05-12-2023

Undici bollicine d'autore, consigliate dai nostri esperti

Sei schede di bollicine straniere e cinque di bollicine italiane, con quattro sono delle novità assolute. Non smette di stupire il panorama internazionale degli sparkling wine

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Sei schede di bollicine straniere e cinque di bollicine italiane  per un viaggio ampio che tocca Libano, Stati Uniti, Francia e Germania per continuare con la nostra Italia, Campania, Toscana, Marche e Veneto. Di queste - come racconta Paolo Marchi nel suo saluto iniziale alla newsletter Bollicine del mondo - quattro sono delle novità assolute: Spumante Metodo Martinotti Asprinio d’Aversa DOC Trentapioli - Salvatore Martusciello; Champagne Cuvée Spécial Brut Comte de Montaigne; Prosecco DOCG Metrodo Classico Extra Brut Mon Ban di Matteo Bisol  e infine Sparkling Wine Metode Traditionelle Brut Unique Latourba.

Asprinio d'Aversa Doc “Trentapioli” - Salvatore Martusciello, Campania

Raccolta l'eredità di una famiglia che ha scritto un pezzo di storia dell’enologia campana, Salvatore Martusciello si è messo in proprio assieme alla moglie Gilda Guida creando un progetto vitivinicolo mirato a valorizzare i vitigni autoctoni della regione. I loro vini nascono tra la Penisola Sorrentina, i Campi Flegrei e l'Agro Aversano e celebrano tradizioni immutate nel tempo, come quella dell'alberata aversana, un sistema di coltivazione della vite che ha caratterizzato il paesaggio di Aversa e dintorni per centinaia di anni: piante secolari che si estendono da un albero di pioppo all’altro arrivando a superare i dieci metri di altezza e ricoprendo come un muro di rami, foglie e grappoli la distanza che separa gli alberi a cui sono appese, maritate appunto, attraverso corde tese di ferro zincato. L'Asprinio di Aversa Trentapioli richiama nel nome la scala utilizzata per salire sull’alberata, alta 15 metri e formata da circa 30 pioli. Un vino che matura in autoclave per almeno 180 giorni, dai profumi di fiori di acacia, pesca gialla e cedro, con un sorso affilato e agile, estremamente godibile. Adele Granieri

Champagne Brut Blanc de Blancs Premier Cru - Forget-Brimont | Champagne, Francia

Una volta giunti nella Maison Forget-Brimont, a Ludes - uno dei comuni da cui diparte la risalita per una visita al Parc Naturel Régional de la Montagne de Reims - ci saranno ad accogliervi Michel Forget e Frédéric Jorez, soci dal 2000. L’attività è stata avviata nel 1978 da Michel, erede di una famiglia champenoise attiva già agli inizi del XIX secolo. L’attualità racconta di circa venti ettari di vigneti condotti secondo i protocolli dell’Haute Valuer Environnementale, nei terroir di Mailly e Verzenay, per il Pinot Nero. Le uve Chardonnay che contribuiscono alla nascita dello Champagne Brut Blanc de Blancs Premier Cru qui raccontato, invece, arrivano dalle proprietà di Chigny-les-Roses, Ludes, Sermiers e Mailly. Dopo almeno 30 mesi di affinamento delle cuvée nelle cantine di gesso, interamente (e personalmente) scavate a venti metri di profondità, buie, umide e silenziose, arriva uno Champagne di grande finezza e freschezza, caratteristiche percepibili sin dagli aromi di fiori di campo e agrumi, accompagnati da sfumature più corpose di miele e brioche, con un gusto dall’approccio dinamico, ma complesso e pieno (7 g/l di dosaggio e utilizzo dal 20% al 40% di vini di riserva, a seconda delle annate). Sfruttatene l’equilibrio e la compostezza su menu speziati o di cucina etnica. Monica Coluccia

