A partire dai primissimi giorni di questo 2026, il ciclo Giovani Talenti ha concesso al pubblico di Eataly un generoso, ma soprattutto un delizioso assaggio del futuro dell’alta gastronomia italiana.
Cuoche e cuochi straordinari, provenienti da tutta Italia (e non solo) sono approdati nelle cucine di Eataly Milano Smeraldo, Eataly Torino Lingotto e Eataly Roma Ostiense portando tutta la loro energia e la loro passione, attraverso una collezione di percorsi gastronomici pensati ad hoc per l’occasione.
In soli sei mesi, abbiamo avuto modo di provare creazioni uniche, talvolta guidate da un bisogno di essenzialità, talvolta da un desiderio irrefrenabile di sperimentare, portando la materia sempre un passo oltre, in entrambi i casi mettendo a fuoco l’identità degli chef che, nonostante la loro giovane età, si fa sentire a voce piena, sorprendendo, fino a creare non solo una vera e propria esperienza al tavolo, ma portando nuova linfa alla cultura gastronomica del Buon Paese.
Il viaggio ha avuto inizio a Milano con Matteo Grandi, chef del ristorante Matteo Grandi in Basilica, attualmente impegnato su nuovi progetti professionali e di vita: la sua creatività è guidata da istinto, che si traduce in leggerezza, interpretata attraverso una sensibilità gustativa che ammalia. Dopotutto il suo non è stato un percorso da poco, prima nelle cucine di Alain Ducasse e Paul Bocuse, in giro per il mondo, soprattutto Asia, fino alla consacrazione del pubblico nazionale con la vittoria a Hell’s Kitchen Italia.

Una delle creazioni presentate da Matteo Grandi
La sua è stata una narrazione vibrante ed elegante dell’inverno, particolarmente riuscita nel
Risotto al broccolo fiolaro, taleggio e rafano. Forza vegetale, la potenza del rafano a rinfrescare e taleggio ad apportare il giusto grado di grassezza.
Seconda tappa, ancora a Milano, e un portento che noi di Identità seguiamo da anni con particolare entusiasmo, e che oggi anima una delle aperture più attese dell’anno: stiamo parlando di Juan Camilo Quintero, colombiano, al timone di Quid, ultimo progetto firmato da Enrico Bartolini, lo chef pluristellato toscano, nella Capitale.

Gli strepitosi Anelletti con lupini, zenzero e foglie di combava di Juan Camilo Quintero
Se c’è un piatto che ha urlato particolarmente forte il suo talento, quello è stato
Anelletti con lupini, zenzero e foglie di combava: dunque una pasta “corta” che viene risottata in una crema di lupini conservati e burro, lupini interi, insalatina di daikon, zenzero e foglie di combava (o kaffir lime che dir si voglia).
Piatto vegetariano, dritto, pulitissimo, con la crema “piena”, dai toni tra il leguminoso e il nocciolato con retrogusto leggermente amarognolo, poi il daikon per dare freschezza croccante, con una punta piccante e senapata, lo zenzero a brunoise che regala personalità e aromaticità, più la
combava per la parte floreale/erbacea, agrumata e ancora leggermente piccante.
Ci spostiamo a Torino, che accoglie tra le mura di Eataly Lingotto, chi oggi tiene le redini di una delle insegne piemontesi che porta la firma di Antonino Cannavacciuolo, ossia Gianluca Renzi, chef de Le Cattedrali Relais di Asti, una stella Michelin.
Nel suo curriculum, tantissima qualità, al punto da guadagnarsi la stima di
Heinz Beck, che dopo averlo visto crescere nella brigata de
La Pergola, gli affida i suoi progetti in giro per il mondo, poi qualche tappa italiana fino all’approdo piemontese. Ogni assaggio sperimentato alla tavola di Eataly ha dato prova di un profondo rispetto della materia prima, che emerge intatto, anche nell’uso di ingredienti poveri, come lo è un
sedano rapa, esaltato da aggiunte dall’anima orientale: la radice è stata infatti servita con salsa Ras-el-hanaout – una miscela ricca di spezie-, olio piccante e sesamo tostato.
Da Torino a Roma, con Leonardo D’Ingeo, chef di Alto Rooftop a Cervia.
Pugliese inarrestabile, comincia nella sua terra, migrando poi a Parigi, fino a lasciare un segno profondo nella scena meneghina, curando la proposta gastronomica del cocktail bar
Ca-ri-co, introducendo una dimensione gastronomica di livello anche al banco del bar. Farà ritorno in Salento, per poi stabilirsi in Romagna, dove elabora una nuova direzione della sua cucina,
Tra mare e pineta, ricca di contaminazioni, di mondo, in quel continuo oscillare tra complessità e immediatezza. Senza timori, audace. Esattamene come audace lo è il primo piatto che ha proposto nel menu esclusivo ideato per Eataly Torino.

