Pronti, partenza, Roots: la cucina della condivisione e della rinascita, in uno spazio di co-working e ristorante a Modena

Prende vita il nuovo progetto dell’Associazione per l'Integrazione delle donne, per garantire un futuro lavorativo alle donne migranti. Direttrice culinaria è Jessica Rosval, che sarà a Identità Milano 2022 con Zouhaira Mahmoudi, cuoca a Roots

11-04-2022
a cura di Marialuisa Iannuzzi
Da sinistra, Zouhaira Mahmoudi, tirocinante e cuoc

Da sinistra, Zouhaira Mahmoudi, tirocinante e cuoca di origine tunisina al ristorante Roots, a Modena, con Jessica Rosval, direttrice culinaria e co-fondatrice di Roots assieme a Caroline Caporossi, nonchè resident chef del ristorante e country house Casa Maria Luigia, alle porte di Modena. Zouhaira e Jessica parteciperanno alla XVII edizione di Identità Milano 2022 (al Mico di Milano, in via Gattamelata) sabato 23 Aprileore 15.40 per la sezione Identità di Pasta in collaborazione con Pastificio Felicetti

Per info o per procedere con l'iscrizione all'evento cliccare qui

La cucina non è solo un’officina di sapori, un territorio di vitalità creativa e disciplina; in alcuni casi, è un grande incubatore d’umanità, una via transitoria, una membrana sicura in cui rinascere. Un lungo viaggio, spesso in salita, la cui meta ultima è, oltre che il concepimento del gusto un riscatto sociale, la gioia di avercela fatta. Un’orchestra di gesti che si susseguono, ritmi che si infittiscono e poi si rilassano, si ripetono per riuscire ogni giorno a creare da poco, qualcosa di buono, con la consapevolezza di poterlo fare attraverso le proprie mani.

Spesso tutto questo accade sotto i riflettori, ma noi preferiamo ai clamori, i fatti; alle declamazioni, l’operosità. E nel cuore di Modena, per virtù d’incontri del tutto coincidenziali, e di una coesa, ferrea determinazione che, invece, casuale non è, accade qualcosa di simile. E oggi quel qualcosa ha un nome: Roots.

È questo l’ultimo progetto dell’AIW, l’Associazione per l’Integrazione delle Donne, fondata da Caroline Caporossi nata negli Stati Uniti, da una famiglia di origine calabrese: nel 1902 quando la bisnonna arriva a New York non ha vita facile, né lei, né tutti gli altri italiani che in quel tempo migravano oltre Oceano in cerca di un futuro migliore. Avevano ben poco, ma nell’intimo ardeva la loro cultura e, tra le mani, stringevano un talento, una moneta da giocarsi e che ben presto avrebbe conquistato il cuore degli americani: l’arte di cucinare. È attraverso il cibo, infatti, che gli italiani hanno sempre trovato un posto nel mondo, un’occasione di riscatto, un modo per farsi accettare e, poi, amare. E oggi, l’AIW si promette di fare la stessa cosa e offrire una pari possibilità alle donne migranti che arrivano a Modena – come pure in altre città italiane – per dare loro modo di rinascere e mettere nuove radici nel Bel Paese.

Incontri coincidenziali, dicevamo: Caroline è appena arrivata a Modena col suo biglietto di sola andata; giunge per restare e, di lì a poco, inizia a lavorare per l’organizzazione non-profit Food for Soul di Massimo Bottura e sua moglie Lara Gilmore. Ogni giorno, all’angolo della strada verso il lavoro, Caroline incontra Ella. Stessa età, stessa lingua, e un sorriso al quale è impossibile resistere. Si parlano, si conoscono: Ella è in cerca di lavoro, di un’opportunità per realizzare il suo sogno, ovvero, essere la prima donna della sua famiglia a lavorare. Perché in Nigeria, il suo paese di provenienza, essere donna è uno scomodo inconveniente; l’istruzione femminile passa in second’ordine perché, prioritariamente, c’è da accudire la casa, la vita domestica e fare figli – preferibilmente maschi.

