05-08-2026

¡Qué padre! El Beso, morsi e sorsi di Messico autentico a Torino

Tra i locali messicani più identitari in Italia, la creatura di Andrea Angiorno e Maria Antonietta Girón Caballero rilegge la tradizione "hecho en Mexico" senza snaturarla... E da qualche mese c'è anche la Taqueria, format pop in chiave street food

La Sope de carne enchilada, tra le specialità pro

La Sope de carne enchilada, tra le specialità proposte nel ristorante di cucina messicana a Torino, El Beso

Il progetto del marchio “M” che tutela l'autentica cucina messicana nel mondo (ve ne abbiamo parlato qui), trova già in Italia alcuni interpreti concreti tra cui l’insegna El Beso che si distingue non solo come ristorante, ma quale vero e proprio ambasciatore gastronomico capace di tradurre in esperienza contemporanea il patrimonio culinario del Messico.

Al timone di El Beso, il piemontese Andrea Angiono e la chef messicana Maria Antonietta Girón Caballero, per tutti Tony

Al timone di El Beso, il piemontese Andrea Angiono e la chef messicana Maria Antonietta Girón Caballero, per tutti Tony

Nel cuore di Torino, il locale guidato dal piemontese Andrea Angiono e dalla chef messicana Maria Antonietta Girón Caballero, per tutti Tony, incarna i principi alla base dell’iniziativa: rispetto rigoroso delle tradizioni regionali, attenzione alla qualità degli ingredienti e volontà di restituire un’immagine autentica della cucina messicana, lontana dagli stereotipi del Tex-Mex che per anni ne hanno distorto la percezione in Europa.

«Dimenticate chili con carne, fajitas e burritos: la cucina messicana è un sistema gastronomico complesso, fatto di identità regionali profondamente diverse tra loro. Al Nord dominano carni e sapori intensi legati alla tradizione pastorale; al Centro nascono piatti simbolo come il Mole poblano, con spezie e cioccolato; lungo le coste prevalgono freschezza e acidità, tra Ceviche e Aguachile; nello Yucatán emergono invece le radici maya e le cotture ancestrali, con preparazioni come la Cochinita pibil», ci tiene a precisare Tony.

L'Aguachile di El Beso

L'Aguachile di El Beso

Il loro percorso nasce all’estero, dall’incontro a Londra agli anni trascorsi tra Spagna e Messico, e si traduce in una visione gastronomica che punta a coniugare autenticità e contemporaneità.

Dopo l’apertura del primo locale a Città del Messico, poi chiuso durante la pandemia, il progetto ha trovato continuità e sviluppo in Italia, dove El Beso è attivo dal 2016.

La loro filosofia è chiara: rileggere la tradizione senza snaturarla. Ogni piatto, infatti, nasce da un lavoro attento su ingredienti e tecniche, con materie prime spesso importate dal Messico o selezionate sul territorio.

Un dettaglio della sala di El Beso, Torino

Un dettaglio della sala di El Beso, Torino

Al centro della cucina restano gli elementi fondamentali quali sono mais, peperoncino, lime e salse, affiancati da ingredienti identitari come avocado, cactus o huitlacoche, noto anche come “tartufo del mais”, considerato una delle eccellenze della cucina messicana e utilizzato in preparazioni che valorizzano la componente vegetale e territoriale.

L’esperienza è pensata per essere condivisa: molte portate arrivano scomposte, lasciando al cliente la possibilità di costruire il proprio assaggio. Il menu si articola tra Tacos - a base di carne, pesce o vegetariani -, gli Antojitos, "voglie" o "capricci" come i classici nachos - le totopas di mais sono fatte in casa - e preparazioni al molcajete, il mortaio di pietra vulcanica dalla forma concava, che risale alle civiltà precolombiane mesoamericane, ma anche piatti come Mole, Sopas (pensiamo quella Azteca, una zuppa di pomodoro con peperoncini non piccanti con croccanti di mais, panna acida, formaggio fresco e avocado), Ceviche o piatti di mare - il Pulpo Del Golfo, polipo a tripla cottura marinato con salsa “7 machos” (7 peperoncini non piccanti) e un tocco di lime -, o di terra - l'Entomatado De Res, la guancia di vitello cotto a bassa temperatura, tomate verde, cipolla, coriandolo e demi-glace, insalata di stagione, cactus e pomodoro.

Alcune delle "proposte liquide" tipicamente messicane

Alcune delle "proposte liquide" tipicamente messicane

A completare l’esperienza la carta delle bevande, interamente ispirata al Messico. I vini proposti sono selezioni di produzione messicana, affiancati da una proposta cocktail che include i grandi classici come Margarita e Paloma, insieme a varianti a base di Mezcal e Tequila. Non mancano le Micheladas e una selezione di birre, disponibili sia alla spina che in bottiglia.

Da qualche mese, a poca distanza dal ristorante, ha aperto anche la Taqueria de El Beso, versione più informale, pop e immediata di un progetto già consolidato che guarda allo street food messicano nella sua forma più autentica, senza rinunciare a rigore tecnico e qualità delle materie prime.

La proposta è un omaggio diretto alla cultura gastronomica popolare: tra le specialità ecco il Taco al pastor, simbolo di Città del Messico, con carne di maiale marinata con spezie, ananas, cipolla e coriandolo, cotta alla brace per esaltarne le note affumicate e dolci, grandi classici regionali come la Cochinita pibil dello Yucatán, cotta lentamente secondo tradizione, la Barbacoa de res del Nord-Est e la Quesabirria di Guadalajara, servita con il suo immancabile brodo di cottura.

Il Guacamole della Taqueria di El Beso

Il Guacamole della Taqueria di El Beso

Non mancano, poi, preparazioni iconiche come Suadero e Carnitas, insieme a Quesadillas e varianti più ricche come la Gobernador con gamberi e formaggio fino alle Flautas croccanti ripiene di pollo o patate, servite con salse e panna acida. A completare l’offerta una selezione di bevande altrettanto identitarie come le bibite popolari Jarritos e Squirt, fino al Clamato e alle principali birre messicane.

Una tappa da non perdere per gli amanti di questa vibrante cucina sudamericana!


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Tania Mauri

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Tania Mauri

food writer and traveller, torinese di nascita ma romana d'adozione, da sempre nel mondo della comunicazione, scrive di enogastronomia “per caso” e per passione su diverse testate nazionali

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