03-08-2026

Indirizzi golosi sulla Divina Costiera: 11 ristoranti da provare da Positano a Vietri

In Costiera Amalfitana, una delle aree più belle d'Italia (e quindi del mondo), abbiamo selezionato i locali da non perdere: insegne dove il viaggio vale tanto per il panorama quanto per ciò che arriva in tavola

Ristorante Dei Cappuccini del Convento di Amalfi..

Ristorante Dei Cappuccini del Convento di Amalfi... visto dall'alto

Ogni costa italiana racconta una storia diversa, ma tutte condividono un tratto comune: il dialogo continuo tra mare, paesaggio e cucina. Qui il territorio entra nei piatti con naturalezza, attraverso il pescato, gli orti affacciati sull'acqua, gli agrumi, le erbe spontanee e una tradizione gastronomica che gli chef reinterpretano senza perdere il legame con le proprie radici. Abbiamo selezionato, dalla Guida di Identità Golose ai Ristoranti d'Autore, gli indirizzi che meglio raccontano la Costiera Amalfitana: ristoranti dove il viaggio vale tanto per il panorama quanto per ciò che arriva in tavola.

 

Li Galli al Villa Franca
Positano (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Li Galli al Villa Franca

Uno dei piatti del ristorante Li Galli al Villa Franca

Ci troviamo a Positano, dove lo sguardo abbraccia un panorama mozzafiato che spazia dal mare all’entroterra in un perfetto equilibrio di bellezza, qui si trova l’elegante Villa Franca, boutique hotel che incanta non solo per la posizione straordinaria, ma anche per la cura meticolosa dei dettagli. Merito dei proprietari, Rosa e Massimo, che hanno saputo creare un luogo dove arte e design si fondono armoniosamente, offrendo un’esperienza unica. Una proposta ristorativa ampia e raffinata, che trova nel ristorante Li Galli, la sintesi tra concretezza e sogno. Alla guida l’executive chef Savio Perna, che coadiuvato dalla sua brigata, propone percorsi gastronomici che raccontano con creatività e rispetto i prodotti del territorio campano, arricchiti con tecniche e ingredienti frutto delle sue continue esperienze e ricerche. Prima di immergersi nei piatti dello chef, il consiglio è di lasciarsi sedurre da un signature cocktail preparato dalla bar manager Lidia La Rocca. Il viaggio prosegue a tavola, con il sommelier Franco D’Angelo che propone pairing originali, mentre il servizio impeccabile di Pietro e Fabrizio, contribuisce a rendere l’esperienza memorabile. 

 

Un Piano nel Cielo a Casa Angelina
Praiano (Salerno)

Un Piano nel Cielo a Casa Angelina

Un Piano nel Cielo a Casa Angelina

Tantissimo territorio nei piatti dello chef Leopoldo Elefante, alla guida di Un Piano nel Cielo dal 2017. Siamo a Praiano, il comune più piccolo della costiera amalfinata, nel luxury hotel Casa Angelina, incastrato sulla costa rocciosa che ripidamente si tuffa nel blu del mare. Il ristorante sembra sospeso tra cielo e costa, da qui il suo nome. I tavoli, sia in terrazza che in sala, offrono una vista piena ed emozionante sulla Costiera. Per lo chef Elefante i prodotti del territorio sono un mantra, seguono attentamente la loro stagionalità; la predilezione è per i piccoli agricoltori e il buon pescato locale. Molto curato l'aperivo di benvenuto al tavolo, un unizio che incuriosisce sul seguito. Tanto spazio è dedicato alla cucina di pesce, e si fa ben apprezzare la sogliola locale, servita con la bieta. Ricercare i prodotti del proprio mare è il plus che identifica il pensiero dello chef, e fa sicuramente la differenza nel piatto. A dirigere la sala c'è la brava Rita Estatico, coadiuvata da una squadra giovane molto efficiente. 
Marina Alaimo

 

La Corte degli Dei
Agerola (Napoli)

