella scenografica Villa Corallo: un progetto che ha saputo trasformare la tradizione in linguaggio contemporaneo, conquistando la stella Michelin e riportando l’alta cucina abruzzese al centro del racconto gastronomico nazionale.
La storia di Dezio non è la narrazione di un talento nato per caso, ma di un viaggio. Classe 1986, cresciuto tra Abruzzo e Venezuela, sin da giovane ha respirato l’arte della cucina nella trattoria di famiglia in Sud America, per poi perfezionarsi con i corsi di alta cucina italiana alla scuola di Niko Romito e confrontarsi con le esperienze internazionali, tra cui quella con lo chef Andoni Luis Aduriz del celebre Mugaritz. Il suo ritorno in Abruzzo, dopo i successi di Tosto e +Tosto Gastro Bottega ad Atri, coincide con la rinascita di una leggenda: lo storico Zunica 1880 di Daniele Zunica, trasferitosi dalla storica sede di Civitella del Tronto per guardare al futuro, mantenendo un legame fortissimo con il territorio.
Dezio racconta, portata dopo portata, la geografia di una regione, quella teramana e della Val Vibrata, fatta di orti biologici, allevamenti, stagionalità. Il nuovo menu che lo chef propone è infatti una narrazione: un flusso emotivo che attraversa mare e montagna, memoria e invenzione, con materie prime che diventano architravi di un racconto sincero e diretto. In un tempo in cui la cucina contemporanea rincorre l’effetto, il percorso di Dezio afferma, con pacata determinazione, l’importanza di una gastronomia che non dimentica da dove viene. Ogni piatto è un passo in un paesaggio, ogni sapore un’eco del territorio che lo ha generato. Racconto, identità, futuro.
ZUNICA 1880, menu Sequenze di emozioni 2026

Nocciolina ghiacciata ed estratto di olive
Un sigillo di freschezza e contrasto, con l’oleosità verde che incontra la leggerezza gelata, l’invito a entrare nel mondo sensoriale di Dezio.
Lingua di vitello e ostriche
Un dialogo inaspettato tra la morbidezza del vitello e la salinità marina: terra e mare si scrutano, si sfiorano, si riconoscono.

Rombo, funghi e alloro
Un classico rivisitato con rispetto: il pesce trova nei funghi e nell’alloro un’eco terrosa che amplifica ricordi di boschi e brezze costiere.
Cuore di verza e tartufo
Un cuore, letterale e metaforico, in cui la fibra nobile della verza accoglie il profumo profondo del tartufo.

Ravioli amari alle erbe e beurre blanc al vermouth
Equilibrio perfetto tra amaricante erbacea e la cremosità setosa della salsa, giocato con audacia.
Tagliatella di mais al tartufo bianco e garum di mais
Una celebrazione della natura locale: mais come protagonista, tartufo bianco come poesia, garum come memoria antica.

Agnello steccato alla liquirizia e albicocche in conserva
Agnello saporito, la liquirizia che avvolge e sorprende e le albicocche che portano la dolcezza oltre l’orizzonte.
Mela, gelato al latte di pecora e frangipane
Chiusura che parla di casa, di dolcezza tangibile, di un Abruzzo che si lascia assaporare fino all’ultimo istante.
Dall'Italia
Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose
sambenedettese classe 1975, si occupa di Business Strategy, è curioso per vocazione. Ama definirsi “esploratore delle eccellenze e del buon vino” poiché la sua grande passione è la continua ricerca del buono
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