Spumante Metodo Classico "CaP Rosé 2021" - Cantina Caccia al Piano, Toscana

Una bollicina a Bolgheri, per unire idealmente la Toscana alla Franciacorta. Senza però dimenticare l’anima bolgherese negli altri vini. A Castagneto Carducci, la famiglia Ziliani - proprietaria della Berlucchi - nel 2003 ha puntato su Bolgheri, tramite Caccia al Piano, una realtà da 12 ettari che punta a valorizzare il territorio. Anche con le bollicine. L’idea è partita proprio da Paolo Ziliani e il risultato si chiama CaP Rosé. «Il desiderio di volerci confrontare anche in questo meraviglioso territorio con il Metodo Classico, rappresentava per noi una sfida, ma soprattutto un sogno, lo stesso che animò mio padre più di 60 anni fa» ha spiegato Paolo Ziliani che, insieme ai fratelli Cristina e Arturo, è alla guida della Berlucchi, fondata dal padre Franco, scomparso nel 2021. Lo spumante viene realizzato con Syrah e Merlot, uve certamente diverse rispetto a quelle tipiche della Franciacorta. Diversi anche i terreni, qui ricchi di limo, argilla e scheletro, differente anche la permanenza sui lieviti, una decina di mesi per renderlo immediato. Ne risulta un vino fresco e di grande bevibilità, con un basso dosaggio (tre grammi litro). Di colore rosa cipria e dal perlage abbastanza fine, il vino è realizzato in 7000 bottiglie. La Franciacorta chiama e Bolgheri risponde presente. Raffaele Foglia

Spumante Durella Pas Dosé Vecchie Vigne “Bolla” 2018 - Tenuta L’Armonia, Veneto

Montecchio Maggiore è il quartier generale di Andrea Pendin, fondatore e ideatore di Tenuta L’Armonia, un progetto agricolo nato nel 2010 in provincia di Vicenza. Dopo essersi laureato in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma, ha deciso di tornare nelle sue terre natie per valorizzare il territorio attraverso la coltivazione della vite, ma anche orto, frutteto, uliveto e molto altro. Ci concentriamo sulla parte enoica, oggi con venti ettari vitati. Fari puntati sulla bollicina a base Durella prodotta da vecchie vigne di 60 anni di età distese su terre calcaree vulcaniche a 550 metri sul livello del mare. Un terroir che permette di creare vini dal frutto fine, sapidi e molto verticali. Nel calice c’è la sintesi di un protocollo agricolo biologico e biodinamico che ha fatto nascere Bolla già dal 2010, con un sistema ora più evoluto di un metodo classico fatto di base e vini di riserva dal 2015. Un concetto di non dosato anomalo in quanto non si aggiunge una liqueur zuccherata, ma vecchie annate di Bolla per un concetto perpetuo. Un metodo classico ossidativo con un affinamento di almeno 36 mesi. Sorso verticale, note di nocciola tostata e agrumi che si fondono con una sapidità ben alternata a note biscottate ben integrate. Cinzia Benzi

Champagne Cuvée Spéciale Brut - Comte de Montaigne, Champagne | Francia

Geolocalizzazione: siamo nell’Aube, nella Côte des Bar, dove venne piantato il primo ceppo di Chardonnay ai tempi delle Crociate del XIII secolo. Comte de Montaigne ha fatto della valorizzazione del terroir dell’Aube - con il suo speciale microclima, l’esposizione solare limitata e la mineralità del suolo – il proprio tratto distintivo che, unito all’intuitiva e lungimirante gestione del CEO Stéphane Revol, ha sancito il successo dell’azienda e la sua presenza sempre più incisiva nel mercato internazionale. Ogni fase del processo produttivo è improntata sul rispetto dei tempi naturali; terreni, vitigni e cantine sono virtuosi esempi del sodalizio tra tradizione e innovazione nel segno della sostenibilità ambientale. Tra le etichette della Maison, l’espressione più elevata del nitore potente del Pinot Noir in purezza si raggiunge nella Cuvée Spéciale Brut. La vinificazione è effettuata da una doppia fermentazione del mosto a temperatura controllata, con la seconda fermentazione in bottiglia. La finezza del perlage è data dal lungo invecchiamento sui lieviti in una cantina perfettamente controllata, che contribuisce a donare una complessità tale da appalesarsi al naso in cui le tostature sono arrotate in un mix di spezie fini che contrappuntano frutti di bosco e note selvatiche, più matura e tonda la bocca, ampia e voluttuosa. Andrea Grignaffini

