E tornare a viaggiare
E di notte con i fari illuminare
Chiaramente la strada per saper dove andare…
Così cantava Lucio Battisti nelle parole di Mogol. E proprio il viaggio, inteso come metafora di scoperta, curiosità e ricerca, diventa la chiave di lettura della nuova proposta del Roteo, il ristorante fine dining dell’hotel Musa a Sala Comacina. Un percorso gastronomico che parte dal territorio comasco, ma sceglie di guardare oltre i confini, attraverso contaminazioni internazionali, tecniche contemporanee e un dialogo costante tra memoria e innovazione.
Robert Moretti e Matteo Corridori (Ro+Teo, il nome del ristorante è una contrazione dei loro nomi), 29 e 28 anni, sono profondamente legati al territorio in cui sono cresciuti. Amici dai tempi della scuola, hanno seguito percorsi professionali differenti ma accomunati dalla stessa passione per la cucina e dal desiderio di costruire una propria identità. Oggi sono loro a guidare la cucina del Roteo, portando nuova energia a una realtà già consolidata, da sempre caratterizzata da una proposta territoriale riletta con uno sguardo contemporaneo e internazionale, in una delle location più suggestive del lago di Como.
Al loro fianco una squadra giovane e preparata, sia in cucina sia in sala. Un servizio cosmopolita, maturato attraverso esperienze in importanti realtà europee e internazionali, capace di unire competenza tecnica e attenzione all’ospite. In brigata, la sous chef Nelli Grossi (34 anni) rappresenta una presenza fondamentale, il punto di riferimento quotidiano per garantire continuità e precisione nel lavoro.
Il nuovo percorso degustazione "Gate" nasce come una dichiarazione d’intenti. Il nome richiama il punto di partenza di un viaggio, un passaggio verso nuove destinazioni gastronomiche costruite attraverso esperienze personali, ricordi e influenze raccolte dai due chef nel corso del loro percorso professionale. La proposta si sviluppa in due formule:
Gate R04, 4 portate disponibili a pranzo a 140 euro, e
Gate R07, 7 portate dedicate alla cena a 190 euro.
Abbiamo provato il secondo, accompagnati dallo chef Matteo, un percorso che racconta una cucina tecnica ma mai fine a sé stessa, capace di alternare precisione, creatività e ricerca dell’equilibrio. Un salto di qualità evidente rispetto al passato. La tecnica, già presente, oggi sembra essere maggiormente al servizio di un’idea precisa: i sapori sono più nitidi, le acidità vengono gestite con equilibrio e le influenze internazionali trovano spazio senza sovrastare la materia prima.
La direzione intrapresa dal Roteo è chiara: una cucina contemporanea, curiosa e aperta al mondo, che sceglie di non limitarsi a raccontare il territorio attraverso la tradizione, ma attraverso una nuova interpretazione. Una scelta ambiziosa, che porta inevitabilmente il ristorante verso un pubblico curioso e disposto a lasciarsi guidare, forse meno legato a una cucina rassicurante e più interessato alla scoperta.
Matteo e Robert sono giovani, veloci e con quella sana dose di coraggio necessaria per uscire dai percorsi già tracciati. Stanno costruendo un’identità riconoscibile senza perdere il legame con l’eleganza richiesta da una struttura come il Musa. Un viaggio appena iniziato, da seguire nelle prossime destinazioni.
ROTEO DELL'HOTEL MUSA, menu GateR07

Ostrica & Rosa di Gorizia
Ostrica, rosa di Gorizia marinata, mandorla e lime nero. Un’apertura elegante, in cui la componente marina incontra le note vegetali e balsamiche della rosa, mentre il lime nero dona profondità e freschezza

Raviolo
Raviolo vegetale, scalogno e brodo umami. Un piatto costruito sulla delicatezza: pochi elementi lavorano sulla concentrazione del gusto e sulla profondità del brodo

Calamaro
Calamaro cotto a bassa temperatura, Thai green curry, crema al tamarindo e limone fermentato. È uno dei passaggi più identitari del percorso: la contaminazione asiatica non appare come un semplice esercizio stilistico, ma diventa uno strumento per valorizzare il prodotto e giocare sull’equilibrio tra spezie, acidità e dolcezza

Gnocchi
Gnocchi alla piastra, ripieno di maialino, fondo, aglio orsino e un leggero tocco di blu di capra. La tecnica emerge nel contrasto tra consistenze, con la nota sapida del formaggio utilizzata con misura

Spiedo
Spiedo di maiale e gambero, ketchup di susine, sandwich di melanzane e gazpacho di pomodoro. Un incontro tra memoria e contemporaneità, in cui elementi apparentemente distanti trovano un equilibrio grazie alla freschezza degli accompagnamenti

Yogurt
Mousse di yogurt e yuzu, pralinato alla nocciola, cioccolato bianco, mela verde e sedano. Un passaggio fresco e aromatico che prepara alla chiusura del percorso

Cioccolato & Olive
Cioccolato fondente, gelato alle olive taggiasche e curd al limone. Un finale giocato sul contrasto tra intensità, componente sapida e freschezza agrumata