Ogni costa italiana racconta una storia diversa, ma tutte condividono un tratto comune: il dialogo continuo tra mare, paesaggio e cucina. Qui il territorio entra nei piatti con naturalezza, attraverso il pescato, gli orti affacciati sull'acqua, gli agrumi, le erbe spontanee e una tradizione gastronomica che gli chef reinterpretano senza perdere il legame con le proprie radici. Abbiamo selezionato, dalla Guida di Identità Golose ai Ristoranti d'Autore, gli indirizzi che meglio raccontano la Versilia: ristoranti dove il viaggio vale tanto per il panorama quanto per ciò che arriva in tavola.
Lorenzo
Forte dei Marmi (Lucca)

Uno dei piatti del ristorante Lorenzo
Sedersi da
Lorenzo a Forte dei Marmi significa vivere un’esperienza che va oltre la tavola: è un viaggio dentro la storia della ristorazione italiana, e anche la maionese montata in sala, gesto che si svolge abitualmente qui, è un dettaglio che piace sempre. Per oltre quarant’anni il patron
Lorenzo Viani ha incarnato l’anima del locale con il suo stile inconfondibile. La sua scomparsa a Febbraio 2025, ha lasciato un vuoto enorme, ma la figlia
Chiara e suo marito
Matteo, da anni ormai portano avanti con passione e intelligenza la visione del fondatore, affiancati dall’inossidabile chef
Gioacchino Pontrelli, custode di ricette e segreti che hanno fatto la leggenda del locale. Il menu è un inno al mare, una poesia che si recita in bocca, un solo esempio: le
Bavette sul pesce, pasta risottata che abbraccia scampetti, totani, seppiette e gamberetti in una sinfonia di sapori autentici. Niente tecniche particolari ma: il crudo, il fritto, il vapore, il gratin, la padella, il forno. Il servizio resta impeccabile, la cantina profonda e sorprendente, la sala un luogo dove il tempo sembra sospendersi. Interessanti le 3 proposte di menu degustazione, nonché accattivante il menu dei dessert.
Elena Gamba
Lux Lucis del Principe Forte dei Marmi
Forte dei Marmi (Lucca)

Uno dei piatti del ristorante Lux Lucis
C’è un momento, salendo al quarto piano del
Principe Forte dei Marmi, in cui il tempo sembra rallentare. È quando si entra nel mondo dell'elegante
Lux Lucis, un bellissimo salotto sospeso tra l'azzurro del mare e le cime delle Apuane. Dalle ampie vetrate la luce disegna la sala, mentre la cucina a vista posta all'ingresso segna il passaggio nel regno creativo di
Valentino Cassanelli, che accoglie con naturalezza gli ospiti tra una chiacchiera e un sorriso. Il suo menu è un racconto di radici e orizzonti: l’Emilia natale che incontra la Toscana, la tradizione che dialoga con i viaggi in giro per il mondo. Al centro, la filosofia della “gustosa sostenibilità”, fatta di ingredienti locali, rispetto per la natura, stagionalità e riduzione degli sprechi. Ne nasce così un racconto di sapori che trova perfetta espressione in piatti piatti riuscitissimi come il
Farro della Garfagnana con coniglio, miso e zafferano, in cui Italia e Oriente si incontrano con delicatezza. A sublimare il percorso, un wine pairing di grande personalità, caratterizzato da etichette territoriali e scelte internazionali, e un servizio curato nei minimi dettagli, in perfetta sintonia con la cucina.
Lorena Lombardi
Bistrot
Forte dei Marmi (Lucca)

Uno dei piatti del ristorante Bistrot
Bistrot a Forte dei Marmi, situato in uno dei più bei tratti del lungomare, rappresenta uno di quei rari luoghi in cui la bellezza del mare convive con una cucina (perlopiù di mare ma anche con interessanti proposte di terra) che non si accontenta, che vuole raccontare, sorprendere e restare nel ricordo. La proprietà di questo locale è della famiglia Vaiani, che ha scelto come guida per il loro fiore all’occhiello lo chef
Andrea Mattei, versiliano d'origine, che fra gli altri ha lavorato con
Ducasse e all'
Enoteca Pinchiorri.
Mattei ha fatto di quest’insegna il laboratorio in cui la tradizione italiana, l’apertura contemporanea e l’imprinting versiliano dialogano costantemente, dando vita a dei piatti puliti, lineari senza eccessive contaminazioni.
Spaghetti alla chitarra: arselle, prezzemolo, crema aglione,
Rombo con guazzetto di vongole alla Vernaccia, lattuga, pomodori canditi o ancora
Come una catalana: crostacei, verdure, agrumi, erbe aromatiche. Intriganti i 4 menu degustazione, dei percorsi equilibrati tra slanci creativi e grandi classici. La carta dei vini è di grande spessore: oltre 2000 etichette dal mondo, con molta attenzione a champagne e vini di Borgogna.
Elena Gamba
La Magnolia dell'hotel Byron
Forte dei Marmi (Lucca)