Nel giro di una settimana Ella viene inserita nella rete lavorativa della cittadina emiliana e il suo caso, con annesse complicanze, diventa una missione, e una visione per congiungere, da un lato la carenza occupazionale nel mondo dell’ospitalità, e dall’altro la possibilità di creare opportunità di lavoro concrete, corredate da un giusto sostegno burocratico, morale e psicologico, oltre che una specializzazione professionale in ambito culinario per iniziare una nuova vita nella comunità modenese. Come fare? Mettendo al centro del progetto il capitale umano fino a rendere il cibo, uno strumento di rinascita, ma soprattutto di condivisione e divulgazione della cultura d’origine di ogni singola donna, di quella diversità che nutre il confronto e che frutta nella crescita di un’intera comunità.

La sala di Roots, foto dal sito di Roots

La sala di Roots, foto dal sito di Roots

E così, dopo una lunga attesa, proficua e mai assopita, qualche giorno fa, in via Francesco Selmi, 67, a Modena, è iniziata l’avventura di Roots: uno spazio di co-working e cafè di giorno (per poter accedere allo spazio illimitatamente è possibile tesserarsi, pagare una piccola cifra per ogni singolo ingresso, o acquistare un carnet) e alla sera, un ristorante. Non è un caso, quindi, che il nome scelto per questa impresa sociale sia stato proprio Roots, perché nella sua semplicità, esprime tutta la potenza dell’atto di gettare le proprie radici in un luogo che non ci appartiene, trasmettendo alla terra le nostre influenze, e così, contaminarla, ma allo stesso tempo, trovare in quella stessa terra, il nutrimento, la linfa vitale che consente, a chiunque lo desideri, di crescere forti e crearsi un avvenire. Ma Roots è soprattutto quel contenitore di sapori del mondo, rielaborati attraverso una materia prima locale, sotto la supervisione della chef resident di Casa Maria Luigia, co-fondatrice di Roots e sua direttrice culinaria, Jessica Rosval. Gli aromi, i profumi tipici delle diverse culture che si ritrovano nelle cucine di Roots e diventano un menu in condivisione (a prezzo fisso), preparato dal giovedì alla domenica dalle donne coinvolte dall’associazione; di volta in volta, quindi, la tavola diventa uno spettro di tradizioni e specialità locali. Al momento, per esempio, si viaggia tra Tunisia, Camerun, Ghana e Guinea (questo il nome del menu), in un percorso elaborato dalle donne che hanno appena completato l’ultimo ciclo di formazione, quindi Vida, Fanta, Mercy (ma con loro collaborano anche Deborah, Precious, Hope) e Zouhaira Mahmoudi che, per l’edizione 17 di Identità Milano 2022 sarà al Mico di Milano, in via Gattamelata, sabato 23 Aprile (ore 15.40 per la sezione Identità di Pasta in collaborazione con Pastificio Felicetti), al fianco di Jessica Rosval per raccontare il valore e l’impatto di questo straordinario progetto.

L'introduzione del menu di Roots

L'introduzione del menu di Roots

«È un percorso formativo che, a differenza di molti altri – spiega Jessica – prepara queste donne al lavoro in cucina gradualmente, e con gentilezza, senza che siano sopraffatte dai soliti ritmi intensi di un ristorante. Infatti, Roots apre a cena dal giovedì alla domenica, e a pranzo il sabato e la domenica. Soprattutto, è un corso che non si ferma alla sola conoscenza tecnica, ma farà in modo che le ragazze sappiano leggere e interpretare una busta paga, o preparare il loro curriculum. Un corso per andare incontro a tutte quelle difficoltà che ogni donna migrante incontra quando approda in una nuova realtà. E il beneficio è loro, ma è anche di tutta la città di Modena: alla fine di ogni ciclo di formazione, infatti, la proposta gastronomica varia a seconda della nazionalità delle donne coinvolte; sarà una continua evoluzione, un viaggio che arricchirà la cittadinanza perché dietro ogni piatto, c’è una storia, e dietro ogni storia, una vita da raccontare. Il mio sogno? Vedere nascere un ristorante tipico della nazionalità di una di queste donne, qui in Italia o vederle rientrare a casa, nel loro Paese d’origine, per aprire un ristorante italiano».

Dal mondo, a Modena; da Modena, al mondo. Sempre dritti al cuore.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DI IDENTITÀ MILANO 2022

PER ISCRIVERSI, CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose