25-05-2026

Gargano insolito (e goloso): 6 locali fuori dai soliti giri, più altri 10 da non perdere

Il nostro nuovo tour del promontorio ci ha fatto scoprire, oltre a indirizzi già consolidati, anche altri ristoranti e pizzerie di gran qualità. Eccovi Chalet dei Gourmet, Signor Cesare, Devinum, Tirovino, Al Boccone e Il Soppalco

Il Gargano, sperone d’Italia, viene spesso associato al mare. Le sue coste frastagliate, i faraglioni carezzati dall’Adriatico e le spiagge baciate dal sole sono tra le immagini più universalmente note del promontorio. Ma il Gargano è molto più di questo. È Foresta Umbra, valli, grotte, picchi, tratturi che attraversano faggete e uliveti, borghi arroccati e una delle mete più importanti del turismo religioso del Sud Italia: San Giovanni Rotondo.

Ed è proprio qui che negli ultimi anni, accanto alla dimensione spirituale e a un incessante flusso di pellegrini, si è sviluppata anche una scena gastronomica interessante.

 

CHALET DEI GOURMET - San Giovanni Rotondo

Tra le insegne di maggior successo, lo Chalet dei Gourmet di Giuseppe Sollazzo. Aperto nel 2011, nasce con l’idea di unire accoglienza e ricerca, trasformando il pasto in un’esperienza fatta di materia, cultura e relazione. Figlio di ristoratori, Sollazzo ha respirato questo mondo fin da subito, affinando nel tempo una sensibilità che lo ha portato a specializzarsi anche nel vino, diventando sommelier Ais e diplomato Onav. Oggi il suo lavoro è una continua selezione: prodotti e bottiglie vengono scelti con rigore, per costruire un racconto coerente. La cantina, con oltre 1.800 etichette e la cifra mostre di 40.000 bottiglie, è uno dei suoi tratti distintivi. In cucina domina il mare, tra crudi e pescato del giorno scelto a vista, affiancato da una solida proposta di terra e grandi prodotti stagionali. Qui la qualità è metodo, ma anche stile: un equilibrio tra eleganza e calore che definisce l’esperienza.

 

SIGNOR CESARE - San Giovanni Rotondo

Restando a San Giovanni Rotondo vale la pena segnare altri indirizzi interessanti per chi decide di esplorare questa parte della Puglia attraverso la tavola. Tra questi c’è Signor Cesare, un agrobistrot immerso in un contesto che richiama la dimensione della villa di campagna. Ambienti curati, pietra a vista e un’atmosfera raccolta accolgono un’offerta gastronomica costruita attorno a un’idea precisa. Il progetto porta la firma di Antonio Pirro, imprenditore che negli anni ha costruito una ricerca meticolosa dei produttori, lavorando direttamente con chi coltiva, alleva e trasforma le materie prime. La cucina si muove con equilibrio tra territorio e sensibilità contemporanea: piatti leggibili, concreti, costruiti attorno alla materia prima, con presentazioni curate ma mai eccessive.


DEVINUM - Peschici

Spostandosi verso la costa settentrionale del promontorio, il paesaggio cambia ed il Gargano torna a mostrarsi nella sua dimensione marittima. A Peschici una tappa da segnare è Devinum, il progetto guidato dallo chef Rocco Lamargese. Qui la cucina è profondamente territoriale ma mai prevedibile. Lamargese è una figura particolare nel panorama gastronomico locale: chef, padrone di casa e sommelier, capace di tenere insieme tecnica, cultura gastronomica e racconto del vino con grande naturalezza. Accanto a lui lavora la sorella Nadia, presenza attenta e competente nella gestione della sala, contribuendo a costruire un progetto che unisce cucina, ospitalità e identità territoriale. Un indirizzo che racconta bene una delle direzioni più interessanti della ristorazione garganica contemporanea.

