Sauro Ricci

Foto Brambilla-Serrani

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Joia

via Panfilo Castaldi, 18
20124 - Milano
+39 02 29522124
joia@joia.it

Ingannevole è il cibo più di ogni cosa. Perché ingannevole è la ricerca di un gusto che non ci faccia bene, e che è solo passeggero e diabolico. Sauro Ricci, toscano di Orbetello, classe 1981, è deandreianamente di “di un’altra razza”: è, cioè, macrobiotico. E badate, non si tratta di un vezzo modaiolo da rotocalco. Lui alla dottrina che persegue la vita lunga e sana attraverso una dieta che equilibri anche a tavola le forze antagoniste dello yin e dello yang - e che sia quindi per forza vegetariana, antindustriale, stagionale, consapevole - è arrivato con un lungo percorso, condotto attraverso un approccio culturale e antropologico (e in Antropologia è laureato), diremmo addirittura olistico. Pratica tai-chi, studia le cosmologie orientali, vive una vita coerente e solida.

Detto questo, da qualche tempo colui che da qualche anno mette nel piatto le idee di Pietro Leemann come executive chef di Joia, il primo e unico ristorante veg italiano stellato, ha iniziato il percorso di riavvicinamento alla cucina come la intendiamo noi onnivori e un po’ gourmet: senza tradire i comandamenti della sua pratica alimentare, ha sfoltito qualche frondoso ramo ideologico, ha allargato il recinto di certi dogmi, ha soprattutto perseguito il piacere (suo ma soprattutto dei suoi clienti) con il gusto di far comprendere a tutti che la cucina macrobiotica, ma anche semplicemente quella vegetariana, non sono una claustrale negazione dell’orgasmo papillare, ma semplicemente offrono capolavori dipinti con colori tratti da una tavolozza differente ma non per questo meno brillanti e saturi.

Naturalmente in tutto questo molto ha contribuito la magica intesa con lo svizzero Leemann, che ha affidato a Sauro anche la direzione didattica dell'Academy nella quale vengono tenuti corsi amatoriali e professionali per insegnare la cucina vegetariana.

Ha partecipato a

Identità Golose Milano


a cura di

Andrea Cuomo

Romano ma ora a Milano, sommelier, è inviato del quotidiano Il Giornale. Racconta da anni i sapori che incontra