Champagne "Les Couarres 2017" - Chartogne-Taillet, Champagne | Francia

La Maison Chartogne-Taillet si trova a Merfy, nel versante sud del Massiccio di Saint Thierry. Alexandre Chartogne coltiva gli 11 ettari di proprietà dal 2006, e tutte le tappe del suo lavoro sono rivolte verso l’espressione più autentica del suo terroir. Lavora con il cavallo al fine di evitare la compattazione del suolo, non utilizza erbicidi e prodotti chimici. Alexandre possiede 1,94 ettari del lieu-dit Couarres, situato nel cuore di Merfy, con due tipi di suolo, tufo e argilla, con un’esposizione a sud, sud-est. Les Couarres 2017 è un assemblaggio composto dal 60% di Chardonnay e dal 40% di Pinot Noir. La vinificazione viene svolta in fût de chêne da 228 litri con lieviti indigeni, senza filtrazione. Il tiraggio è avvenuto a luglio 2018 e, dopo un affinamento di tre anni sui lieviti, il dégorgement è stato effettuato a novembre 2021 con un dosaggio extra brut di 5 g/l. All’olfatto rivela profumi di agrumi canditi, cedro e zest di limone, frutta a polpa bianca, note speziate, una bella balsamicità mentolata, note floreali ed erbacee di biancospino, timo e rosmarino. Al palato, il terreno argilloso apporta una bella profondità e opulenza, la trama minerale enfatizza l’impressione della freschezza del palato e conduce a un finale dalle note saline e iodate dalla lunga persistenza. Manlio Giustiniani

Riesling Sekt - Gut Hermannsberg, Germania

Gut Hermannsberg produce grandi Riesling nella Nahe. Nella sua lunga storia (oltre 110 anni) l’azienda tedesca ha cambiato molti nomi ed è stata fondata nel 1902 con quello di Royal Prussian Domaine con l’intento di dare lustro a un vino, allora tra i più ricercati e costosi al mondo, il Riesling appunto. Durante il Terzo Reich prese il nome di Verwaltung der Staatlichen Wein-Baudomen e, alla nascita della Repubblica Federale Tedesca, quello di Staatliche Weinbauverwaltung. Il Domaine, dalla sua fondazione sempre di proprietà pubblica, venne poi privatizzato nel 1998 e nel 2009 l’attuale proprietà cambiò il nome in Gut Hermannsberg. Durante tutti questi cambiamenti una sola cosa è rimasta costante: la qualità eccelsa dei suoi Riesling. Il nord del Nahe, dove ha sede Gut Hermannsberg, è considerata una delle zone più vocate alla produzione di questo vitigno e il vigneto Hermannsberg, nella classificazione prussiana del 1901, era indicato come il più importante della regione. Nell’ampia gamma produttiva trova posto anche questo splendido Riesling Sekt, un Metodo Classico che affina 12 mesi sui lieviti e che regala intensi profumi di frutta tropicale con le tipiche sfumature di pietra focaia. Palato vibrante, minerale, con ritorno della frutta e freschi sapori agrumati. Bruno Petronilli

Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero 2015 - Poderi Mattioli, Marche

Serra de' Conti per certi versi ricorda le Langhe: un susseguirsi di vigne su dolci colline, un paesaggio affascinante che è stato da sempre un vero e proprio "serbatoio" per le aziende presenti nell'areale jesino. Tra queste, quella della famiglia Mattioli ha di sicuro un ruolo di primaria importanza, malgrado Poderi Mattioli abbia esordito con la prima annata soltanto nel 2010. Sin dagli anni '60 nonno Armando creò una piccola realtà a conduzione familiare; fu poi con Argilio che la produzione si intensificò e si rivolse soprattutto a grano, olio e Verdicchio, quest'ultimo destinato alla vendita per le aziende più importanti del territorio. La produzione dell'uva però non era più soddisfacente per i figli Giordano e Giacomo, rispettivamente agronomo ed enologo, che decisero di vinificare in proprio: abbassarono drasticamente le rese in vigna, selezionarono solo le vigne migliori e convertirono immediatamente l'azienda al biologico. Il protagonista è ovviamente il Verdicchio, ma nel loro Dosaggio Zero 2015, dalla vigna Grecale, c'è la piacevole intrusione dello Chardonnay: il colore dorato impreziosisce un olfatto cesellato di agrumi, crosta di pane, fiori di campo, fieno e sensazioni salmastre. Il sorso è esplosivo, cremoso, ma senza mai perdere di eleganza. Coinvolgente. Alessio Pietrobattista