 

TIROVINO FOOD & WINE - Vieste

Da Peschici, continuando a seguire la linea di costa, raggiungiamo l’altrettanto splendida Vieste. Qui, nel cuore del centro storico, Tirovino Food & Wine è uno degli indirizzi più interessanti per chi vuole leggere il Gargano in chiave contemporanea. Il progetto nasce dall’incontro tra Alessio Caizzi, sommelier, e Angelo Biscotti, pizzaiolo: due visioni che si completano e trovano equilibrio tra cucina e calice. Qui la pizzeria diventa racconto enogastronomico. Gli impasti, ad alta idratazione e lunga lievitazione, fanno da base a farciture che valorizzano prodotti locali, tra stagionalità e identità territoriale, senza rigidità. Centrale il lavoro sugli abbinamenti: vini scelti con precisione, tra bianchi tesi e rossi più strutturati, affiancati da una proposta di cocktail e distillati invidiabile.

 

IL BOCCONE - Monte Sant'Angelo

Spostandosi verso l’entroterra e scalando il promontorio, il Gargano cambia ancora volto. Da Peschici si arriva a Monte Sant'Angelo, uno dei borghi più identitari della Puglia, città dai due siti Unesco. In un contesto così radicato nella propria tradizione gastronomica, sorprende la scelta della pizzeria Il Boccone di portare una proposta di pizza napoletana autentica. Una scelta coraggiosa, fuori dagli schemi, che si è rivelata vincente. Alla guida c’è Michele Chianese, campano classe ’94, che ha costruito la sua proposta su basi solide: lievitazioni lunghe, idratazioni ben gestite, cotture precise e una selezione attenta delle materie prime. Il risultato è una pizza leggera, con un cornicione ben sviluppato e profumato, che mantiene equilibrio e facilità di beva. Accanto a lui c’è Rossella Ciuffreda, socia e titolare del progetto, che segue accoglienza e servizio con attenzione e consapevolezza.

 

AL SOPPALCO - San Giovanni Rotondo

E concludiamo questo tour goloso laddove eravamo partiti: a San Giovanni Rotondo. A ben guardare, una delle ragioni che ci aveva portato ad esplorare lo sperone d’Italia è stato un pranzo a quattro mani ospitato da Al Soppalco, ristorante guidato da Luigi Centra. Il locale nasce nel 1995 dalla passione per la cucina dei fratelli Luigi e Gaetano Centra i quali, freschi di diploma alberghiero, decisero di recuperare un vecchio immobile e trasformarlo nel progetto che avrebbe segnato il loro futuro. Nel tempo i ruoli si definiscono con chiarezza: Luigi prende in mano la cucina, mentre Gaetano sviluppa e cura l’anima della pizzeria. Oggi Al Soppalco propone un’offerta ristorativa completa, ma la cifra più riconoscibile della cucina resta il mare, con piatti interpretati unendo tradizione mediterranea e sensibilità contemporanea.


I NOSTRI ASSAGGI
È proprio qui, ad Al Soppalco, che ha preso forma il pranzo Radici & Maree, che ha visto coinvolto anche Libero Ratti, cuoco che negli anni abbiamo avuto modo di raccontare più volte e che ha costruito la sua identità gastronomica nel cuore della Foresta Umbra. Il menu è stato costruito come un dialogo tra due ecosistemi che sul Gargano convivono naturalmente: il bosco e il mare. L’apertura, Oceano Mare, era un cocktail di alghe e mazzancolle crude accompagnato da olio di abete. Con Sottocorrente la materia diventava più complessa grazie alla ricciola dry aged accompagnata da mushiska, siero di kefir al pino e polline fermentato. Il dialogo tra i due mondi emergeva con forza in Humus, seppia alla brace servita con brodo di porcini tostati e muschio fritto, mentre il primo piatto, Radice, un troccolo spezzato alle cicale con riduzione di lische e chaga bruciato, tartufo e pepe lungo tostato, sintetizzava perfettamente l’idea del pranzo. Tra i passaggi più suggestivi del percorso, Quello che ci riporta la marea, un piatto costruito come un vero paesaggio marino. Al centro il filetto di rombo, appena scottato al burro chiarificato e lucidato con un intenso fondo di lische, poggiava su una base aromatica calda composta da pane di segale bruciato, alga nori essiccata, nocciola tostata e una leggera polvere di porcino. Attorno, un gel trasparente di acqua di mare filtrata e un’aria di acqua di mare e salicornia completavano il quadro. Il percorso si chiudeva con il dessert Marea Bianca: gelato all’olio extravergine, crema di mandorle, alga nori cristallizzata e aghi di pino tritati.