Uno dei piatti del ristorante La Magnolia del Byron
All’interno dell’elegante hotel Byron di Forte dei Marmi,
Magnolia è un rifugio dove la cucina si fonde con l’atmosfera marina, senza perdere mai precisione e tecnica.
Marco Bernardo, giovane chef dalla mano sicura e dallo sguardo attento al dettaglio, trasforma ingredienti locali e internazionali in piatti che raccontano mare, terra e stagioni con equilibrio e intensità. La sala, raccolta e luminosa, permette di seguire il ritmo della brigata e percepire la cura dietro ogni preparazione. Tra le esperienze più intense, l’
Agnello nero massese con zucchine in fiore, menta e aglio fermentato mostra la forza della terra e la delicatezza del gesto, mentre il
Dentice maturato con bieta, mandorle e lumachine di mare porta il palato verso profondità marine eleganti e mai invadenti. I menu, da 130 a 160 euro, celebrano la stagionalità e la biodiversità, raccontando un territorio in continua scoperta. Bella, ampia non consueta la carta dei vini. Servizio che gioca sulla precisione in maniera empatica e non statica.
Magnolia non è solo cena: è un viaggio sensoriale sospeso tra tradizione e creatività, un luogo dove il mare, la terra e la mano dello chef si incontrano con grazia e poesia.
Leonardo Romanelli
Il Piccolo Principe del Principe di Piemonte
Viareggio (Lucca)

Uno dei piatti del ristorante Il Piccolo Principe del Principe di Piemonte
Il Piccolo Principe è da anni una delle tavole più prestigiose della costa toscana, la cui elegante sala al piano terra, riflette lo spirito di classe e la misura dell’intero progetto che vi sta alle spalle. Dal 2005 al timone della cucina c’è
Giuseppe Mancino, chef campano, che ha fatto del
Piccolo Principe la sua casa creativa, dove serve una cucina che è un equilibrio raffinato di memoria, tecnica e personalità. Parte dalle radici mediterranee, con particolare attenzione al mare e ai prodotti della Toscana, per arricchirsi di tocchi moderni, aperture verso il Sud Italia e l’Oriente, giochi di consistenze, cromatismi e fiori eduli. I suoi piatti hanno la capacità di essere immediati e profondi allo stesso tempo: mai eccessivi, mai compiacenti, ma sempre centrati sul gusto, ne sono esempio tra i secondi il
Branzino, puntarelle, capperi, limone e salsa mugnaia o il
Piccione, chutney di ananas e salsa al vermouth di spiaggia. Un ristorante che non si limita a interpretare l’alta cucina italiana, ma che la racconta con la voce personale di uno chef che ha trovato in Versilia il palcoscenico ideale per esprimere il proprio stile.
Elena Gamba
Romano
Viareggio (Lucca)

Uno dei piatti del ristorante Romano
Nel cuore di Viareggio, il ristorante
Romano continua a essere un’istituzione che unisce eleganza, mare e memoria. Oggi l’anima del luogo si esprime attraverso due figure complementari:
Roberto Franceschini in sala e
Nicola Giancarlo Gronchi in cucina. Il primo, custode di una delle cantine più straordinarie d’Italia, ha trasformato il vino in linguaggio, curando oltre 1300 etichette tra champagne, borgogna rari e perle italiane. La sua abilità non è nella quantità, ma nella sensibilità: ogni abbinamento è una storia, un incontro fra intuizione e misura.
Nicola Gronchi firma invece la cucina con grazia contemporanea. La sua è una poetica del mare che unisce rispetto e creatività, alleggerendo i classici e illuminandoli con tecniche moderne. Nel suo menu convivono memoria e audacia: la
Panzanella di sgombro marinato, fresca e minerale; il
Risotto al ginepro affumicato, limone e gamberi rossi, elegante sinfonia tra fumo e agrume; e la
Scarpetta alla brace con aglio orsino e fagiolini, piatto istintivo che evoca la terra pur restando fedele al mare. Da
Romano, ogni dettaglio racconta un’evoluzione naturale: la tradizione che dialoga con il presente, senza tradirne l’essenza.
Leonardo Romanelli
Lunasia al Plaza e de Russie
Viareggio (Lucca)

Uno dei piatti del ristorante Lunasia al Plaza e De Russie
Sul lungomare di Viareggio il ristorante
Lunasia, inseriuto all'interno dell'hotel Plaza et de Russie accoglie gli ospiti in una sala luminosa, raffinata e contemporanea nell'arredamento, dove ogni dettaglio parla di eleganza e armonia.
Luca Landi firma una cucina che fonde mare, terra e vegetali in un dialogo di sapori equilibrati e sorprendenti, grazie anche alla scelta di prodotti locali dotati di sapori pieni e definiti. I menu degustazione offrono tre percorsi principali:
Mar d’Amare, a 140 euro, dedicato al pesce fresco;
Mare e Vegetali, 160 euro, che unisce leggerezza e complessità e
Carni a 140 euro, dove il territorio emerge con vigore. Tra i piatti simbolo, le
Marcamelle di pasta risottata con pancotto di vongole e l’
Anatra del Parco con petto, coscia e frattaglie, bietola e susine incarnano la filosofia di Landi: creatività mai ostentata, equilibrio perfetto tra tecnica e ingredienti selezionati. Servizio attento e appassionato e una carta dei vini dove si nota una ricerca di etichette non consuete.
Lunasia è un’esperienza che mescola gioco di colori, intensità dei profumi e precisione dei gesti, invitando ogni ospite a perdersi e ritrovarsi nel piacere del palato.
Leonardo Romanelli