26-05-2026

Retrobottega, nuovo corso al Rhinoceros: «Siamo sempre noi, ma con una bella vista in più»

Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice hanno inaugurato la sede al palazzo delle arti di Alda Fendi. Cucina libera, convivialità e un menu-manifesto, a sorpresa: il Sabotage, che cambia ogni giorno in base alla spesa al Mercato Campagna Amica

Staff in festa nella nuova sede di Retrobottega al

Staff in festa nella nuova sede di Retrobottega al Rhinoceros di via del Velabro 9, Roma

Dopo oltre dieci anni trascorsi in un locale quasi nascosto e con quell’atmosfera da laboratorio urbano che ne aveva definito il carattere, Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice hanno deciso di alzarsi letteralmente da terra e approdare all’ultimo piano del Rhinoceros, il palazzo delle arti voluto da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel. Il rischio, in questi casi, è sempre quello di perdere spontaneità. Quando un progetto nato underground incontra un luogo così iconico, il confine tra evoluzione e trasformazione radicale è sottilissimo. E invece basta passare qualche minuto con Giuseppe Lo Iudice per capire che il cuore del progetto è rimasto intatto.

«Siamo sempre noi, solo con una bella vista in più - dice sorridendo - Abbiamo lavorato 10 anni senza finestre e ora qui siamo praticamente in paradiso. La luce cambia tutto, anche il modo di vivere il lavoro». E in effetti il colpo d’occhio è notevole: Roma si apre tutto intorno, il Tevere scorre sotto, la città entra nel ristorante senza bisogno di effetti speciali. Certo, insieme alla luce è arrivato anche lo spazio. E prendere confidenza con spazi molto più ampi richiede tempo. «È tutto più grande, più aperto e con più coperti. Dobbiamo ancora prendere le misure. Siamo più di venti persone a lavorare qui e anche per noi è un nuovo equilibrio da costruire» ammette Lo Iudice.

Retrobottega oggi occupa due ambienti comunicanti ma distinti: da una parte il ristorante vero e proprio, dall’altra la terrazza rooftop pensata per accompagnare l’intera giornata, dalla mattina fino a mezzanotte. Ma il format resta fedele alla sua identità originaria strettamente connessa alla convivialità, che continua a essere il centro di tutto. Progettati dallo studio Næssi, i due grandi tavoli sociali diventano elementi narrativi prima ancora che di design: dispositivi pensati per creare relazione, incontro, conversazione.

Il nuovo Retrobottega

Il nuovo Retrobottega

Poi c’è la musica, parte fondamentale del nuovo corso. Ed ecco che, ogni giovedì e domenica, il rooftop si anima con eventi musicali curati dalla musicista Beatrice Miniaci. L’idea è quella di mantenere questo spazio come luogo aperto, vivo e anche la proposta gastronomica segue questa logica fluida e dinamica. La giornata inizia alle 8.30, ma la colazione non viene interpretata nel modo classico. È semmai un ibrido tra breakfast e menu all day con specialty coffee, gli sfogliati di Casa Manfredi e qualche interessante proposta salata dalla cucina. Ma è naturalmente a pranzo e cena che emerge il lato più riconoscibile di Retrobottega.

La cucina di Miocchi e Lo Iudice continua a muoversi dentro quell’idea di tavola italiana contemporanea che li ha resi un riferimento romano: stagionale, essenziale, tecnica ma mai rigida. Nel menu primaverile convivono piatti come il Katsusando con carote bbq, cheddar e salsa romesco (una vera esplosione di sapore al morso); l’Insalata di agretti e fagiolini con paprika, stracchino e bottarga; le Cozze alla brace con cipolla rossa e mozzarella di bufala, oppure il Risotto con aglio orsino, semi di zucca e capperi. Ma il vero manifesto resta probabilmente il menu Sabotage, il percorso a sorpresa che cambia ogni giorno a seconda della spesa che si fa al Mercato Campagna Amica, proprio lì accanto al Circo Massimo. Un menu costruito attorno alla disponibilità del momento, diviso in tre atti e pensato per arrivare al centro della tavola in una dimensione totalmente condivisa.

Insomma, tutto sembra essere rimasto uguale eppure il rapporto con il pubblico in parte è cambiato. «Tanti clienti storici ci hanno seguito, ma qui arriva anche gente nuova che conosceva già il posto e magari si aspetta qualcosa di diverso -  spiega Giuseppe - Capita che qualcuno venga qui pensando di trovare il classico rooftop da cocktail bar ma noi non siamo quello. Siamo più easy, più spartani. Al massimo c’è qualche classico da bere e qualche drink alla spina, ma il focus resta il vino (tanto vino) e i piatti al centro della tavola. E non vogliamo perdere quell’anima». La carta dei vini conta circa cento referenze, con una mescita più contenuta ma molto ragionata; oltre poi ai tanti appuntamenti in terrazza con i produttori che «sono fondamentali per noi perché mantengono vivo il rapporto umano con chi il vino lo fa davvero», sottolinea lo chef.

Cozze alla brace con cipolla rossa e mozzarella di bufala

Cozze alla brace con cipolla rossa e mozzarella di bufala

Risotto con aglio orsino, semi di zucca e capperi

Risotto con aglio orsino, semi di zucca e capperi

Spuntini al Retrobottega

Spuntini al Retrobottega

Giuseppe Lo Iudice e Alessandro Miocchi

Giuseppe Lo IudiceAlessandro Miocchi

La condivisione resta centrale perchè “è sempre stata il nostro modo di stare a tavola”. E forse è proprio questo il punto più interessante del nuovo Retrobottega: trovarsi in uno dei luoghi culturalmente più sofisticati di Roma senza mai cedere alla tentazione dell’autoreferenzialità. Il Rhinoceros, con le sue mostre, le installazioni, la programmazione della Fondazione Alda Fendi e gli spazi espositivi, resta un organismo vivo in continuo dialogo con la città e Retrobottega si inserisce perfettamente in questo ecosistema ma senza snaturarsi, quasi come se fosse sempre stato lì. Cambiano le mura, cambia il panorama, cambia perfino la percezione del luogo. Ma il metodo resta identico: libertà creativa, convivialità, relazione umana e un’idea di ristorazione che rifiuta qualsiasi rigidità.


Info: Via del Velabro, 9; www.retro-bottega.com; Tel: 06 68136310; info@retro-bottega.com

 


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Serena Curto

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Serena Curto

pugliese classe 1992, da sempre curiosa a tavola, dopo la Laurea in Giurisprudenza consegue un Master in critica enogastronomica all’Academy del Gambero Rosso a Roma. Oggi scrive su diverse testate nazionali

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