Prosecco Docg Extra Brut “Mon Ban”– Matteo Bisol, Veneto

Cresciuto tra le vigne, molti gli incontri e i confronti con vignaioli importanti i quali, ognuno a suo modo, hanno segnato l’evoluzione del vino e i segreti della coltivazione tramandati dalla famiglia e hanno portato Matteo Bisol a lanciare nel 2020 il suo progetto, Mon Ban, con l’obiettivo di produrre il vino di una volta, ma più buono. La produzione deriva da sei ettari di vigne di oltre cinquant’anni, coltivate a Collalbrigo, nella zona ovest di Conegliano; un susseguirsi di dolci colline alternate a zone boschive, dove il Glera viene coltivato da sempre. Matteo pone grande attenzione alla genuinità dei vini, puntando su fermentazioni spontanee, l’assenza di filtrazioni e dosando al minimo la quantità di solforosa, ma al contempo sfruttando tutte le nuove conoscenze e consapevolezze che si sono evolute nel tempo nella produzione dei vini naturali. Nasce così l’Extra Brut Mon Ban, con una prima fermentazione in acciaio e una seconda con una sosta di undici mesi sui lieviti. Non viene filtrato, ma al contempo non possiede fondo, in quanto il vino viene impallidito per decantazione. Ne risulta un vino cristallino, dalle classiche note fruttate, ma rese più travolgenti dalla presenza di maggiore corpo e struttura. I terreni, composti in alternanza da argille e calcare, donano invece una spiccata mineralità; l’assenza di residuo zuccherino e l’acidità, nota tipica quest’ultima dell’uvaggio, concludono l’assaggio, rendendolo piacevole e beverino. Perlage fine e stuzzicante. Se la tradizione fa riflettere sui metodi di produzione, nuovi approcci come quello di Matteo sono uno scorcio sulle molteplici interpretazioni del Glera e sulle possibili nuove strade del Prosecco. Stefania Oggioni

Green Valley of Russian River Valley "Classic Vintage Brut 2019" – Iron Horse Vineyards, California | USA

Siamo a Sebastopoli, nel cuore della Green Valley, la zona più fresca e nebbiosa del corso del fiume Russian, nella contea californiana di Sonoma, a circa venti chilometri in linea d’aria dal Pacifico. Qui ha sede Iron Horse (dal nome di una fermata della ferrovia che attraversava la proprietà a fine Ottocento): una piccola e indipendente azienda vitivinicola a conduzione familiare, fondata nel 1976 da Audry e Barry Sterling. Attualmente, gli ettari vitati sono circa sessanta, piantati esclusivamente a Pinot Nero e Chardonnay, adagiati su dolci colline caratterizzate da un suolo sabbioso con ottimo drenaggio e intrinsecamente equilibrato. Le parcelle sono trentanove: coltivate singolarmente, vendemmiate separatamente e vinificate come singolo vigneto. La gestione della cantina è certificata sostenibile e rigenerativa. Una bella realtà di cui ci piace segnalare il delizioso Classic Vintage Brut 2019 (assemblaggio di 67% Pinot Noir e 33% Chardonnay). Di colore giallo dorato brillante, enfatizzato dall’effervescenza fine e persistente, si svela al naso con profumi di buona intensità e complessità che richiamano frutti e fiori bianchi. L’assaggio è coerente, con prevalenti aromi speziati e di pasticceria. Fresco e cremoso, conquista il palato per armonia, lunghezza e persistenza. Luca Torretta

Metode Traditionelle Brut “UNIQUE” - Latourba, Libano

Non ricordo se nei libri di scuola dalle elementari alle superiori quando si studiavano i Fenici si faceva riferimento all’odierno Libano. Perché è l’attuale Libano ad essere la culla della civiltà fenicia. Una terra, una striscia di terra levantina, chiusa tra Israele e Siria. Civiltà e dominazioni a non finire nei suoi settemila anni di storia abitati dall’uomo in modo continuativo. La vite probabilmente, come attestano molti ritrovamenti, qui c’era e fiorenti erano i commerci di vino. Negli ultimi anni guerre e conflitti hanno, da una parte messo a dura prova la coltura della vite e la trasformazione in vino, ma per fortuna la cultura francese, qui presente per motivi coloniali, ha vinto nelle regioni più votate caratteristiche e atte a creare veri capolavori enologici. Questo - è riconosciuto dai più - essere il primo vino spumante libanese da metodo classico. Un blanc de blancs da Chardonnay dal colore intenso vivace e brillante, una bollicina lunga e fine, un palato ricco di frutti tropicali in armonia, condita da una vibrante acidità. I 18 mesi sui lieviti li senti connotare un sorso deciso e appagante. Anche il Libano lo promuoviamo. Luca Turner

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Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Identità Golose

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