Il viaggio continua, e con la sua quinta tappa raggiunge quota mille.
La guida Bollicine del Mondo, fin dalla sua nascita, è stata pensata soprattutto come un viaggio internazionale alla scoperta di vini e territori eccezionali, passando dai grandi blasoni fino ad arrivare alle produzioni più di nicchia.
Quinta edizione, quindi, quella presentata sul palco del Main Stage durante il Congresso di Identità Milano, con il traguardo delle mille cantine recensite dai collaboratori coordinati da Cinzia Benzi, ideatrice insieme a Paolo Marchi di Bollicine del Mondo. Introdotto da Eleonora Cozzella, direttrice de Il Gusto, Claudio Ceroni, co-fondatore di Identità Golose e Presidente di MAGENTAbureau, ha illustrato in breve le peculiarità di questa edizione. «Abbiamo detto fin da subito che sarebbe stata un’edizione del Congresso all’insegna delle novità. La guida esce così in versione rinnovato: abbiamo abbandonato l’applicazione per passare al sito. È disponibile sempre in forma gratuita e con la stessa fruibilità di prima, ma andremo a raggiungere una platea più ampia».
L’App non sarà abbandonata del tutto, ma prende tutta un’altra dimensione. «Bollicine del Mondo – prosegue Ceroni - viene inserita nella Guida delle Guide, che è un po’ il nostro “Google maps” del gusto, che comprende tutte e tre le nostre pubblicazioni con la geocalizzazione. E dietro a questo lavoro c’è un panel di collaboratori qualificati».
Infine sono stati ringraziati i partners Acqua Panna S.Pellegrino, Alma, Consorzio Parmigiano Reggiano, Consorzio Asti Spumante, Pinsa di Marco e I.Wai Food.
Paolo Marchi ha poi voluto sottolineare la forza di questa guida. «Non mi stancherò mai di ripeterlo: questa Guida alle Bollicine del Mondo ha un valore speciale per noi di Identità Golose per la primissima edizione ha visto la luce direttamente con un’applicazione web. Avendo creato prima la guida ai Ristoranti ci siamo interrogati sul futuro».
«Non esiste una ristorazione separata dal vino, ma come coniugare tavola e cantina a livello di degustazioni, visite e pubblicazioni senza essere banali, prevedibili? La risposta ce la siamo subito dati Cinzia Benzi e io quando iniziammo a pensare a come entrare nel mondo delle guide al vino. E fu la stessa di un decennio prima con quella ai ristoranti: confezionare un prodotto originale, che non ci fosse ancora sul mercato. Domandarsi perché un vademecum in più, perché aggiungere una novità».
«Pensammo che stava crescendo sempre più il turismo legato ai ristoranti al punto che non aveva senso una pubblicazione che si limitasse alla sola Italia. Tenuto pure conto che non aveva senso alcuno organizzare congressi e gestire un sito senza confini, e poi rinchiudersi limitandoci al meglio delle nostre venti regioni. Così ci siamo messi a ragionare su come rendersi nuovi tra viti, botti e bottiglie. E la risposta è questa applicazione che al primo anno ha raccolto 500 etichette di altrettanti produttori di bollicine».
E ha aggiunto: «I nostri collaboratori sono bravi. Sono bravi, perché sono curiosi».
Da 500 etichette a 1.200, come racconta Cinzia Benzi, anima del progetto: «Con questa Guida vogliamo far viaggiare il lettore attraverso una mappatura piuttosto estesa dei vini spumanti. Portare a conoscenza di chi la consulta una storia, tradizione, un passaggio generazionale, un vitigno, una destinazione da scoprire e magari testimoniare un sogno che si è realizzato. Il linguaggio è semplice, professionale ma mai troppo ingessato, esaustivo in appena 1.300 caratteri. Laddove ci fossero termini enologici più dettagliati esiste un glossario da consultare con una sintesi terminologica, posta in ordine alfabetico, per fugare ogni dubbio. Oggi dopo cinque anni abbiamo raggiunto 1.000 cantine da tutto il mondo con oltre 1.200 etichette. Il 42% delle 1.200 etichette racconta la nostra Italia effervescente, mentre il 58% racchiude cantine europee con il resto del Mondo».
La guida, con questa nuova edizione, raggiunge altri paesi del mondo: in Europa si aggiungono cantine di Istria e Montenegro, mentre la Corea del Sud rappresenta la new entry asiatica. Nella Guida ci sono anche 33 approfondimenti di territori: quest’anno si è aggiunto anche il Brasile.
E un’altra caratteristica fondamentale è la trasparenza: «Nulla è anonimo – ha ribadito Cinzia Benzi – ogni scheda è firmata e ogni collaboratore ha raccontato con passione e dedizione quella bottiglia che vi consigliamo di assaggiare. Le bollicine recensite sono reperibili attraverso le cantine medesime, nei negozi specializzati e online, nulla è introvabile».

L'Omaggio a Richard Geoffroy
Come ogni anno,
Bollicine del Mondo celebra l’eccellenza anche tramite gli
Awards: quest’anno sono tredici i premiati.
Subito, con la presenza sul palco anche dei collaboratori, c’è stato l’importante ed emozionante omaggio a Richard Geoffroy, uno degli chef de cave più importanti al mondo. Il premio Bollicine del mondo e L’Innovazione è stato invece consegnato a Michel Loriot – Champagne Apollonis; il premio Bollicine del mondo Verso il Futuro a Zhewei Yu; Il vitigno da scoprire è invece Coda di pecora – Il Verro. Per Giovani di belle speranze, buona la prima! premio a Trentodoc Brut - Ert1050. Due riconoscimenti nella categoria Questioni di famiglia:
Cantine Fina e Casa Pisoni. L’Esperto di questa quinta edizione è invece Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano. I Comunicatori 2026 sono invece Chiara Giannotti, Emanuele Trono, Stevie Kim, Matteo Borrè e Vania Valentini.
La guida è quindi già attiva e consultabile, basta cliccare qui. Buona lettura.