 

ALTRI INDIRIZZI DA NON PERDERE tratti dalle Guide di Identità Golose 

RISTORANTI
PORTA DI BASSO - Peschici

Il fascino del borgo antico di Peschici: tra vicoli che si incrociano e svelano sorprendenti scorci della costa garganica. Fino a raggiungere la soglia del ristorante Porta di Basso di Domenico Cilenti, dove è impossibile non emozionarsi davanti alla magia della panoramica sala da pranzo, o dei tavoli sistemati nei balconi sospesi su una sconfinata distesa d'azzurro. (Leggi la recensione)

IL RIFUGIO DELL'HOTEL ELDA - Monte Sant'Angelo
Una specie di piacevole rifugio immerso nella foresta, dove gustare una cucina di montagna autentica nel concetto, contemporanea nello stile e autoriale alla resa al tavolo. Tutto questo, però, in Puglia, a rendere l’esperienza ancora più intrigante. È infatti la Foresta Umbra, nel Gargano, la principale fonte d’ispirazione e la dispensa di bontà cui attinge a piene mani uno chef appassionato e originale come Libero Ratti, al ristorante Rifugio dell’Elda hotel, bel progetto di recupero di uno storico albergo poi dismesso, ora tornato a nuova vita. (Leggi la recensione)

LA RIPA - Vieste
Evidentemente questo ristorante ha un rapporto simbiotico con il suggestivo scenario tutt'intorno. Uno scenario di vicoli che si intrecciano nel borgo antico di Vieste, e più precisamente nel quartiere da cui ha tratto il nome. Si chiama infatti La Ripa, ed è anche il regno di Andrea e Marcello Miacola, nonché della loro mamma, la signora Anna Cariglia. (Leggi la recensione di Vincenzo Rizzi)

 

PIZZERIE
LA CRUNA DEL LAGO - Lesina

La Cruna del Lago a Lesina è una delle realtà più sorprendenti della nuova scena pizzaiola pugliese. Qui Vincenzo D’Apote, patron e pizzaiolo, ha costruito un progetto che nasce dall’amore per il territorio e dalla voglia di raccontarne i sapori meno conosciuti. Nel 2019 fu il primo in Italia a portare sulla pizza il granchio blu del lago, trasformando un problema ambientale in un’opportunità gastronomica. Da allora la sua ricerca ha continuato a stupire, con ingredienti come la salicornia del Gargano, l’anguilla, il cefalo di laguna, la bottarga o la muscisca, carne di agnello essiccata secondo tradizione. (Leggi la recensione di Antonio Mercaldi)

D'ORAZIO - San Giovanni Maggiore
Il Gargano felix vive oggi il suo rinascimento gastronomico grazie a chi, con il proprio lavoro, narra questa immensa provincia nobilitando, mescolando, fondendo la qualità dei prodotti locali con quelli di altri regioni, per creare e sperimentare, come in questo caso, pizze tonde che il palato difficilmente scorderà. Di certo il Regina Margherita, che con il 2025 si è regalato un piccolo rebranding cambiando nome in D’Orazio, ne è un esempio. (Leggi la recensione di Pierpaolo Sammartino)

