08-07-2026

La Notte degli osti: quando la convivialità è protagonista di un'intera cittadina

Una grande tavola diramata tra vicoli e piazze è il cuore dell'evento che va in scena a Eboli (Salerno), ideato da Giovanni Sparano, oste di Alberto Ritrovo: un punto di incontro di alcune tra le realtà gastronomiche più interessanti d'Italia

Per due giorni Eboli, in provincia di Salerno, si

Per due giorni Eboli, in provincia di Salerno, si lascia animare da assaggi, incontri e soprattutto dalla bellezza della convivialità, in un evento diffuso tra le sue vie e piazze (e non solo): è la Notte degli osti

Per due giorni il centro storico di Eboli (Salerno) è stato il punto di ritrovo de La Notte degli Osti.

Le auto sono sparite, i tavoli hanno occupato piazze e vicoli, le porte delle osterie sono rimaste aperte fino a tardi e un intero paese si è dato appuntamento per mangiare (e bere) insieme. È questa, forse, l'immagine che resta più impressa della sesta edizione della manifestazione ideata da Giovanni Sparano, oste di Alberto Ritrovo, che quest'anno ha scelto come filo conduttore Quel che resta di un Mondo: un omaggio all'osteria come luogo di relazione, memoria e accoglienza, ma anche ai cinquant'anni di Novecento, il capolavoro di Bernardo Bertolucci, e al mito della storica Osteria Cantarelli.

L'apertura della manifestazione è stata dedicata proprio all’anniversario di uscita della monumentale opera del regista emiliano. Nella chiesa di San Lorenzo, Giovanni Sparano e Diego Sorba hanno dialogato con Michele Guerra, docente di Storia del Cinema all'Università di Parma e sindaco della città, accompagnando il pubblico nella visione e nel commento di alcuni estratti di Novecento. Un'introduzione, ma soprattutto una lezione, che ha chiarito come il tema della manifestazione non fosse soltanto gastronomico, ma anche di matrice culturale in grado di mettere in relazione cinema, memoria e mondo delle osterie.

Il programma ha alternato incontri culturali, pranzi, cene diffuse, degustazioni e concerti, coinvolgendo sei ristoranti del territorio insieme ad altrettante realtà gastronomiche provenienti da tutta Italia, e un’importante selezione di vignaioli. Più che un festival gastronomico, però, La Notte degli Osti continua a essere un grande esercizio collettivo di ospitalità, dove ogni locale mette a disposizione spazi, brigata e competenze affinché il progetto funzioni come un unico organismo.

Bontà in condivisione tra le strade di Eboli

Bontà in condivisione tra le strade di Eboli

La formula si è sviluppata in sei incontri tra ristoranti del territorio e ospiti provenienti da tutta Italia: Alberto Ritrovo ha accolto Andrea Poli de Il Gustificio, Il Papavero, Marco Ambrosino, Il Panigaccio ha ospitato Generi di Conforto, Dogana, Giovanni Civitillo di Millennium, Piazzetta Santa Sofia, Gianmarco Vigilante de Il Salumaio e l'Osteria del Centro Storico, Francesco Leone di Res Lab Food and Beer.

Accanto ai cuochi, un ruolo centrale lo hanno avuto anche osti e vignaioli: Diego Sorba con Giulio Armani, Francesca Di Benedetto, Salvatore Magnoni e Giampiero Ventura; Gabriele Da Prato di Podere Còncori; Gaetano Guacci di RitroVino; Giuseppe Balzano e Alessandra Paudice di Brett; Davide Lima di Troppo Frizzante con i vini di Robb De Matt e Vito Settanni insieme ad Alex Della Vecchia di Ultracosta.
Tra gli appuntamenti più attesi, senza dubbio segnaliamo Lascia fare a me. Omakase e osteria: l'arte di meritarsi la fiducia, il pranzo ospitato nel Giardino Vacca de Dominicis. Un luogo suggestivo tra alberi di limone, fichi e palme, dove il progetto Omakasa Piccolo Refettorio ha costruito un percorso a sorpresa, in perfetta sintonia con la filosofia del secret restaurant toscano.