Uno dei piatti del ristorante La Corte degli Dei

Uno dei piatti del ristorante La Corte degli Dei

Nel cuore di Palazzo Acampora ad Agerola, tra saloni affrescati e secoli di storia, La Corte degli Dei accoglie il ritorno di Vincenzo Guarino nella sua terra. La cucina dello chef è un viaggio tra Monti Lattari, Gragnano e la Costiera, dove territorio e stagionalità guidano ogni scelta. Ingredienti selezionati con cura - dal provolone del monaco alla pera pennata, dal pescato locale alle erbe dell’orto - diventano piatti intensi e armonici, come il Cappuccino del Monaco con spuma di provolone e patate viola o la pasta ripiena di zucchine alla Nerano, accompagnati da secondi che alternano terra e mare con sapori calibrati. La sala, guidata con eleganza da Luigi Capriglione e Antonio Iovine, accompagna ogni portata senza sovrastarla. L’orto vicino al palazzo rifornisce la cucina con prodotti freschi e stagionali, chiudendo un cerchio virtuoso tra natura e tavola. Sostenuto da Giovanni Paone, il progetto guarda oltre la semplice ristorazione, offrendo un’ospitalità che intreccia arte, storia e gusto e trasforma ogni piatto in un’esperienza in cui tradizione e territorio incontrano uno sguardo contemporaneo e creativo.
Fosca Tortorelli

 

Bluh del Furore Grand Hotel
Furore (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Bluh del Furore Grand Hotel

Uno dei piatti del ristorante Bluh del Furore Grand Hotel

Accanto al selvaggio fiordo di Furore e con il mare che sciaborda in sottofondo, il ristorante campano Bluh di Enrico Bartolini conta sul lavoro quotidiano di Vincenzo Russo, trentenne di Gragnano con una lunga esperienza a fianco di Antonino Cannavacciuolo. Naturalmente la musa è la natura in tutte le sue esuberanti espressioni territoriali, con un occhio attento alla sostenibilità, che si alimenta di prodotti locali e biologici, se non addirittura attinti a quella sentinella di biodiversità che è l'orto sintropico. Insomma, una Campania felix e molto sexy nel suo rifuggere da “ritocchini". Dai vari menu dai nomi vagamente drammatici (Respiro della terraOmbre e OrmeAmore e Furore) si pescano piatti ben riusciti come la Scarola alla brace con salsa ai pinoli e oliva caiazzana, la Tagliatella di fagioli e pesto di lattuga di mare, la Rana pescatrice con zucchine alla scapece. Per il dolce Si Alza il Vento (in senso figurato ma non solo), una delikatessen con limone, violetta e mandorla. Con tutti questi stimoli sensoriali il servizio è giocato sulla sottrazione, scelta intelligente di Raffaele Rispoli. Cantina con molto spazio al territorio quella disegnata da Giovanna Ragno.
Andrea Cuomo

 

Dei Cappuccini del Convento di Amalfi
Amalfi (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Dei Cappuccini del Convento di Amalfi

Uno dei piatti del ristorante Dei Cappuccini del Convento di Amalfi

Se volete fare un salto indietro nel tempo, tra bellezza ed eleganza, questo è il posto giusto per voi. Rinnovato nel 2023, Anantara ha ridato splendore a uno dei monumenti più iconici della Costiera Amalfitana, cioè un convento cappuccino del XIII secolo, sospeso sulla scogliera. E' diventato hotel a 5 stelle, ma nel rispetto della sua storia. Alla guida delle cucine e del fine dining Dei Cappuccini c'è lo chef Claudio Lanuto, lunga esperienza in cucine importanti a fianco di Anthony GenoveseAntonio Mellino ed Heston Blumenthal. La sua cucina parte dal desiderio di valorizzare con tecnica le materie prime campane con tocchi orientali. Tra le specialità della carta, Raviolo caprese, triglia scottata e salsa kimchi e Vitello grigliato, anguilla teriyaki e zucchine alla scapece, Anatra all’essenza di limone, finocchi gratinati, fava di tonka e bietola. Da non perdere il piatto all'insegna di sostenibilità e biodiversità: Spaghetti al pomodoro Re Fiascone, l'antico pomodoro della Costiera. E non dimenticate che qui si narra che nel 1924 nacquero i Cannelloni, che chef Lanuto omaggia nella versione classica. Vista mozzafiato per una serata indimenticabile.
Annalisa Leopoldi Cavalieri

 

