Quattrocento metri di tavola nel cuore di Parma, mille commensali, quattro portate e Gennaro Esposito come guest chef. La settima edizione della Cena dei Mille, andata in scena l'altro giorno, tra Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica, ha riunito cuochi, ristoratori, scuole di cucina, consorzi e aziende per raccontare uno dei distretti agroalimentari più importanti d’Italia. Organizzato dalla Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy insieme al Comune di Parma, l’appuntamento ha confermato anche una crescente capacità di richiamo internazionale. I mille posti disponibili erano andati esauriti in appena sei minuti lo scorso 8 luglio e oltre 80 biglietti erano stati acquistati dall’estero, con presenze arrivate da Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Olanda e Polonia.
Un dato che trova una corrispondenza nella forza della Parma Food Valley sui mercati internazionali. Nel 2025 le esportazioni delle sue sei principali filiere hanno raggiunto 5,78 miliardi di euro, segnando una crescita del 12,7% rispetto ai 5,13 miliardi del 2024.

Gennaro Esposito alla Cena dei Mille
Quattro portate, da Parma al mare di Gennaro Esposito
La cena è stata costruita attraverso quattro portate, coinvolgendo realtà diverse della ristorazione e della formazione gastronomica. Ad aprire il menu è stata
Parma Quality Restaurants con la
Vellutata di pomodoro, verdure croccanti, gambero e olio al basilico. A seguire il piatto del guest chef
Gennaro Esposito, patron della
Torre del Saracino (già a Vico Equense e presto nella sua nuova sede,
leggi qui); sua la
Minestra di pasta mista con pesci di scoglio, preparazione che porta con sé molti degli elementi sui quali lo chef ha costruito la propria identità gastronomica: il mare della Penisola Sorrentina, la pasta mista e una cucina capace di partire dalla tradizione campana per arrivare a una lettura contemporanea della materia prima. A Parma è diventato anche il punto d’incontro tra due territori gastronomicamente molto diversi: da una parte il Mediterraneo, dall’altra la Food Valley emiliana (
Esposito è entrato così nella lunga lista degli ospiti d’onore che hanno partecipato alla
Cena dei Mille dal 2018:
Carlo Cracco, Norbert Niederkofler, Chicco Cerea, Enrico Crippa, Enrico Bartolini, Riccardo Monco, Davide Oldani, Iginio Massari, Giancarlo Perbellini).
Dopo Esposito, il menu è proseguito con Chef to Chef Emilia Romagna, che ha presentato Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno, piatto dedicato alla memoria contadina del territorio. Il finale è stato affidato ad Alma – Scuola Internazionale di Cucina Italiana, con il dessert Oro della Bassa.

Vellutata di pomodoro, verdure croccanti, gambero e olio al basilico

Minestra di pasta mista con pesci di scoglio

Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno
Franciacorta, Malvasia e trenta sommelier
Anche il vino ha avuto un ruolo centrale nella costruzione della serata. Tra le novità dell’edizione 2026 c’è stata la partnership con il Consorzio Franciacorta, presente con Franciacorta e Curtefranca Rosso. Accanto alle bollicine lombarde, il Consorzio dei Vini dei Colli di Parma ha realizzato appositamente per la Cena dei Mille la Malva dei Mille, una Malvasia di Candia aromatica dolce pensata per accompagnare il dessert di Alma. Presenti inoltre le cantine Venturini Baldini e Il Poggiarello, insieme ad Acqua Panna e S.Pellegrino. A gestire il servizio dei vini sono stati 30 sommelier di Ais Emilia-Parma.
La cena vera e propria è stata preceduta dall’aperitivo, organizzato attraverso 18 postazioni, dodici dedicate al food e sei al beverage. Sei hanno rappresentato le principali filiere della Parma Food Valley. Le altre hanno coinvolto il Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello, della Coppa di Parma e del Salame Felino, dei Salumi Dop Piacentini e del Fungo di Borgotaro, oltre a Coppini Arte Olearia e a Destinazione Turistica Emilia, presente con l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. Le sei postazioni beverage sono state invece suddivise tra vini, proposte analcoliche e mixology.
Una Food Valley da 12,5 miliardi di euro
Dietro la grande tavola apparecchiata nel centro di Parma ci sono numeri che spiegano il peso economico del territorio. Nel 2025 le sei filiere prese in considerazione hanno raggiunto complessivamente 12,5 miliardi di euro di fatturato al consumo, l’8,7% in più rispetto agli 11,5 miliardi del 2024 e il 33% in più rispetto al periodo pre-Covid. La quota delle esportazioni supera ormai il 46% del totale. A guidare il sistema è la pasta, che vale 4,88 miliardi di euro di fatturato al consumo e 2,5 miliardi di export. Seguono il parmigiano reggiano, con 3,96 miliardi complessivi e 2 miliardi di esportazioni, e il prosciutto di Parma, con 1,6 miliardi di fatturato e 700 milioni di export. Il latte raggiunge 1,05 miliardi di euro di fatturato e 26 milioni di esportazioni; il comparto del pomodoro vale 912 milioni di euro, dei quali 534 milioni sui mercati esteri. Le alici (
Delicius, Rizzoli Emanuelli e
Zarotti) arrivano invece a 150 milioni di fatturato e 20 milioni di export. Numeri che trasformano la
Cena dei Mille anche in una grande vetrina di un sistema produttivo che ha fatto della riconoscibilità internazionale uno dei propri principali punti di forza.
La solidarietà va a mille
La
Cena dei Mille mantiene infine una componente solidale. Una parte del ricavato dell’edizione 2026 sarà destinata ad attività di beneficenza. Lo scorso anno erano stati devoluti 20mila euro all’
Emporio Market Solidale Parma, realtà che sostiene circa 1.900 nuclei familiari, per oltre 6mila persone. Il contributo aveva consentito di anticipare l’acquisto di un mezzo elettrico destinato alla consegna dei prodotti a più di 200 famiglie impossibilitate a raggiungere direttamente l’
Emporio. Il ricavato di quest’anno servirà a completare il finanziamento del veicolo.
Insomma: una tavola lunga quattrocento metri che, al di là dell’impatto scenografico, ha messo insieme ciò che Parma vuole rappresentare attraverso il cibo: ristorazione, formazione, produzioni tutelate, industria agroalimentare e capacità di esportare. Con il Mediterraneo di Gennaro Esposito, per una sera, inserito nel cuore della Food Valley.