Un menu che ha dimostrato come sia possibile spostare continuamente il baricentro della cucina senza mai perdere equilibrio. I Peperoni tonnati, ad esempio, hanno ribaltato la gerarchia abituale di questo piatto poiché la salsa tonnata accompagna il vegetale senza sovrastarlo e lasciando che fosse il peperone, intenso e dolce - protagonista di questa stagione - a guidare il gusto, sostenuto dai cucunci caramellati. La Trippa con gochujang ed erbe mediterranee ha invece trasformato uno dei grandi classici della cucina italiana in un piatto sorprendentemente fresco, dove il fermentato coreano ha portato profonda eleganza al quinto quarto. Poi le Animelle di cuore e di gola in crepinette cotte alla brace, seguite da un Cuore di vitello cotto con grande precisione, accompagnato da melanzane alla brace e salsa tahina, in un continuo scambio tra Mediterraneo e Medio Oriente.

Tra i diversi ospiti presenti per la manifestazione, Marco Ambrosino, che ha curato gli amuse bouche della cena presso il ristorante Il Papavero, una stella Michelin a Eboli

Tra i diversi ospiti presenti per la manifestazione, Marco Ambrosino, che ha curato gli amuse bouche della cena presso il ristorante Il Papavero, una stella Michelin a Eboli

La sera, il racconto è proseguito presso Il Papavero, storico ristorante ebolitano una stella Michelin, dove Marco Ambrosino ha aperto la cena con una serie di amuse bouche ispirati ad alcuni dei piatti più iconici della cucina campana, dalla Nerano allo Scarpariello, trasformandoli in piccoli bocconcini. È arrivato poi un Cavolo fermentato costruito sulle acidità identitarie della cucina dello chef, consistenze allegre e una masticazione lunga e appagante: tutti parametri capaci di raccontare con immediatezza lo stile Ambrosino. Molto convincente anche la Triglia servita con il suo fondo, alleggerita dalla freschezza del carpaccio di pesca e del pomodoro cuore di bue.

Da Alberto Ritrovo, epicentro dell’evento, a sorprendere è stata la Paella di Andrea Poli de Il Gustificio, ricca di verdure e tastasal, che ha riportato il convivio su una dimensione volutamente più popolare. Ad accompagnarla, con grande sorpresa di tutti gli ospiti, un piccolo concertino di Brunori Sas con quattro dei suoi più grandi successi.

Assaggi dalla Notte degli osti

Assaggi dalla Notte degli osti

La prima giornata si è conclusa con un altro momento dedicato alla memoria dell'ospitalità italiana. Nella Cantina di Sor Diego al Pozzo, Giovanni Sparano e Diego Sorba hanno reso omaggio all'Osteria Cantarelli di Samboseto, luogo simbolo della ristorazione italiana e quartier generale della troupe di Novecento durante le riprese del film. Attraverso i racconti di Mario Soldati, ricordi e aneddoti, l'incontro ha spolverato il ritratto di un'osteria diventata modello di accoglienza e riferimento per intere generazioni di osti e ristoratori.

Naturalmente non è possibile assaggiare tutto in una manifestazione costruita su sei percorsi gastronomici differenti, decine di produttori e un fitto calendario di appuntamenti. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui La Notte degli Osti rappresenta oggi un appuntamento così interessante: per la possibilità che apre di incontrare tra gli stessi vicoli, alcune tra le realtà più dinamiche della ristorazione italiana che hanno come denominatori comuni ospitalità, scambio e incontro.

Alla fine de La Notte degli Osti, resta soprattutto l'immagine di un centro storico che si trasforma in una lunga tavola collettiva, dove cuochi, osti, vignaioli e abitanti non si fermano a Eboli ma vanno oltre i confini di questo comune, coinvolgendo l’intero Paese. Una collaborazione autentica nella quale, per due giorni, ogni ristorante mette il proprio lavoro al servizio dell'evento e contribuisce a far sì che, Eboli non racconti soltanto la cucina campana, ma diventi un punto d'incontro di storie, territori e cucine dell’Italia intera.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Claudia Concas

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Claudia Concas

Giornalista gastronomica milanese con cognome sardo. Ha studiato da chef per capire cosa succede davvero tra passe e fornelli. Non sopporta la “sostenibilità” usata come slogan e rifugge la formula “tradizione e innovazione”. Non aspetta inviti e non insegue nuove aperture: ha più fame che FOMO. La sua penna è diretta e spesso ironica, ancorata a ciò che conta davvero: gusto, identità e profondità.

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