Mi sono da poco goduto due serate, quelle di martedì 21 luglio e di mercoledì 22 luglio, nel segno dei Fab Sixities, i favolosi anni Sessanta non della musica e del costume, bensì della famiglia Cerea, doppia festa per celebrare i sessant’anni del loro ristorantissimo, il Da Vittorio, aperto a Bergamo nel 1966, primo servizio il 6 aprile, e trasferito alla Cantalupa di Brusaporto nel 2005, anno della scomparsa del capostipite a 66 anni il 30 ottobre.
Vittorio ha fatto in tempo a festeggiare la prima stella, arrivata nel 1978, e anche la seconda, datata 1978, ma non la terza che risale al 2010 nel segno dello splendido lavoro dei figli Enrico, Francesco, Bobo e Rossella e, in anni più vicini a noi, dei dieci figli di questi ultimi, i tre di Chicco (Beatrice, Maria Vittoria e Vittorio), i due di Francesco (Benedetta e Maddalena), i due di Bobo (Giulia e Matilde) e i tre di Rossella (Maria Rita, Rebecca e Pietro). Tutti sotto l’ala protettiva e propulsiva di loro madre Bruna, da poco cavaliere del lavoro, così come Rossella a inizio estate è stata nominata presidente di IULM Food Academy, l'accademia dell'Università IULM di Milano dedicata alla promozione della cultura alimentare.

La Torta Pacchero. Foto Canio Romaniello
Chicco invece è stato premiato a Palazzo Chigi dalla presidente del consiglio
Giorgia Meloni e dal ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste
Francesco Lollobrigida, presente martedì alla festa, e nominato
Maestro dell'Arte della Cucina Italiana. Perfetta la motivazione: "La sua cucina interpreta l'identità italiana con una tecnica solida e massima attenzione alla materia prima riuscendo a renderla moderna senza tradirne le origini. Insieme alla famiglia ha costruito un’attività capace di spaziare dai grandi eventi al catering di prestigio passando per progetti di consulenza gastronomica".

La festa. Foto Canio Romaniello
Il tratto dei
Cerea spazia dall’opulenza alla generosità, passando per la golosità più rassicurante. Chi si chiederà mai cosa siano i paccheri al pomodoro o la cotoletta doppia orecchia d’elefante, quello sono, nella loro perfezione come i loro risotti per mille ospiti, sempre perfetti, al dente, e i catering un po’ ovunque, scelta che venne contestata dalla critica per il timore che avrebbe tolto energia alla casa madre. Così non fu e adesso ecco la famiglia festeggiare il traguardo dei sessant’anni con una doppia serata nel segno dello street food: hanno aperto gli spazi della
Cantalupa a una 50ina di realtà ristorative, liberi tutti di servirsi dove più gradito.

Pierluigi Loro Piana e Sofia Goggia

Matteo Lunelli e Federica Pellegrini

Gerry Scotti e Melissa Satta con Carlo Gusalli Beretta
Ho avuto la fortuna di avere frequentato
Da Vittorio quando aveva aperto da nemmeno dieci anni. Era una festa perché negli anni Settanta collaboravo alla redazione sportiva del
Corriere della Sera, tanto calcio di serie B e una spruzzata di sci. Ogni domenica mi veniva assegnata la partita di una squadra lombarda, con trasferte potenziali a Monza, Varese, Como, Bergamo, Brescia e Cremona. Il capoluogo brianzolo era poco ambito perché, partendo da Milano, parcheggiavi direttamente allo stadio, così non c'era tempo di pranzare fuori; Como era una meta simpatica, Brescia poco, le altre normali. Nessuna opzione poteva reggere il confronto con Bergamo per qualità e varietà, tutto nel segno di
Vittorio e di
Bruna. Le loro proposte erano ricche e appaganti, sempre leggere, perfette per chi doveva poi lavorare in uno stadio fino a sera e certo non digerire seduto in tribuna stampa. La celebrazione di questo inizio settimana è stata per me anche un viaggio nei miei ricordi di giornalista sportivo.

I 60 anni del Da Vittorio
TANTI CHEF PER CELEBRARE IL DA VITTORIO

Enrico Bartolini, Alberto e Antonio Santini

Salvatore Bianco e Gianfranco Pascucci con Salvatore Vaccaro

Antonia Klugmann con Chicco Cerea

Massimiliano Alajmo e Matias Perdomo

Cesare Battisti e Davide Oldani

Moreno Cedroni con Mariella Organi e Paolo Griffa

Andrea Berton e Antonio Guida

Alberto Gipponi e Alessandro Pipero

Pino Cuttaia e Roberto Di Pinto

Protagonista anche lo street food e il mondo della pizza: qui Roberta Lamperti de La Polpetteria e Vincenzo Piccirillo de La Masardona