TEGLIE DI PUGLIA - Vieste
Vieste, perla del Gargano, è famosa non solo per il suo grande fascino ma anche per l’essere vittima dell’iperturismo estivo. In questo contesto aprire un format come Teglie di Puglia è stato forse un azzardo che ora però riscuote consenso unanime di pubblico e critica. La scommessa vinta è opera dei giovani fratelli Sciannamè, Samantha (la pizzaiola) e Lorenzo (in sala), la cui capacità di lasciarsi ispirare dalla qualità e di contagiare con essa i loro ospiti andrebbe studiata. (Leggi la recensione di Mario Pennelli)

PIÉTRA - Vieste
Piétra nasce grazie al desiderio di due amici d’infanzia di creare qualcosa insieme. Protagonisti ne sono infatti Matteo Murgo, che avrebbe voluto aprire un ristorante, e Francesco Azzarone, che in quest’antica cantina dalla volta a botte e in pietra, gestita un tempo dai genitori, ci vedeva una bella pizzeria napoletana che a Vieste mancava. La svolta arriva quando Matteo, che prima del 2021 anni fa non aveva mai messo le mani in pasta, si mette in gioco frequentando l’accademia pizzaioli... (Leggi la recensione di Pierpaolo Sammartino)

 

COCKTAIL BAR
LE ANTICHE SERE - Lesina

Primiano Biscotti, delle Antiche Sere di Lesina, il ristorante di famiglia, che guarda il lago, è una delle giovani promesse della mixology pugliese. I suoi cocktail sono un omaggio liquido al Gargano, porta della Puglia per chi arriva da nord. Da sempre attratto da vini e alcool ha iniziato a muovere i primi passi aprendo nel 2014, appena diciotenne, un piccolo cirinquito dove preparava solo da bere, da qui il passo verso il corso EBS a Roma è stato breve, altrettanto quello AIS per diventare sommelier. (Leggi la recensione di Pierpaolo Sammartino)

CAFFÈ 38 - Vico del Gargano
Nel cuore della Foresta Umbra a Vico del Gargano il Caffè 38 è una certezza dove gustare cocktail unici. Pochi tavoli in esterno come all’interno e se non fosse per la piccola bottiglieria di wisky e gin, pensereste d’aver sbagliato ingresso. E invece no, è proprio il posto giusto. Quasi un secret bar senza volerlo essere. Bartender e patron è Riccardo Santovito, conosciuto anche come Riki Santovito apprezzato dj che ha dato vita all’Electrobeach Festival di San Menaio. Il suo è un nome da segnarsi sul taccuino e passare ai cultori della mixology di qualità, quella senza lustrini ed effetti speciali. (Leggi la recensione di Pierpaolo Sammartino)

PIZZICATO DRINK&FOOD - Vico del Gargano
Nato negli anni sessanta Pizzicato Drink & Food è tante cose: bar, pasticceria, gelateria, ristorazione e regno del bere bene. Giuseppe Pizzicato, bartender e patron, dietro il bancone ci sta da sempre, da quando era piccolo. A quattordici anni il primo mojto, a diciotto la passione per la miscelazione lo porta a formarsi al corso A.I.B.E.S. di Milano, dove si è laureato in Scienze del Turismo. (Leggi la recensione di Pierpaolo Sammartino)


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Antonio Mercaldi e Mario Pennelli

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Antonio Mercaldi e Mario Pennelli

Antonio, imprenditore foggiano, racconta le sue esperienze gastronomiche vissute sempre dal punto di vista del cliente seduto a tavola. Si definisce "cliente professionista" proprio per questo approccio: osservare, vivere e narrare il mondo della ristorazione con curiosità, rispetto e passione.
Mario nasce a Bari nel 1988 e da allora "va sempre girando" (cit. nonna Laura). Scrive di ristoranti, di terre e personaggi leggendari. Ha pubblicato: "Puglia à la carte", "Incredibilia" e "Canti di Terra e di mare".

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