Come già è accaduto per la newsletter pubblicata il 29 luglio, anche oggi vi suggeriamo le migliori bollicine senza includere bottiglie di Champagne. Eternamente troppo facile citare prodotti di questa realtà che a volte è bene andare oltre. E in questo caso, su undici etichette, mi piace ve ne sia una dedicata a una bollicine greca, la Cuvée Brut Rosé del Domaine Karanika di Laurens e Annette Hartman.
La produzione greca è ancora poco nota, di certo non come meriterebbe. Qui gli Hartman usano lo xinòmavro, un vitigno a bacca rossa. Di sicuro è una via da seguire, lontana anni luce dalla retsina, il popolare bianco resinato che tutti coloro che sono andati in vacanza su un’isola greca hanno bevuto almeno una volta ma che, una volta tornati in Italia, non hanno più cercato tale la sua improbabile qualità.

Spier Prestige Cuvèe Brut 2017 - Spier 1692, Sud Africa
Siamo in Sud Africa dove Spier Wine Estate rappresenta una delle più antiche aziende vinicole del Paese. In passato era un’area destinata al pascolo del bestiame. Solo nel 1692, il governatore Simon Van Der Stel concesse il primo atto di proprietà ad Arnoud Jansz, creando una delle prime aziende vinicole di Stellenbosch. Nella seconda metà del 1600 furono gli olandesi a introdurre la viticoltura in questa porzione di terra africana piantando barbatelle provenienti dalla Francia. Nel 1993 la famiglia Enthoven ha guidato l'evoluzione di Spier con una visione chiara: onorare il nostro passato e costruire un futuro più inclusivo. Un vero manifesto per un’agricoltura etica atta a promuovere arti e culture sudafricane. Cantina certificata bio e vocata alla protezione dell’ambiente, è situata vicino al mare con vigne distese in punti strategici per beneficiare delle correnti fresche oceaniche, in perfetto equilibrio climatico e un terroir unico al mondo. Certamente le varietà a bacca bianca si elevano per eleganza, sapidità, ma i rossi si distinguono per strutture corpose. Questa bollicina a base 59% di Chardonnay e 41% Pinot Noir esprime un’eleganza perpetua con note di mela golden, agrumi e pan brioche sul finale. Al palato è morbido, avvolgente, ad alto tasso di convivialità. 84 mesi di affinamento sui lieviti per uno spumante vibrante. Produzione limitata di 3517 bottiglie. Cinzia Benzi
Wai Giallo - Tenuta Belvedere, Oltrepò Pavese | Lombardia
Tenuta Belvedere (ri)nasce in seguito al coraggioso cambio di vita che Gianluca Cabrini compie nel 2013, quando l’azienda di Montecalvo Versiggia della famiglia di viticoltori di sua moglie viene messa in vendita. Pur giungendo da una galassia professionale totalmente diversa, Gianluca decide di dar seguito alla sua passione per il vino studiando e preparandosi, con l’obiettivo di rilanciare l’azienda secondo una visione giovane e fresca, seppur fedele ai varietali del territorio. I 10 ettari contraddistinti da suoli argilloso-calcarei e allevati, tra gli altri, a Pinot Nero, Croatina, Barbera, Uva Rara, e Riesling sono oggi gestiti con pratiche agronomiche a basso impatto ambientale, mentre in cantina, accanto alle tradizionali vasche in cemento e acciaio, sono stati introdotti piccoli contenitori in gres dove i vini fermentano e affinano spontaneamente. Nella gamma di vini immediati e beverini tipici dell’Oltrepò Pavese, declinata tra fermi, Metodo Classico e rifermentati in bottiglia, il Wai Giallo è un vino ottenuto da uve di Moscato. Deliziosamente estivo, già da un colore giallo intenso, con i profumi del varietale netti ma fini, tocchi canditi, agrumi brillanti e fiori di campo, la dolcezza si smussa nel sorso asciutto, ma accattivante. Andrea Grignaffini
Trentodoc Bait N°1 - Cantina Toniolli, Trentino Alto Adige
Cantina Toniolli è una piccola realtà a conduzione familiare nel cuore della Valle di Cembra, uno dei terroir più strepitosi per la produzione di bollicine. Nel 2018 Stefano e Tomaso Toniolli presero in mano la cantina, nonostante la loro famiglia coltivasse le terrazze della Val di Cembra fin dai primi anni del Novecento. Proprio in quell’anno realizzarono il primo tiraggio di Bait nr.1, il Metodo Classico di Chardonnay presentato sul mercato nel 2022. Stefano e Tomaso mettono in bottiglia il frutto delle proprie uve, coltivate manualmente secondo il disciplinare di lotta integrata e con produzioni limitate, inferiori ai quantitativi previsti dal disciplinare Trentinodoc: Chardonnay destinato al metodo classico, Müller Thurgau, Schiava e Pinot Nero su sei ettari di proprietà per 10.000 bottiglie prodotte. La linea Baiti è dedicata al contesto rurale della Valle di Cembra e ai suoi manufatti che costellano il mosaico dei vigneti: a ogni varietà corrisponde la raffigurazione del suo “Bait”. Il N°1 è una bollicina con 30 mesi sui lieviti, che ostenta le asperità del suo territorio di produzione. Chardonnay in purezza, all’olfatto frutta bianca, erbe secche e tostature. Palato deciso e incisivo. Bruno Petronilli

Livrato 2020 - Fischetti Wine, Etna | Sicilia
L’azienda, condotta da Michela Luca, persona fine ed elegante, si trova in contrada Moscamento, frazione Rovittello, nel comune di Castiglione di Sicilia, a 650 mt s.l.m., sul versante nord est dell’Etna. 9000 ceppi allevati ad alberello con presenza di viti prefillossera con un’età media del vigneto di 90 anni. L’Etna è un terroir unico nel suo genere e le caratteristiche dei suoi vini sono strettamente correlate alla terra di origine vulcanica. Dalle uve coltivate in biologico, in un'antica vigna centenaria ad alberello di Nerello Mascalese, si produce questo spumante Metodo Classico con una lavorazione totalmente manuale, dalla raccolta alla sboccatura. La vinificazione avviene in barrique a contatto con le fecce fini con continui bâtonnage. Dopo un affinamento sui lieviti di 30 mesi, la sboccatura è avvenuta nel dicembre 2023 con nessuna aggiunta di zuccheri. All’olfatto seduce con un bouquet floreale di ginestra e foglia di limone, profumi di frutta fresca, mela e susina, aromi agrumati di cedro, speziature, sentori di erbe di montagna e mandorla fresca. Al palato è fresco, con un perlage setoso, una bella acidità e un finale sapido con un ritorno gusto-olfattivo della frutta e una gradevole persistenza minerale di pietra lavica. Produzione di sole 600 bottiglie. Manlio Giustiniani
Vino Spumante di qualità Extra Brut "Cur" - Cantina Bambinuto, Irpinia | Campania
In un generoso fazzoletto di terra irpina, tra i comuni di Santa Paolina e Montefusco, zona storicamente privilegiata per i vini, si trova l’azienda Bambinuto, punto di riferimento imprescindibile in tema di Greco di Tufo. La storia è una di quelle già sentite nel mondo vitivinicolo: Raffaele Aurifero decide di lavorare i terreni ricevuti in eredità e, con grandi sforzi economici, inizia subito a imbottigliare evitando la canonica trafila del conferimento uve ad altri produttori o della vendita diretta di vino sfuso. L’avventura è iniziata sotto il nome Bambinuto, “benvenuto” nel dialetto locale, inteso come augurio per la nascita di un progetto ambizioso: tradurre l’amore per il Greco in tutte le espressioni enologiche, e nel modo più rispettoso possibile. Oggi l’azienda è condotta dalla figlia Marilena, vignaiola appassionata, che dà vita ad alcune delle interpretazioni più autentiche e interessanti della denominazione. Come la punta di un diamante, la collina del Cutizzi ospita i vigneti su un vasto terreno argilloso a 400 metri di altezza. Cur è un Metodo Classico da uve Greco, dai profumi di scorza di limone, miele di acacia e fiori di biancospino, con delicati sbuffi sulfurei di sottofondo e un’intrigante nota di frutta secca. Il sorso è teso, agile e salino. Adele Granieri
Caluso Spumante Metodo Tradizionale Brut Cuvée des Paladins 2018 -Tappero Merlo, Piemonte
L’inciso “vale il viaggio” è qui totalmente centrato, soprattutto se non si abita nel nordovest d’Italia. Per tutti gli altri italiani, l’areale della Docg Caluso può considerarsi “ai confini dell’Impero”. Il consiglio è quello di una sosta nella vigna del Belvedere del piccolo comune di Parella, guidati dal vignaiolo, sommelier di vaglia e patron Domenico Tappero Merlo. Imperdibile, poi, una passeggiata nel centro storico di Ivrea, permeato dal lascito del genio di Adriano Olivetti e dagli umori (e rumori) della Dora Baltea. Lo spumeggiare del fiume attraverso il suggestivo canyon cittadino può ben ricordare la spuma briosa dello splendido Caluso Spumante Cuvée des Paladins 2018. Siamo di fronte a una bollicina artigianale, raffinata e longeva, prodotta dalla lavorazione di uve Erbaluce, ottenute da vigne condotte con pratiche agricole accorte: niente erbicidi, uso minimo di rame e zolfo, sovescio per nutrire il suolo. La fermentazione del vino base in acciaio e in legni esausti e il lunghissimo affinamento sur lie (qui di oltre 60 mesi), hanno lavorato per restituire nel calice un profilo aromatico ricco e fragrante (crosta di pane, frutta secca, scorze di agrumi e miele) e un sorso complesso e strutturato, con grinta acida in persistenza. Una goduria sui piatti tipici della cucina canavesana. Monica Coluccia

Vin Mousseux L’Or de Vix Extra Brut 2018 - Domaine Elodie Beaufort, Francia
Con un cognome così in etichetta, passare inosservati nel mondo delle bollicine sarebbe praticamente impossibile, figuriamoci se il domaine nasce fuori dalle classiche rotte a cui siamo abituati. Réol Beaufort non è un semplice omonimo: è il figlio del grande Jacques Beaufort, un simbolo per l’intera Champagne artigianale, uno dei pionieri del biologico, senza il quale probabilmente oggi non parleremmo di molti dei grandissimi vigneron che hanno animato il mondo delle più famose bollicine esistenti. E dall’azienda di famiglia Réol ha costruito il suo percorso, andando prima a lavorare nell’Aube a Polisy, dove negli anni è riuscito ad apportare la sua visione degli Champagne, diventati ancora più precisi e puliti rispetto al passato, e poi ha deciso di avviare un progetto oltre confine, in Borgogna, nelle vicinanze di Vix (celebre per il ritrovamento dell’omonimo cratere di bronzo). In queste terre, la voglia di andare oltre le convenzioni lo ha spinto a creare L’Or de Vix 2018 Extra Brut, dedicando il domaine a sua moglie Elodie: un Pinot Nero di estrema verticalità e purezza, in linea con il lavoro fatto a Polisy, in un susseguirsi di agrumi e polvere pirica, pepe bianco e coquillage. Il sorso, filante e verticale, ha un impianto sapido e agrumato. Buon sangue non mente. Alessio Pietrobattista
Malvasia Istriana Spumante Senator - Cattunar, Croazia
C’è un punto dell’Istria dove il tempo si stratifica come il terreno. Un luogo in cui la vite, piantata tra marne calcaree e ciottoli bianchi, affonda le sue radici nella memoria geologica del Mediterraneo. È qui che nasce la Senator Malvasia della famiglia Cattunar, una delle interpretazioni più eleganti e consapevoli della Malvasia Istriana, vitigno simbolo di questa regione. Un vitigno dalla voce ampia e solare, capace di parlare con accenti sempre diversi a seconda del suolo che la ospita. Nella linea Senator, Cattunar eleva questa varietà a un linguaggio maturo, denso di sfumature, ma sempre coerente. Il vino viene vinificato con attenzione quasi sartoriale: fermentazione controllata, riposo prolungato sulle fecce fini e un affinamento che predilige l’equilibrio tra ricchezza e finezza. Il risultato è un bianco strutturato, con note che spaziano dal pompelmo candito alla pera gialla, dai fiori bianchi al sottile respiro minerale tipico della terra bianca. Il cuore della Senator è il terroir. Le vigne di Cattunar si estendono in una delle zone più studiate dell’Istria, con una sorprendente varietà di suoli: rossa, grigia, nera e soprattutto bianca. In questo terreno calcareo, la vite fatica. E nella fatica, esprime il meglio. Il Senator Malvasia è il frutto di questa dialettica tra severità del suolo e generosità del vitigno. Nel bicchiere, il vino è verticale, elegante, con una spalla salina che sostiene il corpo e allunga il sorso. È profondo, maturo, ma mai opulento. Ha una grazia antica, come certi discorsi sussurrati dai nonni, quando il vino è ancora un mezzo per ricordare chi siamo. Stefania Oggioni