Sensi
Amalfi (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Sensi

Uno dei piatti del ristorante Sensi

Nel cuore di Amalfi, ospitato all’interno dell’Hotel Residence, in uno splendido palazzo nobiliare del XVIII secolo, a pochi metri dalla celebre Cattedrale di Amalfi, si trova il Sensi Restaurant, un luogo centrale e riservato allo stesso tempo. La sala arredata in modo elegante e la terrazza che traguarda la Costiera Amalfitana, consentono all’ospite di vivere appieno l’essenza di questi luoghi. Un vero piacere viaggiare attraverso le proposte gastronomiche del cuoco Alessandro Tormolino, che ogni anno declina in tavola non solo i sapori più autentici della costiera, ma li intreccia con le sue esperienze di crescita in modo dinamico e consapevole. La Costiera vive in ogni sua creazione: iodio, ma anche terra, con una vegetazione che assorbe la voce potente del mare. Il Risotto con acqua di pomodoro giallo, scampi, aglio nero, limone e caviale di colatura di alici, domina i sensi. Ma si spinge oltre Tormolino che elabora adesso l’Esperienza Naturale, un percorso totalmente vegano, che fa a meno, però anche dei quattro bianchi, quindi, sale, zucchero, latte e farina, rendendo questa proposta adatta a qualsiasi tipo di intolleranza, senza mai peccare in termini di gusto. 

 

Il Flauto di Pan di Villa Cimbrone
Ravello (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Il Flauto di Pan di Villa Cimbrone

Uno dei piatti del ristorante Il Flauto di Pan di Villa Cimbrone

Nella meravigliosa Villa Cimbrone, il ristorante Il Flauto di Pan guidato da Lorenzo Montoro, classe 1980, è davvero una bella sorpresa. Lo chef dimostra limpidezza rara nel trattare la materia prima; fa mangiare polvere a molti altri indirizzi in strutture di questo tipo, perlopiù vocate a una golosità piaciona e standardizzata. I suoi piatti sono invece puliti, essenziali, soavi. Nemmeno troppo belli esteticamente, ma eccellenti al palato. Certo: aiuta anche il contesto, l’ambiente. Perché qui si è davvero circondati dalla bellezza: Villa Cimbrone è un albergo iconico, un grande scrigno dove si viaggia nel tempo. A tavola tante sono le portate intriganti: Le Patate in Tortiera, lo Spaghettone di Gragnano ai pomodori di Villa Cimbrone, la “Mesca Francesca”con Totani di Praiano e bufala. Tra i secondi c'è il Rombo alla brace, patate nuove, erbe di mare ed emulsione di ostrica, Agnello dei Monti Lattari arrosto con melanzana fondente e pecorino. Montoro padroneggia molto bene le tecniche, le cotture sono puntuali, la pienezza di gusto cresce piatto dopo piatto senza diventare mai banale.

 

Belvedere dell'hotel Caruso
Ravello (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Belvedere dell'hotel Caruso

Uno dei piatti del ristorante Belvedere dell'hotel Caruso

Il ristorante domina su una terrazza con vista della Costiera Amalfitana. È la posizione perfetta per assaporare le eccellenze del territorio, inebriati dalla brezza di mare e dal profumo di limoni. A orchestrare la cucina di Belvedere c'è Armando Aristarco da Torre del Greco, tornato a casa dopo esperienze in Bahrain, Singapore e Dubai, «per onorare e rappresentare con orgoglio la mia terra». È autore di una cucina napoletana dal piglio moderno, dai sapori genuini e riconoscibili, un «tuffo nei ricordi» e nei profumi che riaffiorano. È territorialità, rispetto, tradizione, avanguardia che si stempera. Un’ispirazione schietta, che intreccia pochi ingredienti per mettere al centro il sapore di prodotti che sanno di terra e di sacrifici. Si sceglie à la carte o tra i tanti menu degustazione: Lasciati GuidareTradizione MareTradizione TerraVegano. Tra i piatti da segnalare, Pomo d’Oro, carpaccio, tartare e zuppa di pomodoro campano; Nu’Burdèll… e Pasta e pesce, Mischiato di pasta, ristretto di pesce con crudo e cotto di mare.

