La cucina italiana in giro per il mondo è affiancata da molti luoghi comuni che ci fanno sorridere quando siamo in viaggio. I fantomatici spaghetti alla bolognese, le enigmatiche fettuccine alla Alfredo, l'obbrobrio del cappuccino a fine pasto sono alcuni degli esempi. Questo per dire che un Paese geograficamente piccolo come l'Italia suddiviso in venti realtà regionali (alcune poi frazionate in sotto-unità eterogenee) ha generato falsi miti ovunque. Figuriamoci un vero e proprio continente come la Cina, con un miliardo e mezzo di abitanti e otto lingue principali parlate, più quelle delle minoranze.
Non esiste una cucina italiana nel senso completo del termine e a maggior ragione non esiste una cucina cinese. In Italia ne esiste un surrogato, i ristoranti cinesi in generale provano a proporre qualcosa di simile alle ricette del loro Paese in modo che possa essere gradito al pubblico italiano. Però poi ci sono le eccezioni e a Milano ce n'è una che si è conquistata un posto importante nel panorama della gastronomia etnica. Si chiama Le Nove Scodelle e la sua particolarità è che serve solamente piatti di una specifica regione della Cina, il Sichuan, terra di pepe pregiato ma anche di altre spezie. La differenza si percepisce da subito.

Non siamo a Chinatown e questo è un tratto distintivo. Siamo invece in Viale Monza, quasi all'angolo con Piazzale Loreto. L'arredamento ha un solo richiamo alla Cina, le lampade hanno una forma che ricorda un po' i cappelli cinesi, per il resto potrebbe essere tranquillamente un bistrot moderno con un'offerta varia. Ha tavoli di legno, mise en place basica. C'è una sala principale a cui se ne aggiunge una interna per gruppi numerosi. Fin qui tutto normale, poi arrivano le belle sorprese, che sono quelle del menù, praticamente sempre uguale da quando è iniziata l'attività. A proposito: il nome
Le Nove Scodelle ha una doppia valenza: nove era il numero fortunato degli imperatori cinesi, nove sono le portate (tutte da condividere) che nel Sichuan caratterizzano i banchetti e le feste di famiglia. Quindi sul menù troverete nove piatti principali, attorno ai quali far ruotare le (eventuali) altre scelte.

Cavolo cappuccio saltato con zenzero e pancetta croccante
Prima avvertenza: le scodelle (ovvero le portate principali) sono molto abbondanti, quindi attenzione alla quantità di ordinazioni. Seconda avvertenza: osservare bene i disegnini che accompagnano i piatti. Accanto al nome e agli ingredienti ci sono dei simboli rappresentanti dei peperoncini: un peperoncino vuol dire poco piccante, tre vuol dire piccantissimo, solo per palati molto resistenti. Sono due le portate che arrivano a questo livello altissimo: la
Dadolata di coniglio saltata in wok con porro, peperoncino, pepe di Sichuan e il
Manzo in zuppa piccante servito con verdure di stagione. Queste due sono scelte coraggiose, ma il personale del ristorante si premura di avvisare, nel caso fosse sfuggita la simbologia. Una via di mezzo (due peperoncini) caratterizza i
Fagiolini con ragù di maiale e verdura fermentata essiccata.

Tofu casereccio stufato con peperoni e zenzero
Poi ci sono tutti i piatti più vicini a una piccantezza di tipo mediterraneo: il
Pollo Kongbao in salsa agrodolce, il
Cavolo cappuccio saltato con zenzero e pancetta croccante, le
Puntine di maiale disossate e infarinate, i
Panini Wowo e i
Gamberoni saltati. Zero peperoncini (unico caso) per il
Tofu casereccio stufato con peperoni e zenzero. Come si nota, le portate principali sono nove, tanto per restare fedeli al numero magico.

Spaghettoni tirati a mano con salsa di sesamo e pepe di Sichuan
Nel menù si trovano poi dei piatti accessori (in realtà poi non sono esattamente degli assaggini). Alla voce "antipasti" troviamo
Straccetti di pollo,
Verdure fermentate,
Tofu fresco fatto in casa e
Manzo alle cinque spezie. Tra i primi, eccellenti
Ravioli fatti a mano con ripieno di carne di maiale e
Spaghettoni tirati a mano con salsa di sesamo e pepe di Sichuan. Ovviamente anche il classico
Riso in bianco.
Da
Le Nove Scodelle non si beve vino, c'è una birra artigianale, poi acqua e bibite. Si punta tutto sull'originalità della cucina, che ovviamente, pur basata su ricette tradizionali, utilizza prodotti italiani come la macelleria di
Walter Sirtori e l'azienda agricola biodinamica
Cascine Orsine. A gusto personale, l'Oscar per la scodella migliore va al
Cavolo cappuccio saltato in wok, davvero un mix di sapori e consistenze che conquista. Un indirizzo da mettere tra i preferiti, almeno fino a quando non si riescono ad assaggiare tutte le nove scodelle. Ma anche dopo, perché è facile affezionarsi.
Le nove scodelle
Viale Monza 4, Milano
info@lenovescodelle.com
+39.331.8001116
Prezzo medio: 30 euro