Cuvée Brut Rosé - Domaine Karanika, Grecia
Ξινόμαυρο – xinòmavro è un vitigno autoctono greco, la più nobile varietà a bacca nera della Grecia del nord e anche una delle più diffuse; complice la versatilità e l’adattabilità ai più diversi suoli da cui attinge le caratteristiche espressive con cui poi si manifesta in vinificazione e, infine, in bottiglia. Laurens e Annette Hartman hanno deciso di spostare il prosieguo della loro vita in Grecia, poiché desideravano produrre ottimi vini dopo una prima parte della vita spesa in aziende editoriali. Hanno scelto il posto e si sono concentrati su questo vitigno dopo studi di enologia tanto in Europa, quanto negli Stati Uniti. Un percorso ammirevole, senza dubbio mosso da una profonda passione e tanta buona volontà di fare bene. Oggi l’azienda Karanika spicca alta, incontrastata, attraverso i suoi ottimi e identitari prodotti. Il Brut Rosé è quasi tutto a base di xinòmavro; rimane solo un 5% di Limniona, Metodo Classico, dai 6 ai 12 mesi sui lieviti; esprime frutta piccola rossa al naso e forte coerenza in bocca. Un’ottima cuvée di un Paese la cui enologia è tutta da scoprire. Luca Turner

Etna Spumante Metodo Classico 2019 Piccolot - Cantine Iuppa, Etna | Sicilia
Quando si parla di Milo, sull’Etna, il pensiero va subito ai vini bianchi. D’altronde questa è la zona dove è possibile utilizzare la menzione “superiore” per l’Etna Bianco Doc. Ma non è solo bianco, come dimostra Cantina Iuppa. L’azienda si trova in contrada Salice: sei ettari di vigneto, con terrazzamenti realizzati tipicamente con i muretti a secco in pietra lavica, su altitudini che variano tra i 530 e i 700 metri. Il fatto che Milo si trovi tra l’Etna e il mare porta ad avere un terreno misto di ceneri di origine vulcanica e materiale organico. Inoltre, c’è una forte escursione termica giornaliera, che può arrivare anche a 20 gradi. Infine, la piovosità annuale media è la più alta di tutta l’area dell’Etna. D'altronde qui non c’è spazio solo per il Carricante, ma anche per il Nerello Mascalese che, con queste particolari condizioni di terroir, acquista caratteristiche ideali per la realizzazione di uno spumante. Quello di Cantina Iuppa si chiama Piccolot; è un Metodo Classico con almeno 48 mesi di affinamento sui lieviti, con le uve che arrivano proprio dalla contrada Salice di Milo, quindi versante est, a 500 metri di quota. Il risultato è un prodotto estremamente fresco, ampio ed elegante. Stupisce soprattutto la bevibilità e la grande duttilità, uno spumante molto piacevole. Raffaele Foglia
Sparkling Wine Brut NV - Early Mountain, USA
Situata ai piedi dei monti Blue Ridge, in Virgina, quella che originariamente si chiamava Sweely Estate è una tenuta di circa 140 ettari, circondata da dolci colline e fattorie pastorali, dove i primi vigneti furono piantati dagli allora proprietari Jess e Sharon Sweely nell’anno 2005. Jean Case e suo marito Steve, hanno poi acquistato la proprietà nel 2010 e, dopo alcuni lavori di ristrutturazione, l'hanno riaperta ribattezzandola col nome Early Mountain nel 2012. Tre anni più tardi, la sua superficie è aumentata in seguito all’acquisizione di Quaker Run Vineyard, situata a una ventina di chilometri a nord, nella contea di Madison. Contestualmente sono anche aumentate le varietà classiche di tipo bordolese, a cui si sono affiancati nuovi vitigni quali Petit Manseng, Sauvignon Blanc, Albariño e Tannat. Oggigiorno Early Mountain produce vini di alta qualità e guida l'ascesa della Virginia come rinomata regione vitivinicola sotto la guida dell’enologa Maya Hood White. Nella gamma di etichette, merita la citazione l’unico spumante metodo tradizionale prodotto. Nell’edizione con vendemmia base 2020 e vini di riserva a partire dal 2017, è di colore giallo paglierino con una bella effervescenza; profuma di fiori e frutti bianchi, frutta secca e pasticceria; chiude bilanciato, pieno e lungo. Luca Torretta