25-07-2026

Il piccolo miracolo di Antica Cantina Forentum in Lucania

Savino Di Noia non ha voluto lasciare la sua Lavello e nel tempo ha costruito un progetto felice che coniuga cucina regionale, pizza e ospitalità diffusa in un borgo medievale

Savino Di Noia, Antica Cantina Forentum, Lavello

Savino Di Noia, Antica Cantina Forentum, Lavello (Potenza)

Lavello, antico borgo della Basilicata, riprende vita grazie al progetto Forentum, fatto di cucina lucana, pizza e albergo diffuso. La povertà ha fortemente segnato la storia di Lavello, l’antica Forentum, e della sua gente, che ha visto spopolare gradualmente le vecchie case di pietra. Per fortuna c’è chi è capace di vedere grandi risorse dove tanti altri rimangono orbi e spaventati dalle difficoltà.

Savino Di Noia non ha mai voluto lasciare il suo paese. È un imprenditore visionario che ha voluto trasformare Lavello in una meta del turismo lento. Ci è riuscito traendo grande energia dai ricordi di famiglia, dall’impegno di Maria Lucia, la madre, donna forte e ottima cuoca. Con i soli mezzi della povertà e l’assoluta necessità di non mollare, Maria Lucia ha reso il suo piccolo bar un punto di riferimento per la comunità: panzarotti fritti, birretta, caffè, accoglienza sono state le uniche risorse, insieme alla vitale necessità di non mollare.

Terra agricola, di grano, forni, uliveti e orto frutta, animata da una cucina contadina concreta e saporita, povera fondamentalmente - viene da chiedersi perché lo sia tutt’oggi, considerate le tante opportunità sulle quali potere investire.

La cucina povera lucana e un’ottima pizza hanno reso possibile l’Antica Cantina Forentum: un borgo riportato alla vitalità, un piccolo grande miracolo. Per trattenere gli ospiti, Savino ha dato vita a un altro progetto importante nel suo programma di rinascita, l’albergo diffuso, acquisendo una dopo l’altra circa una trentina di casette disabitate. Il ristorante, con pizzeria e bar, è situato proprio nella piazza principale, piazza Plebiscito, a ridosso del bellissimo castello di origine normanna. Nella stagione estiva è particolarmente suggestiva la sosta ai tavoli all’aperto.

Gli interni suggestivi

Gli interni suggestivi

Candele al ragù lucano

Candele al ragù lucano

Cotture nel forno, alla brace, il fuoco mantiene accesa l’identità della cucina di Lavello. Così come il pane di casa cotto a legna, insieme all’olio extravergine di oliva, due elementi strettamente legati alla storia del territorio.

Tra le specialità, Savino, insieme alla moglie Aurora, tengono moltissimo alla pasta fresca ripiena, custode della memoria locale, dei pranzi e delle festività in famiglia. Preparata nel proprio laboratorio ogni giorno: particolarmente legati ai ricordi affettivi sono i Cauz’ngidd di ricotta dolce, conditi con salsa di pomodoro fresco, e ancora i Ravioli di baccalà con pomodorino giallo, alici e mollica di pane. Molto buona anche la pizza, già dall’impasto impeccabile, valorizzata ulteriormente dalla scelta di prodotti di qualità, per lo più legati alla Lucania.

P20 è il nome della pizzeria e della pizza essenziale che preparava suo padre Luigi, sottile, croccante, 20 centimetri di diametro, condita con pomodoro, mozzarella, olio evo e origano. Non solo pizza croccante, da scegliere in più varianti, ma anche pizza napoletana, dalla pasta soffice e scioglievole – impeccabile la Verace con pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala, olio evo e basilico.
Pizza croccante

Pizza croccante

Ravioli dolci

Ravioli dolci


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Marina Alaimo

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Marina Alaimo

nata a Napoli, è giornalista, sommelier e degustatrice Onaf, oltre che di vini ovviamente. Wine & food writer

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