Non c’è modo più piacevole e autentico di inaugurare la bella stagione sul Gargano, se non sedendosi attorno a una tavola condivisa, lasciando che siano le persone, prima ancora dei piatti, a definire il senso di una giornata.
È da qui che prende forma “
Accucchiamece”, il pranzo conviviale organizzato da
Camavitè, ristorante con camere che dà sugli scogli di Peschici (Foggia): un invito semplice e diretto a stare insieme; una tavolata unica, cinquanta posti e nessuna scelta alla carta. Si mangia ciò che arriva, si condivide tutto, come accadeva una volta. Senza nostalgia: semplicemente un modo di vivere la cucina e l’accoglienza, profondamente radicato nella cultura garganica.

Chef Vincenzo con le sue mitiche cozze ripiene e fritte
Vincenzo De Nittis e
mamma Teresa aprono la loro casa e traducono questo spirito ospitale in piatti che non cercano reinterpretazioni, bensì riconoscibilità.
La
Cozza ripiena e fritta arriva al tavolo e diventa un momento di piacere pieno e appagante, mentre le
Paposce calde farcite, tipico panfocaccia locale, riportano immediatamente a una dimensione quotidiana, fatta di gesti semplici e sapori netti.
A dare ulteriore profondità al racconto, ecco i
Tubettini ai murici, i “caparroni”, una varietà di molluschi intensi e sapidi, legati a doppio filo al mare e alla memoria di questa costa.

Il pane dei ragazzi di Solco
Il pane dei ragazzi di
Solco, progetto di panificazione dal campo alla tavola, e gli oli extravergine di
Oliveto Medina completano il racconto, insieme a una selezione di vini firmata
Camavitè, calibrata sui piatti e sulla convivialità del pranzo.

La musica dal vivo ha animato l'evento, accompagnando i commensali nel corso dell'intero pranzo
La musica popolare del Gargano, portata a tavola da
Rosario Nido e dall’
Uria Trio, diventa presenza viva, entrando nei tempi del pranzo e accompagnandoli, tra canti che appartengono da sempre a questo luogo e che finiscono per toccare le corde di tutti i commensali.
Più che un evento, “Accucchiamece” diventa un gesto collettivo, capace di restituire in poche ore l’identità più autentica del Gargano: quella dello stare insieme, della condivisione e di una cucina che trova il suo senso più profondo nel momento in cui viene vissuta.