23-08-2026

Alghero, dove la Sardegna parla catalano (con la cucina di Cristiano Andreini)

Ritroviamo l'anima di una città dall'identità affascinante nella cucina dello chef Cristiano Andreini. Al tapas bar Mos, protagonista la materia prima. E Al Refettorio, indirizzo più tradizionale, dove abbiam assaggiato un'eccellente Paella di fregula...

Paella di fregula sarda del Refettorio, che bontà

Paella di fregula sarda del Refettorio, che bontà al ristorante Al Refettorio di Alghero (Sassari), chef Cristiano Andreini

Alguer, Alghero, stella della Riviera del Corallo, nel Nord-Ovest della Sardegna, ha un respiro profondamente catalano. Lo raccontano i bastioni affacciati sul mare, le torri di matrice gotico-aragonese, i vicoli del centro storico — i carrer — che si intersecano come a Barcellona, memoria viva della lunga dominazione aragonese e catalana, con sullo sfondo il maestoso promontorio di Capo Caccia, con le sue falesie a picco sul mare, teatro di tramonti incendiati di rosso e arancio, e le spiagge cristalline dalle sfumature turchese e verde acqua. E lo racconta pure la lingua. L’algherese, variante del catalano, è una delle eredità più sorprendenti di questa contaminazione iberica, che ritroviamo persino sulle tavole. Come nell’Aragosta alla catalana, che ad Alghero ha patria e identità: non un piatto blasonato da ristorante, ma in origine fu una preparazione preziosa delle mamme, quella della domenica in famiglia.

Tra i carrer, Al Refettorio è una casa prima ancora che un ristorante. Un luogo dall’anima tradizionale, con volte di pietra a cielo aperto, tavoli che si snodano tra i vicoli e piccole luci sotto le stelle.

Storico nell’anima, eclettico e giovane nell’indole, il locale porta la firma dello chef Cristiano Andreini, algherese, padre dell’alta cucina in città, già insignito della stella Michelin nel ristorante che portava il suo nome. Oggi Andreini, liberatosi dai blasoni dell’alta ristorazione, porta in tavola una cucina di cuore e istinto, costruita sul prodotto, sulla tecnica e sulla ricerca dell’ingrediente. Una cucina innanzitutto fruibile, golosa, godibile.

Tavoli all'aperto Al Refettorio. Il ristorante si trova nel centro storico di Alghero, in Vicolo Adami 47, a pochi minuti da Piazza Civica e dai bastioni. Il locale si sviluppa in parte sotto i portici di Vicolo Adami, con tavolini all’aperto ma coperti dalle arcate, mentre all’interno c’è una sala ristorante più raccolta

Tavoli all'aperto Al Refettorio. Il ristorante si trova nel centro storico di Alghero, in Vicolo Adami 47, a pochi minuti da Piazza Civica e dai bastioni. Il locale si sviluppa in parte sotto i portici di Vicolo Adami, con tavolini all’aperto ma coperti dalle arcate, mentre all’interno c’è una sala ristorante più raccolta

Piatto signature del ristorante Al Refettorio ed emblema della fusione mediterranea tra popoli è la Paella di fregula sarda del Refettorio, buona, Incredibilmente buona. Un piatto che sembra contenere Alghero intera: storia, cultura, mare, luoghi e persone, pescatori.

Alla base non c’è il riso, come nella sua genealogia spagnola, ma la fregula sarda, pasta di semola di grano duro composta da piccoli grani irregolari tostati in forno. Qui viene risottata con un’estrazione di zuppa di pesce, arricchita da uno stufato di seppia — quinto quarto compreso — crostacei, molluschi e aioli. Goloso, corposo, opulento: è un piatto di ricerca e insieme di intelligente sostenibilità dell’ingrediente: il pesce viene utilizzato e valorizzato nella sua espressione più autentica, senza sprechi, restituendo al palato tutta la profondità del mare.

Il Mos ad Alghero

Il Mos ad Alghero

Fuori menu al Mos

Fuori menu al Mos

Tramonto davanti al Mos

Tramonto davanti al Mos

Poco distante dal centro storico, in una piazzetta che guarda l’acqua, c’è poi Mos, spin-off de Al Refettorio: è un tapas bar e bistrot dove la ricerca ostinata sul prodotto e la contaminazione iberica e basca della cucina di Andreini diventano ancora più evidenti. Qui la scena gastronomica si fa golosa, colta, giocosa. Sardegna e Spagna non si confrontano, ma dialogano. I piatti valgono la sosta. E fanno tornare. Qualche esempio? Un tris come Gamberi alla catalana, polpo alla gallega, salmorejo con paleta iberica e uova. Poi Ventresca di tonno, pomodoro, piparras homemade e acciughe del Cantabrico. E ancora Crudo di tonno, mousse di bottarga di Oristano, pesca e finocchio di mare o Tortillas di gamberi, guacamole e yuzu. Da non perdere pure Melanzana alla coreana, timo, formaggio di capra di Alghero, acciughe spagnole e garum di lisca di sardina.

Midollo arrosto con polpo in stile giapponese, al Mos

Midollo arrosto con polpo in stile giapponese, al Mos

È qui che Alghero trova una delle sue espressioni gastronomiche più interessanti: in quella contaminazione che non cancella le identità, ma le rende ancora più riconoscibili. E forse è proprio questa la cucina di Andreini: un viaggio senza bisogno di partire, dove ogni piatto racconta da dove viene e, nello stesso tempo, dove vuole andare.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Stefania Lattuca

di

Stefania Lattuca

Classe 1976, formazione giuridica. Il suo primo lavoro è fare la mamma. Motore della sua vita sono i viaggi e la gastronomia. Viaggiare tra piatti e territori

Consulta tutti gli articoli dell'autore