 

Oltremare dell'hotel Due Torri
Maiori (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Oltremare dell'hotel Due Torri

Uno dei piatti del ristorante Oltremare dell'hotel Due Torri

Al quinto piano dell’Hotel Club Due Torri di Maiori delle sorelle Anna e Nadia CitarellaOltremare è la perla fine dining con vista privilegiata sulla bellezza della Costiera Amalfitana. Dal 2021, in questa sala avvolta da tutte le tonalità del blu, la proposta gastronomica è firmata dall’executive chef Alfonso Crisci, classe ’77, originario di San Gennaro Vesuviano, che guida con intelligenza e sensibilità una brigata giovane e appassionata. La sua è una cucina ricca e creativa, pensata per appagare e sorprendere: la materia prima campana viene esaltata attraverso contrasti misurati, sapori incisivi e trame capaci di coinvolgere tutti i sensi. Accanto a questa energia mediterranea, compaiono qua e là accenti internazionali che ampliano l’orizzonte gustativo: ne emerge uno stile personale, di carattere e in continua evoluzione. Da provare Alici, mirtilli e mentuccia, dove i pesci, leggermente maturati, vengono serviti con siero di latte, vinaigrette di mirtilli e mentuccia selvatica, e Linguine, gamberi rossi ed erbette, pasta alle 7 erbe con garum di gamberi rossi e burro dolce alcolico.
Davide Visiello

 

Al Convento
Cetara (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Al Convento

Uno dei piatti del ristorante Al Convento

Il ristorante Al Convento di Cetara, guidato dagli chef Pasquale e Gaetano Torrente, rispettivamente padre e figlio, è un vero e proprio pezzo di storia gastronomica della Costiera Amalfitana. Nato in origine come circolo sociale, dopo numerose evoluzioni, il locale è oggi una destinazione imprescindibile che combina la tecnica con la snellezza di una cucina di mare tradizionale. Il vero protagonista è il pesce, lavorato con un rispetto assoluto per la materia prima, specialmente quella locale di Cetara come la celebri alici e il tonno. I Torrente eccellono nel trattare il pescato e i molluschi, spesso passati sulla brace per esaltarne i sapori con un tocco contemporaneo, mantenendo vivo il linguaggio della tradizione marinara e l’idea di semplicità. I piatti sono puliti, saporiti e mai banali. L'accoglienza, curata con calore, riflette la storia del locale come punto d'incontro e convivialità. È la dimostrazione che l'evoluzione può aggiungere profondità al gesto innato e spontaneo di chi “fa da mangiare”, trasformando la cucina popolare in alta gastronomia. Un luogo in cui il mondo della ristorazione si siede per ritrovare l'autentico sapore del Mediterraneo.
Giustino Catalano

 

Volta dei Giardini del Fuenti
Vietri sul Mare (Salerno)

Uno dei piatti del ristorante Volta del Fuenti

Uno dei piatti del ristorante Volta del Fuenti

Dalle ceneri di quello che fu il padre di tutti gli ecomostri italiani, il Fuenti, è nata una struttura elegante e sostenibile, i Giardini del Fuenti, che oltre a tante attività propone anche la cucina fine dining della Volta, che conta sulla mano sicura e consapevole di Michele de Blasio. Lo chef campano tiene di vista le ingombranti tradizioni locali ma le alleggerisce con felici tocchi contemporanei e soprattutto una spruzzata di orientale che tutto ingentilisce. Notevoli i Calamaretti con fagioli di Controne e scarole, gli Spaghetti cicoria, peperoncino, e scampi e l'Agnello con rape, scalogno e pinoli, anche se il piatto/manifesto di de Blasio è la Pasta e patate, lessico famigliare campano, che lui propone in una versione double face, tradizionale la prima e contemporanea la seconda, in rapida successione. Un vero virtuosismo, il passato che si fa futuro. Interessanti i dolci, che rifuggono dalle prolissità locali cercando acidità e sottigliezze, come nella Meringata ai frutti rossi con tè Matcha e rosmarino, piccolo prodigio di aromaticità. Bella carta dei vini con tanta Campania ma anche molta Francia, una grande finestra ricorda sempre che il paradiso è lì a un passo.
Andrea Cuomo


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