Lumache di granoduro Senatore Cappelli, sugo d'arrosto di canocchia, schiuma di mare, polvere di foglie di limone
Alle note iodate decise alterna le acidità mirate del limone: un concentrato di mare, un assaggio di estate perenne sono le sue
Lumache di granoduro Senatore Cappelli, sugo d'arrosto di canocchia, schiuma di mare, polvere di foglie di limone.
Maggio rovente quello di Eataly Milano Smeraldo con una coppia che sta facendo parlare di sé anche oltre confine: la loro casa, infatti, è Parigi ed è lì che Aurora Storari e Flavio Lucarini coniugano radici italiane a rigore francese, al Substance, una stella Michelin nella capitale francese.

Aurora Storari e Flavio Lucarini
Lui più salato, lei più dolce, sebbene la definizione stessa di “dolce” nelle mani e nella visione di
Aurora assuma connotati non del tutto ordinari eppure strabilianti: poco zucchero, forte impronta vegetale, dove amaro, acido e note erbacee sostituiscono la dolcezza classica per un assaggio pulito, preciso e coerente con tutto il racconto.

Cioccolato 80 per cento, tamarindo e meliloto di Aurora Storari
Esattamente come dimostra nel
dessert signature presentato a Milano,
Cioccolato 80%, tamarindo e meliloto. Un fine pasto dalla rara raffinatezza, una complessità aromatica suadente, secca e precisa come una lama. Classe purissima. Anzi, fuoriclasse assoluta.
Ultimo, ma non per ordine di importanza, Alessandro Lucassino chiude il ciclo di cene Giovani Talenti appena prima della pausa estiva – per conoscere i prossimi appuntamenti, restate sintonizzati.

Lo chef Alessandro Lucassino
Anche qui entra in gioco un pezzo di Francia, quella eccelsa di
Alain Ducasse che nota originario di Follinica in Toscana, e lo seleziona per il suo
Jules Verne, il ristorante all'interno della Tour Eiffel, dove
Lucassino entra come commis e rimane fino al 2018, arrivando a ricoprire il ruolo di sous-chef, prima di trasferirsi al
Relais Plaza; quindi è la volta del
Salon des Manufactures, fino a
Cucina Mutualité, sempre sotto la guida del celebre Chef francese.

Calamarata alle pannocchie di mare, zenzero e grué di cacao: tra i piatti presenti dallo chef Lucassino nel corso della sua cena per Eataly
Dal 2024 è Executive Chef de
Il Ristorante Alain Ducasse Napoli, all’interno del
ROMEO Hotel. Il ristorante rappresenta il primo progetto in Italia firmato
Ducasse, nato per esprimere il suo legame profondo con il Mediterraneo. Lo stesso che Lucassino esprime in un piatto che rimarrà impresso a lungo nella nostra memoria, le
Tagliatelle di seppia, cetriolo alla griglia e peperoncino verde di fiume.
Quella dei Giovani Talenti è davvero una gran bella giovane Italia. Alle prossime scoperte da Eataly!