A distanza di quasi due anni torniamo a Capriate San Gervasio, al Kanton Restaurant, questa volta con un obiettivo preciso: assaggiare l'Anatra laccata alla pechinese dello chef patron Weikun Zhu.
Il ristorante, ereditato dalla famiglia Zhu, è stato inaugurato dodici anni fa dal giovane chef, che lo ha profondamente rinnovato. Non solo attraverso un progetto architettonico moderno ed essenziale, ma soprattutto grazie a un lavoro di valorizzazione di una tradizione culinaria cinese ancora poco conosciuta al palato occidentale. L'intento di Weikun Zhu è chiaro: raccontare una cucina millenaria, ricca di cultura e filosofia, capace di sorprendere per complessità ed eleganza.
Il
Kanton Restaurant propone una cucina cinese contemporanea, mai esasperata, ma anzi equilibrata e rigorosa. Una proposta gastronomica di alto livello, curata in ogni dettaglio, che può contare anche su un costante approvvigionamento di materie prime direttamente dalla Cina, grazie al supporto della famiglia dello chef, rientrata nel frattempo in patria.
Parlare di cucina cinese significa confrontarsi con un universo estremamente vasto e articolato. Le otto grandi tradizioni regionali —
Lu,
Chuan,
Yue,
Min,
Su,
Zhe,
Xiang e
Hui — si distinguono per ingredienti, tecniche e influenze culturali, offrendo un panorama gastronomico di straordinaria ricchezza.
L'
Anatra laccata alla pechinese, disponibile esclusivamente su prenotazione con almeno quattro giorni di anticipo, è senza dubbio uno dei piatti simbolo di questa tradizione. Un esemplare è ideale per quattro–sei commensali. La pelle si presenta perfettamente croccante, mentre la carne, cotta volutamente al rosa, è tenera, succosa e intensamente saporita.
Il servizio è parte integrante dell'esperienza: l'anatra viene portata intera in sala e tagliata direttamente al tavolo dallo chef. Viene poi accompagnata da morbidi
pancake, una
salsa hoisin fatta in casa, equilibrata e avvolgente, e verdure fresche — porri e cetrioli tagliati a
julienne. Ogni boccone è un gioco armonico di consistenze e sapori. Diventa quasi un rituale aprire le sottili sfoglie e comporre il proprio assaggio, dosando carne, pelle, salsa e verdure secondo il proprio gusto.
È uno di quei piatti che invitano a fermarsi, anche solo per un istante, per apprezzarne appieno ogni sfumatura. Per chi desidera avvicinarsi alla cucina cinese autentica, si tratta di un'esperienza che merita senza esitazione.
Per completare il percorso, il consiglio è di rinunciare al vino e lasciarsi guidare nella ricca selezione di tè cinesi proposta in carta. Tè verdi, rossi, bianchi, neri e infusi: una varietà ampia, che lo chef o sua moglie in sala sapranno suggerire in abbinamento ai piatti.
Non è un caso: la Cina è la culla del tè, bevanda profondamente radicata nella cultura del Paese. Diffuso in ogni regione, il tè riflette la diversità dei territori e delle coltivazioni. È simbolo di ospitalità, amicizia e rispetto, oltre che fonte di ispirazione artistica e momento centrale in importanti rituali, come la cerimonia nuziale. Nella tradizione cinese, rappresenta anche i cinque elementi — acqua, legno, fuoco, terra e metallo — racchiudendo in sé un'idea di equilibrio universale.